Decisioni internazionali e nazionali

Autore:Andrea Cannone
Pagine:63-77
 
ESTRATTO GRATUITO
CAPITOLO IV
DECISIONI INTERNAZIONALI
E NAZIONALI
Le decisioni provenienti da tribunali penali internazionali sono, come
è ovvio, particolarmente signicative in quanto offrono elementi utili alla
ricostruzione della disciplina relativa ai crimini di guerra concernenti le
armi.
In proposito occorre partire da quanto statuito dal Tribunale penale in-
ternazionale per la ex-Jugoslavia nella decisione della Camera d’appello
del 2 ottobre 1995 relativa alla giurisdizione sul caso Tadić124. In tale de-
cisione si è affermato che l’art. 3 dello Statuto del Tribunale dedicato alle
violazioni delle leggi o consuetudini di guerra costituisce una disposizione
dalla portata generale che contempla tutte le violazioni di diritto interna-
zionale umanitario non rientranti nell’art. 2 (Gravi infrazioni delle Conven-
zioni di Ginevra del 1949) o non disciplinate dagli articoli 4 (Genocidio)
o 5 (Crimini contro l’umanità) del predetto Statuto e più esattamente a)
124 Vedi Camera d’Appello decisione 2 ottobre 1995 (caso n. IT-94-1-AR72) Prose-
cutor v. Dusko Tadić a/k/a “Dule”, Decision on the Defence Motion for Interlocutory
Appeal on Jurisdiction nel sito www.icty.org. Il Tadić era stato arrestato il 12 febbraio
1994 nella Repubblica federale di Germania perché sospettato di crimini commessi nel
giugno 1992 nel campo di Omarska (municipalità di Prijedor in Bosnia Erzegovina) e a
seguito di apposita richiesta effettuata dal Tribunale per la ex-Jugoslavia era stato con-
segnato al Tribunale il 24 aprile 1995; la Camera d’Appello ha poi ridotto la condanna
finale a 20 anni di reclusione tenendo conto, tra l’altro, della sua non elevata posizione
nella struttura di comando e detraendo la detenzione già scontata in Germania prima del
trasferimento presso il Tribunale: vedi CASSESE (ed. in chief), The Oxford Companion
to International Criminal Justice, Oxford-New York, 2009, Part C Cases, p. 944 ss.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA