Il processo previdenziale (a proposito dell'omonimo volume di S.L. Gentile)

Autore:Domenico Garofalo
Pagine:87-100
RIEPILOGO

1. Una possibile definizione di processo previdenziale. - 2. L’approccio al tema trattato. - 3. Un metodo per chi legge. - 4. Un processo realmente al servizio del cittadino. - 5. Processo previdenziale e spesa pubblica. - 6. La valutazione del sistema di sicurezza sociale. - 7. Il processo previdenziale: rilievi critici. - 8. Conclusione: la necessità di un’inversione di rotta.

 
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Il processo previdenziale ed il giudice previdenziale possono essere qualificate come espressioni riassuntive più che definitorie, caratterizzate non dalla genesi legislativa, ma invalse nella realtà, affiorando in studi e progetti di riforma, un po’ come per gli ammortizzatori sociali.

Esistono però tantissime norme che se ne occupano, disseminate nella disciplina sostanziale della previdenza e assistenza obbligatorie, ad onta delle poche norme differenziali inserite nel codice. Le peculiarità delle controversie previdenziali, conseguenti a quelle della materia trattata, sono la natura durevole delle prestazioni; la mutevolezza delle norme sostanziali, spesso oggetto di interventi della Corte Costituzionale, nonché di interpretazione autentica; la rilevanza giudiziaria del contenzioso previdenziale, oltre che economica, anche in termini di spese processuali sopportate dal sistema previdenziale; la rilevanza degli interessi coinvolti (soddisfazione dei bisogni primari di chi non dispone di mezzi economici adeguati).

Quindi, il giudice previdenziale è chiamato a bilanciare, attraverso il suo intervento, questi tre interessi ontologicamente contrapposti: il funzionamento della giustizia; le esigenze finanziarie del sistema previdenziale; la tutela dei bisognosi.

A questo tema S.L. Gentile1 ha dedicato l’omonimo volume pubblicato nella collana “Il diritto privato oggi”, serie a cura di Paolo Cendon.

* Il presente contributo riproduce, con gli opportuni adattamenti, la relazione svolta al convegno tenutosi a Bari il 23 aprile 2010, su iniziativa del Centro Studi “D. Napoletano” – sezione di Bari, in occasione della presentazione del volume di S.L. Gentile, Il processo previdenziale, Giuffrè, Milano, 2009.

[1] S. L. Gentile è magistrato presso la Corte d’Appello di Bari, sezione lavoro, già Presidente del Tribunale di Trani, sezione lavoro, prima della riforma del 1998, ed attualmente è Presidente del Tribunale di Taranto, sezione lavoro.

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Il volume, che si compone di oltre 700 pagine, è articolato in 12 capitoli, tutti corredati in apertura di un’utile, quanto ragionata, “guida bibliografica”; inoltre, ciascun capitolo è organizzato in sezioni (in numero variabile, a seconda del tema trattato), articolazione che agevola molto la consultazione, consentendo di individuare con facilità la questione che si voglia approfondire.

Concludono l’opera due indici: quello bibliografico, che denota il livello di approfondimento della materia da parte dell’Autore, e quello analitico, che consente a chi legge, anche se poco avvezzo al confronto con la materia, di orientarsi agevolmente.

Si concorda con l’A. quando afferma che il profilo processuale non può prescindere da quello sostanziale, per essere gli stessi tra loro intimamente connessi, molto di più che nella materia lavoristica, come del resto testimonia la letteratura formatasi su quest’ultima in cui i due profili restano rigorosamente separati e ad occuparsene sono gli specialisti di ognuno di essi (lavoristi e processualisti), salvo un caso rappresentato a mio parere da Antonio Vallebona. Nella materia previdenziale, viceversa, questa scissione è estremamente ardua.

Si coglie già leggendo l’introduzione dell’opera: non è quello di chi per avventura decida di occuparsi di un tema e neanche quello di chi se ne occupi sotto un profilo meramente pragmatico; l’approccio è quello di chi “vive nel tema”, con una costante tensione alla sistematizzazione (Gentile conclude l’introduzione affermando: «La compilazione di quest’opera ha preso il via dalla rilevazione del divario esistente fra la specificità e l’entità oggettiva del fenomeno previdenziale in ambito giudiziario, da un lato, e il livello corrispondente dell’offerta di strumenti di studio e operativi, dall’altro». Più oltre enuncia l’intendimento di rivolgersi agli specialisti della materia fornendo loro una visione d’insieme, utile quanto gli aggiornamenti giurisprudenziali, ma anche e soprattutto “ai non esperti”, con un invito ad accostarsi alla previdenza e all’assistenza che «riguardano tutti, per cui non c’è consociato che possa escludere di doverne discutere»)2.

[2] Una costante dell’opera di S.L. Gentile sono le nozioni, che l’A. sistematicamente enuncia con riferimento sia all’ambito di applicazione del processo previdenziale, sia a quest’ultimo. Quanto alle nozioni rilevanti nel processo previdenziale, se ne rinvengono quasi venti e cioè: 1. Lavoro usurante (ai fini dell’invalidità), p. 23; 2. Lavoro proficuo (ai fini dell’inabilità), p. 24; 3. Rischio generico di ambiente (ai fini della tutela INAIL), p. 29; 4. Evento definito (ai fini dell’individuazione dell’ente legittimato ad accordare la tutela), p. 41; 5. Indifferibilità delle cure (ai fini della sovrapposizione tra cure termali e ferie), p. 51; 6. Disoccupazione (ai fini dei relativi trattamenti), p. 53; 7. Evento integrabile (ai fini della concessione CIGS), p. 64; 8. Anticipazione (sempre ai fini della CIGS), p. 66;: 9. Spettacolo (ai fini della tutela ENPALS), p. 87; 10. Attività giornalistica (ai fini dell’iscrizione INPGI), p. 89;

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L’introduzione si conclude con questa affermazione: «Gli approfondimenti al riguardo andranno comunque condotti sui testi che di ciò si occupano in prevalenza, ma si confida che questa scelta risulti vantaggiosa per gli utenti più di quanto possa dispiacere ai puristi della teoria del diritto».

Pur avendo un’idea precisa al riguardo, prima di leggere il volume mi sono proposto di verificare se lo stesso abbia dovuto sacrificare le esigenze di questi ultimi a quelle dei primi, ovvero se sia in grado di soddisfare entrambe.

Per concludere sull’approccio al tema, va sottolineato che all’analisi ricostruttiva del profilo processuale l’Autore, mantenendo fede al metodo enunciato nell’introduzione, perviene attraverso la disamina della disciplina sostanziale, non sembrando esagerato affermare, da previdenzialista, che lo studio di Gentile non è circoscritto al processo previdenziale, ma coinvolge tutto il diritto della previdenza sociale, la cui trama è esaustivamente ricostruita in funzione del momento contenzioso, o se si preferisce della tutela giudiziaria.

Il metodo di lettura può variare a seconda dell’approccio che si ha all’opera di Gentile e cioè, se pragmatico o sistematico,

Se l’approccio è pragmatico, cioè se si intende reperire nell’opera la soluzione di una specifica problematica, come già detto il lettore è aiutato da un

[2] 11. Cartolarizzazione (ai sensi dell’art. 13, comma 1, l. 448/1998), p. 115; 12. Evasione/omissione contributiva (ai fini delle sanzioni ex art. 116), p. 116; 13. Ricovero (ai fini dell’esclusione dell’indennità di accompagnamento), p. 129; 14. Maggiorazioni sociali (per il sostegno aggiuntivo ai soggetti privi di altri redditi), p. 141; 15. Cristallizzazione (perequazione automatica delle pensioni non integrate al trattamento mini- mo), p. 146; 16. Previdenza integrativa aziendale (ai fini della competenza), p. 156; 17. Indebito previdenziale (p. 167) o contributivo (p. 175) soggettivo (p. 176). Quanto poi alle nozioni rilevanti in materia di giurisdizione e competenza, se ne contano quattro, e cioè: 1. Fatti di guerra (ai fini del riconoscimento della pensione di guerra), p. 188; 2. Equo indennizzo (p. 211-212) e fatti di servizio; 3. Causa di servizio (ai fini della distinzione rispetto alla malattia professionale) (p. 216); 4. Risarcimento del danno biologico (ai fini della distinzione rispetto all’equo indennizzo (p. 247). Inoltre, con riferimento alle nozioni rilevanti in materia processuale, abbiamo quella relativa al “documento indispensabile, ammissibile in appello, cioè documento decisivo” (p. 494) e quella sul “diritto alla prestazione previdenziale indisponibile”. Si segnala, altresì, la nozione di diritto indi- sponibile (su cui v. Cass. 1 marzo 2001, n. 2939, in Foro It., 2001, I, 2546) ai fini dell’ammissibili- tà di determinati mezzi probatori (giuramento suppletorio). L’A. si sofferma, poi, sull’assenza, nel complesso della vigente normativa previdenziale, di un principio generale di indisponibilità dei diritti alle prestazioni nell’assicurazione obbligatoria, salvo il trattamento pensionistico minimo IVS, come si può ricavare dai regimi di decadenza e prescrizione, specie delle prestazioni tempora- nee. Con riferimento all’oggetto del giudizio previdenziale Gentile si sofferma sull’atto emesso nei confronti del soggetto privato, nonchè sui rapporti tra le parti aventi ad oggetto la prestazione; i contributi; la posizione assicurativa. Ancora, sul giudice previdenziale, si rammenta che egli, pur occupandosi sempre di atti amministrativi, è giudice del rapporto. Infine, sulla nozione di aggrava- mento l’A. si sofferma non solo sull’aspetto relativo al peggioramento della condizione di salute, ma anche sulla diversa disciplina assicurativa o contributiva sopraggiunta.

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articolato indice sommario (all’inizio del volume) e da un altrettanto articolato indice analitico (in coda al volume) che consentono di individuare con estrema facilità la collocazione del tema prescelto3. Ma nell’approccio pragmatico aiuta soprattutto lo sviluppo dell’opera, connotato da uno stile estremamente chiaro ed efficace4.

La ragione di tanta chiarezza è coessenziale, a mio modo di vedere, ad una trattazione frutto di lunga e collaudata esperienza, coniugata però ad un’impostazione sistematica, che...

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