Il procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. nelle controversie di lavoro

Autore:Antonio Belsito
Pagine:143-170
 
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1. Dei provvedimenti d’urgenza. 2. Periculum in mora: attualità, imminen-
za ed irreparabilità. 3 Fumus boni iuris. 4. Del procedimento. 5. Le prove
atipiche. Differenze tra informatori e testimoni. 6. Dell’inammissibilità della
domanda. 7. Del reclamo. 8. Del giudizio di merito. 9. Inefficacia, modifica
ed attuazione del provvedimento cautelare. 10. Ordine di reintegrazione:
incoercibilità. 11. Il sequestro conservativo nelle cause di lavoro.
IL PROCEDIMENTO
CAUTELARE
EX ART. 700 C.P.C. NELLE
CONTROVERSIE DI LAVORO
CAPITOLO 5
SOMMARIO
1. Dei provvedimenti d’urgenza
Art. 700 c.p.c. (condizioni per la concessione): “Fuori dei casi
regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato motivo
di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto
in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente
e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice i provvedimenti
d’urgenza che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assi-
curare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito”.
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L’intervento di natura cautelare previsto da questa norma non
può essere invocato in presenza di altri strumenti tipici, idonei a
soddisfare le esigenze di immediata tutela.
Questo procedimento è diretto ad ottenere una ordinanza
cautelare, contraddistinta dalla sommarietà, avente le caratteri-
stiche della sussidiarietà e della atipicità187.
Per ottenere un provvedimento cautelare di cui all’art. 700
c.p.c., chi teme che il proprio diritto sia minacciato da un pre-
giudizio imminente ed irreparabile può proporre domanda con il
ricorso ex art. 669 bis c.p.c. chiedendo che il giudice, sussistendo
i requisiti del fumus boni juris e del periculum in mora, provveda
in via d’urgenza anche con decreto (inaudita altera parte), o con
ordinanza dopo l’instaurazione del contraddittorio.
Trattasi, quindi, di un provvedimento cautelare atipico neces-
sario anche ad assicurare, seppur provvisoriamente, gli effetti
della futura eventuale pronunzia nel giudizio di merito che accerti
il diritto vantato dal ricorrente.
Le norme commentate nei paragrafi successivi sono per lo più
state aggiunte con decorrenza dall’1/01/1993, dalla L. 26/11/1990
n. 353 (in particolare dall’art. 74, co. 2), che ha inserito la sezione
prima (dei procedimenti cautelari in generale) nel capo terzo (dei
procedimenti cautelari) del codice di procedura civile.
La normativa riguardante i procedimenti cautelari è stata
integrata e modificata da alcune disposizioni previste nel D.L.
14/03/2005 n. 35, convertito con modificazioni nella L. 14/05/2005
n. 80 e dagli ulteriori interventi della L. 69/2009.
Il primo marzo 2006 è entrata in vigore la riforma di taluni
istituti del processo civile, che è intervenuta anche sul procedi-
mento cautelare.
2. Periculum in mora: attualità, imminenza ed
irreparabilità
È indispensabile, ai fini dell’ammissibilità del ricorso, eviden-
ziare innanzi tutto la sussistenza del periculum in mora e cioè
l’effettivo pericolo nel ritardo della decisione.
Ad esempio, la classica condizione di pericolo è quella che si
verifica nel caso in cui il lavoratore licenziato sia l’unico ad avere
un reddito quale mezzo di sostentamento per sé e per la propria
famiglia e non abbia ricevuto il trattamento di fine rapporto, sic-
187 L. GUAGLIONE, Il processo cautelare, Edizioni Scientifiche Italiane, 2006, 35.
Danno grave e
irreparabile

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