Prefazione

Autore:Gaetano Veneto
Pagine:15-16
 
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Prefazione
In precedenti presentazioni a mia firma dei lavori di Antonio Belsito ho avuto
occasione di segnalare, con affetto e stima per l’Autore, mio allievo diligente,
diversità di vedute sui temi più attuali (come in questo caso, da sempre, all’ordine
del giorno) del diritto del lavoro, talvolta addirittura evidenziando radicali diffe-
renze di opinioni e giudizi, pur in un comune solco di percorsi di studi e lavoro
e con identiche scelte di valori di fondo. Tutto questo convalida e rafforza il ruolo
del Centro Studi di Diritto dei Lavori, da me fondato e diretto ormai da qualche
anno, con l’insostituibile supporto e la determinante responsabilità di iniziative e
di gestione di Antonio Belsito. Intrecciando attività di vita e di professione nelle
Aule giudiziarie con impegno di studio e di ricerche e con continue e stimolanti
iniziative pubbliche quali Convegni e Seminari nelle Università di Bari, di Fog-
gia e del Molise, insieme a me ed al Collega Germano, Belsito costantemente
sottopone e verifica istituti giuridici e prassi applicative nella società meridionale,
in un contesto magmatico quanto incerto quale è quello del nostro Paese, con
particolare riferimento ai problemi del lavoro.
Il tema delle controversie del lavoro è uno di quelli nei quali Belsito si muove
meglio, anche se, come si è scritto già nella precedente Prefazione, è sempre
ed ancora in progress, come altrettanto sono l’approfondimento e le valutazioni
dell’Autore sull’argomento.
Allora come ora, la sfiducia e la costante diffidenza di Belsito verso soluzioni
pre-giudiziali e stragiudiziali delle controversie trovano larga conferma in una
invero incerta, talvolta tecnicamente infelice, ondivaga politica legislativa.
Diversamente da Belsito, ancora oggi resta la mia “impenitente” fiducia negli
istituti della conciliazione e dell’arbitrato che, introdotti da Giugni, reduce dalla
sua lunga esperienza di studi in USA, nella cultura giuslavoristica italiana oltre cin-
quant’anni addietro ed approfonditi da chi scrive con le prime ricerche empiriche,
restano i pilastri di una industrial democracy che ha costituito una componente
essenziale dello sviluppo di un capitalismo “democratico” oggi selvaggiamente
aggredito da una finanza internazionale insieme selvaggia e piratesca.
È ben noto a tutti che in un sistema giuridico che affonda le sue profonde
radici nel millenario modello di civil law la garanzia dei diritti delle parti in con-

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