L’uso della giurisprudenza straniera nelle corti inglesi

Autore:Francesco Giglio
Occupazione dell'autore:Senior Lecturer in Law nell’Università di Manchester, autore di pubblicazioni anche in lingua inglese e tedesca, soprattutto in materia di diritto europeo e comparato.
Pagine:89-95
RIEPILOGO

1. White v. Jones. – 2. L’uso di casi giurisprudenziali provenienti da altre giurisdizioni di Common law. – 3. I rischi insiti nell’uso del diritto straniero. – 4. Il bisogno di coordinamento. – 5. Il diritto romano.

 
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Nel mio intervento cercherò di dimostrare che il diritto inglese guarda al diritto straniero – se non proprio con sospetto – quanto meno con cautela. Questa cautela aumenta con l’accrescere delle differenze strutturali tra il sistema inglese e quello straniero. E tuttavia, contrariamente ad una opinione diffusa, il diritto straniero indubbiamente infl uenza il ragionamento delle corti inglesi.

@1. White v. Jones

Apro la mia analisi con una descrizione del modo in cui le corti inglesi utilizzano il civil law per sviluppare il common law. In White v. Jones, un padre escluse dal suo testamento due figlie dopo un dissidio familiare. A riconciliazione avvenuta, il padre decise di fare un nuovo testamento in favore delle fi glie escluse. Per tale motivo, contattò un solicitor per un appuntamento. Sfortunatamente, il solicitor non mantenne alcuno degli impegni fi ssati ed il padre morì prima di aver potuto cambiare le sue ultime volontà.

A seguito della morte improvvisa del padre, le fi glie avevano sofferto una perdita che non era solo di carattere personale, ma anche fi nanziario. Fino a quel momento, i danni puramente patrimoniali non erano solitamente risarciti in tort (responsabilità extracontrattuale) e le fi glie non avevano a loro disposizione alcuna azione contrattuale nei confronti del solicitor. D’altro canto, l’amministratore della massa ereditaria poteva agire con un’azione contrattuale, ma questa non avrebbe prodotto alcun risultato, in quanto la massa ereditaria non aveva subito alcun danno: il valore della massa ereditaria stessa non sarebbe stato modifi cato dall’adozione di un criterio di spartizione della massa ereditaria favorevole alle fi glie al posto di uno a loro sfavorevole. Quindi, le fi glie avevano subito un danno, ma non avevano un’azione che le potesse tutelare, mentre l’amministratore della massa ereditaria aveva un’azione, ma non aveva subito alcun danno.

A maggioranza, la House of Lords decise di concedere alle fi glie una azione contro il solicitor. I Law Lords proposero una soluzione ispirata al diritto tedesco e tuttavia in linea con i principi del diritto inglese. In tali situazioni il diritto tedesco adotta un modello contrattuale estendendo la protezione ad alcuni terzi che rientrano nella sfera protettiva del contratto. Una formula basata sul diritto dei contratti venne rifi utata da Lord Goff in quanto sarebbe stata inconsistente con ilPage 90diritto inglese. Ma la struttura tedesca, depurata del suo valore contrattuale, aiutò la corte a sviluppare una soluzione propria. Lord Goff ritenne che il principio formulato in Hedley Byrne v. Heller sulla assunzione volontaria di responsabilità potesse essere applicato nella presente situazione «ritenendo che l’assunzione di responsabilità del solicitor verso il suo cliente dovesse essere estesa al terzo che è privato del legato a seguito di una negligenza del solicitor in circostanze nelle quali nè il testatore né l’amministratore della sua massa ereditaria hanno un rimedio giuridico contro il solicitor».

In questo caso, la corte inglese importò la funzione della regola giudiziale tedesca, mentre il contesto concettuale della regola venne ignorato, in quanto la regola venne spogliata dei suoi elementi contrattuali e posta nel contesto della responsabilità extracontrattuale.

White v. Jones mostra il lato positivo dell’uso del diritto comparato. Questa decisione conferma che la giurisprudenza inglese non è impermeabile alle infl uenze straniere. D’altro canto, il fatto che Lord Goff fu l’unico membro della corte a promuovere questa soluzione, che comunque venne accettata solo da una maggioranza semplice, è indicativo dello scetticismo dei Law Lords. Lord Keith era apertamente ostile a questa soluzione: «non vi è alcun precedente giudiziario che possa essere esteso per analogia così da poter offrire un rimedio all’attore».

@2. L’uso di casi giurisprudenziali provenienti da altre giurisdizioni di Common law

Vi sono molteplici esempi di un utile inserimento di strutture giuridiche straniere nel common law. In maggioranza, essi riguardano giurisdizioni con le quali le corti inglesi hanno maggiore familiarità – sia che si tratti di altre giurisdizioni di common law sia che si tratti di sistemi misti a forte componente di common law. Spiliada Maritime Corporation v. Cansulex introdusse nel diritto inglese l’istituto giuridico scozzese del forum non conveniens. Questo istituto fornisce un quadro per lo svolgimento dei processi per difetto di...

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