• Informatica e Diritto

Editore:
ITTIG
Data di pubblicazione:
2007-01-01
ISBN:
0390-0975

Descrizione:

Si tratta di una rivista generale d'informatica giuridica e di diritto dell'informatica, sorta nel 1975 per iniziativa del Consiglio nazionale delle ricerche e pubblicata all'Istituto per la documentazione giuridica di Firenze con la casa editrice Le Monnier. Dato il carattere scientifico della pubblicazione e l'ampia partecipazione di collaboratori internazionali, gli articoli sono redatti oltre che in lingua italiana, anche nelle principali lingue europee.

Documenti più recenti

  • Social media ed elezioni. I limiti del diritto e il rischio di una modulated democracy

    Attraverso l’analisi del recente dibattito accademico relativo al potere dell’algoritmo e al ruolo dei social media quali intermediari dell’informazione, il contributo analizza il sempre maggiore ruolo che le piattaforme social assumono nella sfera pubblica col fine di valutare se esso metta a rischio alcuni valori fondamentali dell’ordinamento democratico. In particolare, l’indagine tenta di mettere in luce i rischi a cui le peculiari caratteristiche delle piattaforme social espongono lo svolgimento delle consultazioni elettorali, momento fondamentale per il processo democratico. Proprio analizzando tali rischi alla luce dell’attuale quadro normativo, l’approccio regolativo adottato dagli ordinamenti giuridici europei è sembrato rivelarsi inidoneo a garantire il rispetto delle condizioni procedurali poste a fondamento della democrazia dalla teoria liberale.

  • I nuovi protagonisti del mondo digitale tra neutralità della Rete e accesso all'informazione

    La differenziazione del traffico veicolato dagli ISP - Internet service provider nelle reti, oggetto di riferimento del principio di net neutrality, in ragione dell’impatto esercitato sull’accesso ai contenuti da parte degli utenti, concorre a modificare le modalità di realizzazione dei valori connessi alla libertà di informazione e comunicazione e in particolare alla tutela del pluralismo informativo su Internet. Il contributo approfondisce esattamente il tema della neutralità della Rete, partendo da una breve ricostruzione delle esigenze ad essa sottese e dei diversi approcci normativi seguiti negli Stati Uniti e in Europa al fine di conciliare tra loro lo sviluppo di sempre più efficienti infrastrutture di comunicazione, da un lato, e la massima diffusione di contenuti e servizi in modo paritario, dall’altro. In particolare, in considerazione del fatto che un limitato numero di soggetti ha ormai assunto una posizione strategica a livello mondiale nella fornitura di servizi di informazione e intrattenimento, il saggio segnala la necessità di estendere l’indagine anche a un profilo fino ad oggi poco discusso e cioè quello relativo al bisogno di prevedere e di predisporre strumenti di tutela della libertà di informazione e del pluralismo ulteriori rispetto a quelli rappresentati dalle regole sulla net neutrality imposte agli operatori ISP, e destinati a proteggere gli utenti finali da quei nuovi protagonisti del mondo digitale che esercitano oggi un controllo sempre più pervasivo sulla Rete.

  • Social media e fenomeni intimidatori nei confronti degli amministratori locali

    A partire dai lavori di una Commissione parlamentare di inchiesta e da un recente intervento legislativo (la l. 105/2017) che ne traduce le risultanze, il contributo rappresenta un primo tentativo di esaminare la relazione tra social media e comportamenti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. Si tratta di aspetti a lungo sottovalutati e su cui molto è ancora da fare, ma l’intervento legislativo pone le premesse per un approfondimento che, se accompagnato da opportune opzioni metodologiche, potrebbe consentire di fare maggiormente luce sul fenomeno e su come i nuovi media possano incidere su di esso.

  • La Rete, i populismi e i partiti politici 2.0

    Il contributo analizza l’impatto delle nuove tecnologie digitali sui metodi di comunicazione dei partiti politici, avendo determinato anche un significativo cambiamento nel rapporto con i cittadini. In particolare, l’avvento di Internet ha consentito, da un lato, ai partiti di trasmettere in via immediata e diretta il proprio messaggio politico ai cittadini e, dall’altro, alla cittadinanza di dialogare direttamente con i propri rappresentanti. È evidente, alla luce del panorama politico attuale, che la Rete è stata utilizzata in particolare dai leader politici per raccogliere il consenso elettorale attraverso un meccanismo di personalizzazione del programma di partito. Il web d’altra parte è divenuto anche il mezzo attraverso cui veicolare la protesta contro le istituzioni e l’establishment da parte di formazioni politiche c.d. antisistema, il cui fine principale è quello di farsi portatrici del malcontento dei cittadini nei confronti della precedente classe politica. La Rete facilita oggi l’instaurarsi di un dialogo diretto tra rappresentanti e rappresentati, in apparente competizione con le aule parlamentari, luogo di sintesi delle plurali istanze sociali. È necessario, però, che queste supposte forme di democrazia diretta, esercitabili attraverso i social media e la Rete, concorrano con il Parlamento nella comprensione e nella soddisfazione delle esigenze dei cittadini.

  • I social media e le nuove opportunità per una pubblica amministrazione al servizio del cittadino: lo strumento delle social media policy

    Il contributo illustra le nuove sfide dell’utilizzo dei social media da parte delle pubbliche amministrazioni in un’ottica inclusiva di partecipazione e cittadinanza digitali. Viene proposto un focus sulle social media policy e sulle corrette regole di ingaggio con cittadini, associazioni e imprese attraverso l’esame di casi concreti.

  • Social open government: l'utilizzo dei social media nell'amministrazione digitale e aperta

    Nel vigente quadro normativo caratterizzato dalla profonda riforma del Codice dell’amministrazione digitale, d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, realizzata con la legge delega 7 agosto 2015, n. 124 e il relativo d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, seguito dal "decreto correttivo", d.lgs. 13 dicembre 2017, n. 217, il lavoro intende esaminare, da un punto di vista giuridico, il ruolo che i social media rivestono nel realizzare il modello di amministrazione digitale e aperta. In particolare, l’analisi cerca di individuare le disposizioni di legge che potrebbero costituire il fondamento all’utilizzo esteso e integrato dei social media nell’azione della pubblica amministrazione. In tale ottica, si esaminano il rafforzamento dei diritti dei cittadini e le altre disposizioni che sembrano attribuire un ruolo strategico all’utilizzo dei social media nelle attività pubbliche, nell’erogazione dei servizi e nella partecipazione democratica. Inoltre, vengono analizzati i principi e le norme da osservare per un utilizzo corretto dei social media nella pubblica amministrazione, rilevando la necessità di adottare social media policy interne ed esterne e chiarendo gli errori e i rischi in cui le amministrazioni possono incorrere. L’analisi è tesa a dimostrare che, seppure i social media non siano espressamente previsti dalla normativa, il loro utilizzo trova fondamento giuridico ed è favorito da un insieme di disposizioni che pervadono la fisionomia stessa delle pubbliche amministrazioni: con espressione volutamente incisiva, il quadro giuridico di riferimento può condurre ad un social open government.

  • I social media, data analytics, amministrazioni pubbliche: come le amministrazioni usano i dati provenienti dal social media?

    I social media sono oramai parte integrante della vita di tutti e sono diventati, nel tempo, uno degli strumenti più utilizzati degli ultimi anni. Anche le amministrazioni pubbliche, così come le imprese e i singoli cittadini, stanno cominciando a utilizzarli, in maniera sempre più costante, principalmente per adempiere in maniera più efficace ai propri compiti di comunicazione pubblica e istituzionale. Nell’ultimo periodo, però, con la rivoluzione dei big data, le amministrazioni pubbliche hanno iniziato a utilizzare i social media anche come fonte di produzione di un ricco bacino di dati per condurre analisi ed elaborazioni utili alla comprensione della realtà che amministrano e delle prestazioni che erogano ai cittadini. I dati ricavabili dai social media, in effetti, rientrano, per loro natura, all’interno del fenomeno dei big data e si prestano a essere utilizzati nella logica della big data analytics. Secondo la letteratura scientifica internazionale, infatti, i dati estraibili dai social media possono essere utilizzati dalle amministrazioni come elemento conoscitivo per prendere decisioni e costruire il proprio indirizzo programmatico e politico, ma anche all’interno di varie funzioni amministrative. Questo "nuovo" uso dei dati risulta essere molto utile per le amministrazioni, ma risente di alcuni limiti strutturali legati alla natura dello strumento e produce conseguenti criticità da risolvere o quantomeno da prendere in considerazione. I dati provenienti dai social media e più in generale i big data, dunque, possono essere una risorsa conoscitiva nuova e originale per le amministrazioni pubbliche, certamente con limiti e criticità rilevanti. Questa risorsa avrebbe il merito di permettere di ritornare a mettere al centro del dibattito scientifico la capacità delle amministrazioni di conoscere e di ricostruire la realtà che amministrano e l’utilizzo di queste conoscenze all’interno del procedimento amministrativo.

  • La prima giurisprudenza sul rapporto tra pubblico impiego e social media

    I social network sono entrati prepotentemente nelle dinamiche personali e sociali e oggi le pubbliche amministrazioni sono sempre più consapevoli del loro potenziale in termini di efficacia, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa. Con questo contributo si analizza l’impatto dei social media sul lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, svolgendo in particolare un’analisi ragionata di alcuni recenti pronunciamenti della Cassazione e della giustizia amministrativa. Questi giudici, infatti, hanno approfondito specifici temi salienti quali, ad esempio, il social network come strumento di comunicazione tra la pubblica amministrazione e i propri dipendenti; il diritto di critica del lavoratore via social; i controlli occulti mediante social media ad opera del datore di lavoro. L’obiettivo del saggio è quello di definire alcune best practice per le pubbliche amministrazioni italiane: istituzionalizzare la propria presenza sui social; realizzare specifici percorsi di formazione dei propri dipendenti sui termini di servizio dei social network; infine, valutare se dettare specifiche policy d’uso.

  • Presentazione
  • Social media e consulto medico: tra opportunità e rischi per i pazienti

    La rivoluzione tecnologica si sta inesorabilmente diffondendo anche in ambito sanitario e anche attraverso i social media, che favoriscono la creazione e lo scambio di contenuti generati direttamente dai pazienti con lo scopo di accedere a una second opinion medica. Si è instaurato di fatto un nuovo modello di accesso alle cure in cui lo storico rapporto di fiducia tra medico e paziente viene profondamente trasformato attraverso l’uso di queste nuove comunità virtuali. Nonostante i vantaggi, soprattutto in termini di abbattimento di tempi e confini geografici, emergono anche molte criticità legate alla sicurezza e alla protezione dei dati personali e sensibili dei pazienti. Il contributo intende investigare quindi proprio le nuove occasioni di scambio offerte dalle piattaforme social per il consulto medico, specie alla luce dei principi del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

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