Introduzione

Autore:Antonio Belsito
Pagine:17-18
 
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Introduzione
Le “controversie di lavoro” in sede giudiziaria dal 1973, si celebrano se-
condo il nuovo rito introdotto dalla legge numero cinquecentotrentatre, impron-
tata originariamente ai principi chiovendiani della oralità, concentrazione ed
immediatezza, anche se nel tempo tale rito si è piuttosto adagiato sul sistema
civilistico ordinario.
A nulla sono serviti i tentativi di ridurre il contenzioso giudiziario con i nume-
rosi “filtri” introdotti, che tuttavia seppur frutto di felici intuizioni già in partenza
risultavano essere malstrutturati.
Le controversie in sede giudiziaria sono, nell’ultimo decennio, notevolmente
aumentate mentre “l’idea geniale” di abolire le Preture ha prodotto “l’allontana-
mento” del Giudice del Lavoro dalle varie sedi ove si presta l’attività lavorativa ed
il loro accorpamento è servito soltanto a snaturare il rito del lavoro ed a rendere
inevitabilmente caotica la gestione delle sezioni lavoro comunque sotto organico
ed inspiegabilmente ritenute da supporto a quelle civili.
Non serve un nuovo processo del lavoro: occorre rispettare quelle regole
chiovendiane così come concepite e soprattutto è urgente dedicare una qualche
attenzione alle disastrate sezioni lavoro che in Puglia, “in particolare” segnano il
passo e fanno gran fatica a sopravvivere ormai non rispondendo più alle effettive
esigenze dei cittadini.
Il presente volume, la cui prima edizione è stata realizzata nel 2002 per
la Scuola Forense di Trani, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Trani,
vuole essere uno strumento di ausilio agli studenti del corso di laurea Magistrale in
Giurisprudenza, nonché ai praticanti avvocati nello studio del diritto processuale
del lavoro presso le Scuole Forensi e nell’esercizio dell’attività professionale, per
approfondire in modo pragmatico le disposizioni che regolamentano le contro-
versie di lavoro sia nella fase stragiudiziale che in quella dinanzi al Giudice,
togato o privato, con il supporto essenziale della più recente giurisprudenza di
legittimità e di merito.
Non si sarebbe potuto portare a termine questo lavoro senza la preziosa
collaborazione di Clarenza Binetti, Daniela Cervellera, Maurantonio Di Gioia,

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