Il modello di Harvard

Autore:Paolo Nicosia
Pagine:75-87
RIEPILOGO

Premessa - Il mediator secondo il modello di Harvard - La procedura di mediation secondo il modello di Harvard - Il modello di Harvard e i conflitti interculturali ed interreligiosi -

 
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@Premessa

L’Harvard Negotiation Project costituisce uno dei principali progetti di promozione della cultura della soluzione alternativa delle controversie negli Stati Uniti d'America. Collocato presso l'Università di Harvard, esso forma gli studenti - potenziali parti di una controversia o mediatori in una controversia altrui - a comportarsi utilizzando sei qualità (comunicativa, affidabilità, creatività, autocontrollo, etica, tenacia) che secondo l'impostazione harvardiana devono essere tutte presenti in una negoziazione gestita direttamente dalle parti o assistita da un terzo professionista. In quest'ultimo caso si parla di mediation, espressione tradotta in italiano con mediazione o conciliazione (che si possono usare alternativamente col medesimo significato di assistenza di un terzo neutrale e imparziale a parti che negoziano la soluzione di una loro controversia).

@Il mediator secondo il modello di Harvard

Secondo questo modello essere buoni mediatori o conciliatori è una questione di personalità, integrata da una buona formazione e un'opportuna esperienza. Per facilitare la soluzione di una controversia senza avere l'autorità per imporla è necessario acquisire alcune caratteristiche peculiari, che gli anglosassoni individuano attraverso similitudini abbastanza efficaci. Ad esempio, si dice che il buon conciliatore deve avere la pazienza di un santo, la sincerità di un bambino, il buonsenso degli irlandesi, la resistenza fisica di un maratoneta, l'abilità di un artigiano consumato, la furbizia di Machiavelli, l'autorevolezza di un bravo psichiatra, la loquacità di un muto, la potenza di un rinoceronte, la saggezza di Salomone... Al di là di similitudini più o meno ragionevoli, è comunque indubbio che secondo questo approccio il mediatore (o conciliatore) deve innanzitutto essere una persona equilibrata, capace diPage 76risolvere i suoi problemi e quindi in grado di aiutare gli altri a risolvere i loro. Deve essere dotato di una notevole forza di volontà e di capacità persuasive accompagnate dal necessario autocontrollo, deve sapere mostrare entusiasmo e calore accompagnato da un sano umorismo. La sua affidabilità deve unirsi alla necessaria sensibilità e tolleranza, senza scadere in facili accomodamenti così da vantare un forte senso etico e dell'equità. Dovrà saper parlare al momento opportuno e ascoltare senza interrompere; non mostrerà ansia per giungere alla soluzione della controversia — che in un certo senso non lo riguarda - e può così rimanere a un giusto livello di distanza per consentire alle parti di esprimersi liberamente per arrivare a una soluzione consensuale e soddisfacente per entrambe o comunque ad arrivare a un chiarimento delle posizioni.

L'insieme di questi elementi consente alle parti di partecipare di un'atmosfera di fiducia basata sul rispetto e sulla sicurezza che il conflitto non degeneri. In sostanza, il cuore del modello harvardiano è la persona del mediatore.

Vediamo allora in maggior dettaglio quali sono le caratteristiche principali che il modello di Harvard propone.

@@La qualità comunicativa

La qualità comunicativa è necessaria per mettersi in relazione; aiuta a capirsi e a rendere costruttive le singole espressioni per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti che, spesso, causano o alimentano il conflitto. Questa qualità non va intesa in senso innato, ma è il prodotto di una tecnica di codifica e decodifica delle informazioni che valorizza il feedback, ossia l'elemento che permette la verifica fra quanto detto dall'emittente e quanto compreso dal ricevente. Occorre apprendere una tecnica che dia modo di lavorare sul momento, senza predisporre troppo dettagliatamente il contenuto di quanto si vuole comunicare alle parti. È preferibile limitarsi a predisporre una lista di punti che si vogliono affrontare, adattandosi poi alle necessità comunicative del momento. In particolare non si ritiene sufficiente saper ascoltare: bisogna piuttosto ascoltare attivamente. In tal senso occorre mostrarsi reciproca empatia e immedesimazione anche attraverso un linguaggio non verbale: ad esempio con uno sguardo diretto e partecipe o formulando espressioni di assenso.

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@@L’affidabilità

Questa qualità riguarda conoscenze ed esperienze di tipo sociologico e culturale strettamente legata alla comunicatività. Per essere affidabili bisogna conoscere e comprendere meglio i comportamenti reciproci, considerando che tanto la fiducia come il sospetto riguardano elementi interiori che possono essere verificati dall'esterno con difficoltà. Com'è difficile costruire un legame di fiducia, così è facilissimo rovinarlo al primo segnale di inaffidabilità o di disonestà, che non va sottovalutato perché non è facilmente reversibile. Fiducia e affidabilità vanno alimentate comunicando all'altra parte il proprio disagio per una percepita inaffidabilità o lodando esplicitamente un interlocutore franco e leale, su cui si può contare senza timore di sorprese, senza presumere a priori che affermerà il vero o il falso, così come non bisogna sottovalutare una presunta debolezza altrui o sopravvalutare una presunta forza. Occorre evitare quindi minacce e atteggiamenti aggressivi, in modo da costruire una relazione ove l'affidabilità reciproca vada di pari passo con la condivisibilità delle tesi altrui o, almeno, con la disponibilità a capire il punto di vista degli altri.

@@La creatività

Questa qualità si centra sulla constatazione che la controversia va risolta insieme, mettendo in campo capacità intellettive ed emotive che permettano di proporre opzioni multiple e di esplorare interessi sottostanti. Bisogna saper scovare le alternative più disparate: per cui è necessario generare soluzioni multiple. A questo scopo si utilizza frequentemente il brainstorming, ossia riunioni in cui ciascuno può lanciare le sue idee, anche originali o paradossali, senza timore di risultare ridicolo o insensato perché l'unica cosa bandita da tali riunioni è la critica (si penserà in un secondo momento a eliminare le ipotesi oggettivamente impraticabili). Ciò che è importante è non fermarsi alle prime soluzioni venute in mente o limitarsi solo a ciò che si vuole ottenere. Si usa dire che bisogna collocarsi come su una retta anziché in un «tutto tondo» di possibilità alternative. Converrà ad esempio analizzare anche gli interessi contrapposti, che talvolta sottendono possibili sinergie e possono rappresentare il chiavistello per aprire una posizione chiusa: certamente bisogna essere disposti a modificare le proprie opinioni senza essere bloccati da stereotipi e...

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