Le dinamiche collaborative tra pubblica amministrazione e cittadino

Autore:Marta Basile
Pagine:150-176
 
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CAPITOLO QUARTO
LE DINAMICHE COLLABORATIVE
TRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E CITTADINO
1. Il recupero del consenso del contribuente attraverso un modello
di tecniche relazionali ispirate alla collaborazione
L’operato dell’Amministrazione Finanziaria deve ispirarsi all’esi-
genza di una costante ricerca di un ideale punto d’incontro tra la
doverosità dell’azione amministrativa, da un lato, e le garanzie che
devono essere accordate ai singoli individui, dall’altro. Tale equili-
brio, di difficilissima applicazione nella realtà operativa degli Uffi-
ci Finanziari, può essere sicuramente agevolato dall’applicazione
concreta del principio di collaborazione che è realizzabile attraver-
so l’uso di molteplici istituti esistenti nell’ordinamento tributario e
giornalmente applicati dall’Amministrazione Finanziaria.
In simile contesto operativo, la legge n. 212/2000 non può es-
sere considerata una mera manifestazione d’intenti bensì un punto
di svolta nell’evoluzione del diritto tributario.
Lo Statuto ha costituito, di fatto, un fondamentale passo verso
il recupero del consenso del contribuente attraverso la creazione di
un nuovo modello di relazioni tra le parti, ispirato non all’auto-
ritarismo bensì alla collaborazione ed al reciproco rispetto.
Compito strategico dell’Amministrazione Finanziaria deve esse-
re, oggi, quello di assistere l’utenza favorendo lo spontaneo adem-
pimento dell’obbligazione tributaria. Obbligo del contribuente sarà
quello di assolvere ai propri obblighi tributari con correttezza e
buona fede, come fosse una obbligazione di natura civilistica. Il tutto
in uno spirito bilaterale di collaborazione e correttezza.
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L’attività di accertamento, di conseguenza, andrà così qualifi-
cata non in termini di esigenze di cassa ma come strumento deter-
rente preventivo, in una situazione in cui la Pubblica Amministra-
zione pone al centro della sua attenzione i problemi del cittadino,
nella duplice veste di contribuente ma anche di utente. Fondamen-
tale, in tal senso, è anche la sensibilizzazione degli operatori tribu-
tari la cui nuova cultura andrà impiegata per la ricerca di strumenti
efficaci di composizione dell’innegabile perenne conflitto tra fisco
e contribuente.
2. Significato e valenza dei moduli consensuali tra contribuente e
amministrazione finanziaria
Occorre, a questo punto, fare una precisazione di fondo: l’Am-
ministrazione deve rispettare il contribuente e il dovere di collabo-
razione che le è proprio serve per riuscirvi in modo adeguato. Le
forme collaborative con il contribuente, cioè, non devono certo servi-
re a facilitare il compito di accertamento degli Uffici Finanziari che
devono, invece, disporre di mezzi autonomi ed efficaci, idonei a veri-
ficare l’esatta determinazione del tributo da parte del contribuente.
Questa premessa è fondamentale perché serve a fugare il dub-
bio che l’Amministrazione in generale, e quella finanziaria in parti-
colare, si aprano sempre più a forme collaborative con il contri-
buente solo e soltanto perché non sono più in grado, in via autonoma,
(se non vogliamo dire autoritativa) di determinare con certezza ed ana-
liticità il quantum dovuto a titolo d’imposta dal singolo cittadino.
Al fine di dimostrare la coerenza di tali istituti collaborativi e
conciliativi, quale l’accertamento con adesione, con l’impianto or-
dinamentale tributario e con il principio dell’indisponibilità del
credito tributario in particolare, parte della dottrina sostiene che gli
stessi servono a facilitare la determinazione qualitativa e quantitati-
va del presupposto d’imposta relativamente al singolo e specifico
rapporto obbligatorio d’imposta.
Se la vera finalità, nell’uso di simili istituti, fosse proprio quel-
la di determinare il credito tributario in una somma diversa da quel-
la che sarebbe dovuta in base all’oggettiva ricognizione del presup-

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