Armi proibite in base alle norme internazionali consuetudinarie e convenzionali

Autore:Andrea Cannone
Pagine:13-40
 
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CAPITOLO I
ARMI PROIBITE IN BASE ALLE NORME
INTERNAZIONALI CONSUETUDINARIE
E CONVENZIONALI
In questa rassegna di armi proibite, per quanto riguarda l’individua-
zione delle norme internazionali consuetudinarie, si farà riferimento, per
comodità di esposizione, al volume curato da Henckaerts e Doswald-Beck,
Customary International Humanitarian Law vol. I Rules pubblicato, come
è noto, sotto gli auspici del Comitato internazionale della Croce Rossa
(CICR), pur in presenza di alcuni rilievi critici formulati in dottrina in
ordine alla completa corrispondenza delle Rules colà indicate rispetto al
diritto internazionale consuetudinario5. In proposito particolare attenzione
sarà prestata rispetto a proli problematici riguardanti le Rules relative alle
armi vietate6.
Per quanto riguarda le norme internazionali convenzionali concernenti
armi vietate, oltre alla loro descrizione, si darà conto della eventuale pre-
senza italiana tra gli Stati contraenti.
5 HENCKAERTS e DOSWALD-BECK, Customary International Humanitarian
Law, vol. I Rules, International Committee of Red Cross, Cambridge, 2005. Per i rilievi
critici vedi in generale WILMSHURST e BREAU (eds.), Perspectives on the ICRC
Study on Customary International Humanitarian law, Cambridge, 2007.
6 Per i rilievi critici relativi alle Rules in materia di armi vedi il saggio di HAINES,
Weapons, Means and Methods of Warfare, in WILMSHURST e BREAU (eds.), Per-
spectives on the ICRC Study on Customary International Humanitarian law, prec. cit.,
p. 258 ss. nonchè, dello stesso A., la versione scritta della conferenza tenuta il 14 aprile
2010 presso la Geneva Academy of International Humanitarian Law and Human Rights,
The Developing Law of Weapons: Humanity, Distinction and the Need for Proportion-
ality, reperita nel sito www.adh-geneva.ch.
14 Armi vietate, diritto internazionale dei conflitti armati e crimini di guerra
Armi che causano mali superui o sofferenze non necessarie: le Rules
individuano due principi generali in materia di armi, ossia il divieto di uso
di armi e più in generale di metodi di guerra che causano mali superui o
sofferenze non necessarie (Rule 70: “È vietato l’impiego di mezzi e metodi
di guerra di natura tale da causare mali superui o sofferenze non neces-
sarie”) e il divieto di uso di armi di per sè indiscriminate, ossia inidonee a
distinguere tra obiettivi militari e popolazione civile o oggetti civili (Rule
71: “È vietato l’impiego di armi aventi natura indiscriminata”)7.
Il principio relativo al divieto di mali inutili o sofferenze non necessarie
contenuto nella Rule 70 era già previsto nel preambolo della Dichiarazio-
ne di S. Pietroburgo sulla rinunzia all’uso in tempo di guerra di proiettili
esplodenti del peso inferiore ai 400 grammi (29 novembre-11 dicembre
1868). In esso si afferma che, poichè l’unico obiettivo legittimo in tempo
di guerra è quello di indebolire le forze militari del nemico mettendo fuori
combattimento il maggior numero possibile di uomini, si andrebbe oltre
tale obiettivo impiegando armi che aggravano inutilmente le sofferenze
degli uomini messi fuori combattimento (hors de combat) o ne rendono
la morte inevitabile (“ce but serait dépassé par l’emploi d’armes qui ag-
graveraient inutilement les souffrances des hommes mis hors de combat
ou voudraient leur mort inévitable”) e si aggiunge che l’uso di tali armi
sarebbe pertanto contrario alle leggi dell’umanità.
Il divieto di impiego di siffatte armi è poi ripreso nell’art. 23 lett. e)
del Regolamento annesso alla Convenzione dell’Aja del 1899 relativa alle
leggi e agli usi della guerra terrestre secondo una particolare formulazio-
ne che sarà mantenuta intatta, nel suo testo francese, nell’art. 23 lett. e)
del successivo Regolamento annesso alla IV Convenzione dell’Aja del
18 ottobre 1907 (“il est notamment interdit ... e) d’employer des armes,
des projectiles ou des matières propres à causer des maux superus”) ma
che sarà diversamente tradotto in lingua inglese determinando un proble-
ma interpretativo consistente nel dare rilievo alla natura dell’arma (‘it is
especially prohibited ... to employ arms, projectiles or material of a nature
to cause superuous injury’ traduzione in lingua inglese non ufciale del
testo del 1899) o all’intenzione di chi ha prodotto/apprestato l’arma (‘it is
especially forbidden ... to employ arms, projectiles or materials calculated
to cause unnecessary suffering’ traduzione in lingua inglese non ufciale
del testo del 1907).
7 La traduzione in lingua italiana delle Rules riportate nel testo e nelle note è a cura
dell’autore.

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