Social media, minori e cyberbullismo: lo status quo della legislazione nazionale ed eurounitaria

Autore:Mimma Rospi
Carica:L'A. è dottoressa di ricerca in Giustizia costituzionale e diritti fondamentali (curriculum italo-franco spagnolo)
Pagine:453-482
RIEPILOGO

Il contributo presenta una riflessione sul rapporto tra i minori e i social network. I moltissimi casi di cyberbullismo hanno dimostrato le falle dei sistemi di tutela a causa della scarsa educazione dei minori a un uso corretto della Rete. Si sostiene che l’attenzione dei legislatori deve concentrarsi sul contrasto al fenomeno del cyberbullismo e allo stesso tempo deve incentivare l’apprendimento... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Social media, minori e cyberbullismo:
lo status quo della legislazione nazionale ed eurounitaria
MIMM A ROSP I
SOMM ARI O:1. Introduzione – 2. La capacità giuridica dei minori e la loro tutela
in rete alla luce del nuovo regolamento Ue 2016/679 per contrastare il fenomeno del
cyberbullismo – 3. Le novità introdotte in Italia per il contrasto e la prevenzione dei
fenomeni di cyberbullismo: la legge 29 maggio 2017, n. 71 – 3.1. Le criticità sollevate
dalla legge n. 71/2017 – 4. Gli strumenti regolativi per contrastare il cyberbullismo:
la co-regulation, i codici di condotta e il ruolo delle Authority – 5. Imparare a “condi-
vivere” nel cyberspazio. Considerazioni conclusive
1. INT RODU ZIO NE
Le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di vivere la quotidianità di
ciascuno di noi, pervadendo ogni settore d’interesse e ogni campo del sapere.
Tale pervasività si apprezza maggiormente nel campo delle relazioni umane
ove i social media e la messaggistica istantanea hanno reso possibile forme di
comunicazione più celeri, più dinamiche e senza confini territoriali, esaltando
la possibilità di contattare nello stesso momento un numero indefinito di
persone, nonché l’opportunità di condividere frammenti della propria vita,
informazioni e contenuti di ogni tipo, trasformando l’utilizzatore sia in frui-
tore sia in produttore di contenuti (c.d. user-generated content)
1
. Dunque,
grazie a Internet e ai social media sono aumentate le possibilità di esercitare i
diritti fondamentali e le libertà della persona come la libera manifestazione
del pensiero, attraverso l’espressione della propria personalità
2
. Tuttavia,
anche i social media, come tutte le invenzioni dell’uomo, possono sfociare
in un utilizzo scorretto degli stessi in grado di violare i diritti fondamentali
L’A. è dottoressa di ricercain Gius tizia costituzionale e diritti fondamentali(cur riculum
italo-franco spagnolo) e co-docente in Legislazione del turismo nello spazio giuridico europeo
nel Corso di laurea in Progettazione e gestione dei sistemi turistici mediterranei, Fondazione
CampusLucca.
1
M. MONTA NARI ,La responsabilità delle piattaforme on-line (il caso Rosanna Cantone),
in “Il Diritto dell’informazione e dell’informatica”, 2017, n. 2, pp. 254-283. E.C. PALLONE ,
La profilazione degli individui connessi a Internet: “privacy online” e valore economico, in
“Cyberspazio e diritto”, 2015, n. 53, pp. 295-327.
2
P. COSTANZ O,Il blog tra vocazione libertaria della Rete e limiti costituzionali della
manifestazione del pensiero, in questa Rivista, 2008, n. 1-2, pp. 57-71.
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9
454 Informatica e diritto /Social media e diritti. Diritto e social media
delle altre persone attraverso la creazione e condivisione di contenuti offen-
sivi e illeciti, la cui diffusione virale e senza limiti può sconfinare in casi di
cyberbullismo, arrecando grave nocumento alla dignità della persona lesa,
che si acuisce maggiormente se la persona è un soggetto minore, più debole
e meno strutturato psicologicamente a confrontarsi con simili attacchi alla
sua personalità
3
. Emblematico di quanto si scrive è il fatto che il campanello
d’allarme della necessità di regolamentare anche la vita virtuale dei soggetti
parte proprio da un caso di bullismo, Google v. Vividown, ove era stato
immesso in rete un video che ritraeva atti di bullismo a danno di un mino-
re portatore di handicap da parte di coetanei
4
. Nonostante i minori siano
ormai “nativi digitali” avvezzi all’utilizzo delle nuove tecnologie, essi pur
tuttavia hanno bisogno di essere tutelati ed educati rispetto all’uso distorto
della Rete. Dopo la riprovevole vicenda di Google v. Vividown, l’attenzione
dell’opinione pubblica riposta sui casi di cyberbullismo ha indotto le istitu-
zioni pubbliche nazionali e sovranazionali a intervenire con atti normativi
miranti a contrastare tale fenomeno per il tramite di un bilanciamento tra
diritti della personalità e diritti d’espressione del pensiero5.
2.
LA CAPACITÀ GI URI DIC A DEI M INORI E LA LO RO TUTEL A IN RE TE
ALL A LUCE DE L NUOVO RE GOL AME NTO UE2016/679 PER CONTRA-
STAR E IL FE NOM ENO D EL CY BER BUL LIS MO
Nel panorama giuridico internazionale e sovranazionale, a partire dalla
Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989, si è registrato un
cambiamento ontologico dell’idea giuridica del minore, non più oggetto di
protezione nei rapporti giuridici familiari come res, secondo un’impostazio-
3
M. BERGO NZI PERRO NE,Il cyberstalking e il cyberbullismo: l’evoluzione del fenomeno
a sei anni dall’entrata in vigore dell’art. 612 bis del codice penale, in “Cyberspazio e diritto”,
2015, n. 3, pp. 441-457; C. BERNAR DI, S. BON AVITA, M. RE GGIA NI,Social media security:
introduzione teorica e possibile approccio,ivi, 2014, n. 1, pp. 73-95.
4
F. RESTA,Diritti individuali e libertà della ret e nel caso Vividown, in “Giurisprudenza
di merito”, 2013, n. 7-8, p. 1589 ss.; E. A PA, O. POLLI CINO,Modeling the Liability of Int ernet
Service Providers: Google vs. Vividown. A Constitutional Perspective, Milano, Egea, 2013; F. RE-
STA,La rete e le utopie regressive (sulla conclusione del caso Google/Vividown), nota a Cass., sez.
III pen., 3 febbraio 2014, n. 5107, in “Il Diritto dell’informazione e dell’informatica”, 2014, n. 2,
p. 237 ss.; T. GIOVAN NETT I,Governance della rete e ricorso alla sanzione penale: ilcaso della re-
sponsabilità dell’Internet service provider tra tentazioni punitive e rispetto dei principi costituziona-
li, in M. Nisticò, P. Passaglia(a cura di), “Internet e Costituzione”, Torino, Giappichelli, 2014.
5M. MONTA NARI ,op. cit., p. 261 ss.
ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9 Edizioni Scientifiche Italiane

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