• Informatica e Diritto

Editore:
ITTIG
Data di pubblicazione:
2007-01-01
ISBN:
0390-0975

Descrizione:

Si tratta di una rivista generale d'informatica giuridica e di diritto dell'informatica, sorta nel 1975 per iniziativa del Consiglio nazionale delle ricerche e pubblicata all'Istituto per la documentazione giuridica di Firenze con la casa editrice Le Monnier. Dato il carattere scientifico della pubblicazione e l'ampia partecipazione di collaboratori internazionali, gli articoli sono redatti oltre che in lingua italiana, anche nelle principali lingue europee.

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    I social media sono oramai parte integrante della vita di tutti e sono diventati, nel tempo, uno degli strumenti più utilizzati degli ultimi anni. Anche le amministrazioni pubbliche, così come le imprese e i singoli cittadini, stanno cominciando a utilizzarli, in maniera sempre più costante, principalmente per adempiere in maniera più efficace ai propri compiti di comunicazione pubblica e istituzionale. Nell’ultimo periodo, però, con la rivoluzione dei big data, le amministrazioni pubbliche hanno iniziato a utilizzare i social media anche come fonte di produzione di un ricco bacino di dati per condurre analisi ed elaborazioni utili alla comprensione della realtà che amministrano e delle prestazioni che erogano ai cittadini. I dati ricavabili dai social media, in effetti, rientrano, per loro natura, all’interno del fenomeno dei big data e si prestano a essere utilizzati nella logica della big data analytics. Secondo la letteratura scientifica internazionale, infatti, i dati estraibili dai social media possono essere utilizzati dalle amministrazioni come elemento conoscitivo per prendere decisioni e costruire il proprio indirizzo programmatico e politico, ma anche all’interno di varie funzioni amministrative. Questo "nuovo" uso dei dati risulta essere molto utile per le amministrazioni, ma risente di alcuni limiti strutturali legati alla natura dello strumento e produce conseguenti criticità da risolvere o quantomeno da prendere in considerazione. I dati provenienti dai social media e più in generale i big data, dunque, possono essere una risorsa conoscitiva nuova e originale per le amministrazioni pubbliche, certamente con limiti e criticità rilevanti. Questa risorsa avrebbe il merito di permettere di ritornare a mettere al centro del dibattito scientifico la capacità delle amministrazioni di conoscere e di ricostruire la realtà che amministrano e l’utilizzo di queste conoscenze all’interno del procedimento amministrativo.

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