Tecniche di estrazione terminologica e classificazione automatica di corpora giurisprudenziali

Autore:Maria-Teresa Sagri - Tommaso Agnoloni - Lorenzo Bacci
Carica:Gli AA. svolgono attività di ricerca presso l'Istituto di Teoria e Tecniche dell'Informazione Giuridica del CNR
Pagine:41-64
RIEPILOGO

L’articolo descrive lo sviluppo di una metodologia per l’estrazione automatica di metadati semantici descrittivi del contenuto della produzione giudiziaria in materia civile. Arricchire il dato testuale di queste meta-informazioni rappresenta il presupposto tecnico per implementare una catalogazione automatica per argomento e un’archiviazione dei provvedimenti nei database istituiti presso i... (visualizza il riepilogo completo)

 
ESTRATTO GRATUITO
/ / /
Tecniche di estrazione terminologica
e classificazione automatica di corpora giurisprudenziali
MARI A-TERESA SAGRI, TO MMASO AGN OLO NI, LORENZO BACCI
SOMM ARI O:1. Nuove opportunit à di condivisione del dato giudiziale – 2. Tecniche di
Natural Language Processing per lo sviluppo di una classificazione del merito civile –
3. Textanalysis delle sentenze ed estrazione automatica di informazioni – 3.1. Defini-
zione degli obiettivi e individuazione delle caratteristichedel cor pus – 3.2. Metodologia
di analisi dei testi – 3.3. Definizione ed assegnazione di uno schema di classificazione
– 3.4. Valutazione e verifica dei risultati – 4. Influssi giuridici del software nella
produzione e diffusione del prodotto giudiziario
1. NUOV E OPPORTU NITÀ D I CON DIV ISI ONE D EL DATO GI UDI ZIA LE
L’innovazione tecnologica ha contribuito in modo significativo al miglio-
ramento dell’amministrazione della giustizia. In Italia, con l’avventodel pro-
cesso civile telematico(PCT)1, incalzano protocolli e sistemi avanzati nella
organizzazione della procedura; si pensi al documento informatico, alla firma
digitale, alla posta elettronica certificata, alla Consolle del Magistrato, applica-
zioni che hanno stimolato un complessivo ripensamento dell’impostazione
del lavoro, delle relazioni tra uffici, avvocati e giudici.
Parallelamente all’ottimizzazione delle tempistiche e degli adempimenti
burocratici, indotti dalla telematica, la diffusione di strumenti informatici
ha anche rivoluzionato il processo dal suo interno, imponendo un provvedi-
mento “nativo” digitale che apre nuove prospettive in tema di archiviazione,
gestione e consultazione dei dati. Nel 2011 è stato completato l’inserimento
dei registri informatizzati nelle cancellerie civili del merito e delle esecuzioni
presso quasi tutti gli uffici giudiziari italiani2; tra questi rientra anche l’archi-
Gli AA. svolgono attività di ricerca presso l’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informa-
zione Giuridica del CNR.
1Peruna ricos truzione del quadro normativoin materia si veda C. RA BBI TO,La redazione
della sentenza nel Processo Civile Telematico, in questa Rivista, 2007, n. 1/2, p. 226.
2Cfr. decreto Ministero della giustizia 27 marzo 2000, n. 264, Regolamento recante norme
per la tenuta dei registri presso gli uffici giudiziari, pubblicato in G.U. del 26 settembre 2000,
n. 225.
/ / /
42 Informatica e diritto /Diritto, linguaggio e tecnologie dell’informazione
vio digitale dei provvedimenti3. Obiettivo sotteso alla sistematizzazione e
conservazione del materiale, così come emerge dalla disciplina in materia di
processo civile telematico, è la formazione di una banca dati in cui i provvedi-
menti adottati presso ogni corte siano classificati e archiviati con possibilità
di reperirli secondo molteplici chiavi di ricerca4.
Il poter disporre di queste ingenti collezioni digitali introduce allo svi-
luppo di una visione ancora più evoluta della rete giudiziaria, quale possi-
bile “luogo informatico [...]in buona parte ancora tutto da immaginare”5,
non solo di raccolta e consultazione, ma anche di scambio delle informazioni
processuali raccolte.
Il valore aggiunto che nasce dall’accedere ai dati conservati negli archivi
digitali, oltre a quello di monitorare l’attività giudiziaria, può essere dato dal
riuscire a consultare, analizzare, confrontare la giurisprudenza depositata. In
particolare, consentire al giudicante di accedere ad “una conoscenza concreta
e agevole degli orientamenti espressi da lui o da altri colleghi del medesimo
ufficio o, addirittura, della medesima sezione di tribunale sulle stesse tema-
tiche affrontate”6, rappresenta il presupposto per “creare una memoria col-
lettiva”7necessaria a garantire un’uniforme interpretazione della legge e una
maggiore conformità del diritto nazionale.
2. TEC NICH E DI NATUR AL LANG UAGE PROCE SSING P ER LO SVI LUPPO
DI UN A CLA SSI FIC AZI ONE D EL ME RITO C IVI LE
Nel momento in cui le risorse archivistiche vengono rese disponibili in
ambiente elettronico, danno vita ad enormi banche dati dove il testo digi-
3L’art. 15, rubricato “Archivio digitale dei provvedimenti”, decreto Ministero della giu-
stizia n. 264 del 2000, prevede che “Presso la cancelleria del tribunale e della Corte di appello
è istituito un archivio, tenuto ai sensi dell’articolo 12, comma 2, dove sono conservati, in co-
pia, le sentenze e gli altri provvedimenti in materia civile e penale, che sono determinati con
decreti del Ministro della Giustizia”.
4C. RABB ITO,op. cit., p. 227.
5E. CONSOLANDI,Atti telematici, Organizzazione e uffici giudiziari. Processo telemati-
co, Libro dell’anno del Diritto, 2012, consultabile su: www.treccani.it/enciclopedia/orga
nizzazione-e-uffici- giudiziari-processo-telematico_%28Il-Libro-dell%27anno-del-Diritto.
6Cfr. A. PI RAIN O,Brevi note critiche sulle modalità di attuazione della riforma, estratto
della relazione tenuta al forum “Il processo telematico: esperienze e prospettive”, svoltosi a
Palermo il 28 giugno 2001, nell’ambito del convegno nazionale sul tema “Le priorità della
giustizia, dall’efficienza all’effettività”, disponibile all’indirizzo www.ilprocessotelematico.
it/Dottrina/Note%20 critiche%20Dr%20Piraino.htm.
7C. RABB ITO,op. cit., p. 227.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA