L’uso di giurisprudenza straniera nelle corti americane – una discussione recente

Autore:Peter G. Thompson
Occupazione dell'autore:Partner dello Studio Thompson, Loss & Judge, LLP di Washington, DC e membro della American Corporale Counsel Corporation.

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Non diminuisce la nostra fedeltà alla Costituzione o il nostro orgoglio riguardo le sue origini, riconoscere l’affermazione espressa di alcuni diritti fondamentali da parte di altre nazioni e popoli, ma semplicemente sottolinea la centralità di quegli stessi diritti nella nostra eredità di libertà.

Giudice Anthony Kennedy, per la Corte nel giudizio Roper contro Simmons, 543 U.S. 551 (2005)

Coloro che cercano di introdurre il diritto straniero ed internazionale nella nostra Costituzione tramite i tribunali … sostengono un fardello molto pesante per i loro sforzi. Fino a quando non si verrà incontro a tale fardello, l’affidamento su tale diritto metterà a rischio la fiducia nelle leggi e la legittimazione degli stessi tribunali, su cui il nostro Stato si basa.... Dovremmo invece focalizzare i nostri pareri legali, la nostra professione di avvocati ed i nostri giudizi nell’assicurare il rispetto delle nostre obbligazioni internazionali vincolanti e nella promozione della rispettosa applicazione delle leggi straniere che si dimostrano rilevanti nelle controversie domestiche.

Avvocato Generale Alberto Gonzales, in un Discorso presso la facoltà di legge dell’Università di Chicago, 2005

Ciò che dico è che il mondo in cui viviamo è un mondo nel quale penso sia antiquato che le persone insegnino il diritto straniero in un corso denominato “diritto straniero”... Gli affari sono internazionali, naturalmente il diritto è sempre più internazionale e naturalmente anche i diritti umani sono sempre più internazionali.

Giudice Stephen Breyer, in una Discussione con il Giudice Scalia presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università americana di Washington, Washington, D.C., 2005

Cosa conta l’opinione di un bravo giudice dello Zimbawe o di un bravo membro del Law Committee della Camera dei Lord... nell’ambito di ciò cui gli americani credono, a meno che voi non crediate che è stata data a voi VOI la fa-Page 98coltà di dare questo giudizio morale, un giudizio morale molto difficile?... Non capisco come possa essere in alcun modo rilevante.

Giudice Scalia, in risposta al Giudice Breyer, 2005

Basarsi sulla giurisprudenza straniera non limita i giudici.... È come osservare una folla e scegliere i propri amici.

Giudice Presidente (Chief Justice) della Corte Suprema John Roberts, nell’udienza di conferma dinanzi al comitato giudiziario del Senato degli Stati Uniti, 2005

@1. Introduzione

Negli ultimi anni una controversia sorprendente è emersa presso gli organi giudiziari federali americani – e più considerevolmente presso la Corte Suprema americana – riguardante l’affi damento dei tribunali americani, nelle loro decisioni, su giurisprudenza straniera ed, in generale, sul diritto straniero. Tali argo- mentazioni si trovano non solo nelle opinioni giuridiche e negli articoli di diritto pubblicati sulle riviste, ma in una varietà sempre maggiore di contesti pubblici, fra i quali l’adunanza di conferma dell’attuale Giudice Presidente John Roberts; un discorso da parte dell’Avvocato Generale Alberto Gonzales tenuto presso l’Università di Chicago; e, forse più considerevolmente (e straordinariamente) in

un insolito dibattito televisivo tenutosi presso la Facoltà di Diritto dell’Università americana di Washington, DC, fra due giudici della Suprema Corte, Stephen Breyer e l’indomabile Antonin Scalia, in rappresentanza delle due diverse posizioni della Corte sull’argomento. Come prevedibile, i contorni di questo dibattito sono stati distorti e mal compresi, come testimonia la spropositata reazione di alcuni membri del Congresso americano che hanno proposto una mozione per «esprimere disapprovazione in merito al rilievo dato dai giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti alle leggi straniere ed alle opinioni pubbliche nelle loro decisioni». Risoluzione della Camera dei Deputati n. 468, 108esima riunione (2003). È stato altresì proposto un disegno di legge denominato “Legge di ripristino della Costituzione”, ad oggi non approvato, che, fra l’altro, prevede che «nell’interpretazione ed applicazione della Costituzione degli Stati Uniti, i tribunali americani non possono riferirsi ad alcuna Costituzione, legge, regola amministrativa, decreto, direttiva, prassi, decisione giudiziale, o altro atto di uno stato straniero o organizzazione o agenzia internazionale diversi dal diritto costituzionale e comune inglese». S. 2323, 108esima riunione. Cosa sta accadendo?

Nell’intervento che segue proverò a dare indicazioni relativamente ai settori in cui l’utilizzo di giurisprudenza straniera nei tribunali americani è decisamente non contestato. Successivamente descriverò, con maggior dettaglio, i contorni del dibat- tito riguardo un caso particolare nel quale l’utilizzo di giurisprudenza straniera nei tribunali americani è divenuto piuttosto controverso: casi di diritto costituzionale che comprendono questioni relative a valori o fatti di carattere sociale e morale.

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@2. Settori nei quali l’utilizzo di giurisprudenza straniera non è contestato

I tribunali americani, fi n dalla fondazione degli Stati Uniti, hanno costantemente e in maniera incontestata fatto riferimento al diritto straniero in una varietà di situazioni, comprese quelle in cui «il diritto straniero ed internazionale è ritenuto pertinente per effetto della Costituzione, di leggi, di trattati, di principi consolidati di common law, di irresistibili considerazioni di reciprocità; o semplicemente in base ad accordi commerciali privati». (On. Consigliere Harvie Wilkinson, III, L’uso del diritto internazionale nelle sentenze, in «Harvard Journal of Law and Public Policy», 27, 423, Primavera 2004). Pertanto, nell’interpretazione...

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