Tecniche Geofisiche di tipo EM per la caratterizzazione ed il monitoraggio di siti contaminati

Autore:Enzo Rizzo - Valeria Giampaolo - Luigi Capozzoli - Gregory De Martino
Occupazione dell'autore:Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale - Tomogea srl
Pagine:143-148
RIEPILOGO

L’inquinamento dei suoli, delle acque superficiali e sotterranee è un fenomeno che interessa tutti i siti altamente antropizzati del pianeta e che talvolta investe aree di particolare pregio ambientale e/o architettonico. Pertanto, l’efficacia della caratterizzazione ed il monitoraggio degli effetti sull’ambiente è strettamente condizionata dalla conoscenza delle caratteristiche del sito e delle... (visualizza il riepilogo completo)

 
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SINTESI
L’inquinamento dei suoli, delle acque superficiali e sotterranee è un fenomeno che interessa
tutti i siti altamente antropizzati del pianeta e che talvolta investe aree di particolare pregio am-
bientale e/o architettonico. Pertanto, l’efficacia della caratterizzazione ed il monitoraggio degli
effetti sull’ambiente è strettamente condizionata dalla conoscenza delle caratteristiche del sito
e delle tecnologie di intervento, dai loro costi e dalla consapevolezza dei benefici ottenibili. Per
modellare un’area è necessario conoscere, nel miglior modo possibile, tutti gli elementi che in-
tervengono sul sistema idrogeologico. Gli elementi che definiscono la struttura del sistema idro-
geologico sono i parametri geometrici (profondità e spessore delle stratificazioni, localizzazione
spaziale dei contorni della zona) ed i parametri idrogeologici (permeabilità del terreno, livelli
piezometrici, ecc.). In fase di monitoraggio è necessario individuare l’evoluzione del fenomeno di
contaminazione per meglio pianificare eventuali interventi al fine di controllarne l’evoluzione e
se necessario modificare i parametri caratteristici del modello matematico al fine di migliorarne
le capacità previsionali. Pertanto, sia i parametri geometrici che la fase di monitoraggio possono
essere definiti integrando le tecniche dirette con le tecniche geofisiche di tipo elettromagnetico,
che sono economiche e non invasive, in grado di descrivere le variabili fisiche del sottosuolo asso-
ciabili alla presenza dei contaminanti nel sottosuolo.
PRINCIPALI OBIETTIVI
Le tecniche geofisiche non invasive di tipo elettromagnetico permettono di poter osservare in
maniera indiretta le variazioni fisiche del sottosuolo (terreno-acqua) che sono strettamente con-
nesse alla presenza di inquinanti, capaci di produrre variazioni di alcuni parametri chimico-fisici.
I principali vantaggi dell’utilizzo della geofisica rispetto alle tecniche dirette sono legati all’uso
di metodi che sono non-invasivi, non distruttivi e poco costosi, per questo sono molto efficaci
quando utilizzati per guidare le indagini dirette per la caratterizzazione dei siti di interesse.
CAMPO DI APPLICAZIONE ED EFFICIENZA DELLA TECNOLOGIA
Le tecniche geofisiche della resistività elettrica (DC) e polarizzazione indotta (IP) (metodi
geoelettrici attivi), trovano applicazione in diverse problematiche connesse all’inquinamento
Tecniche Geofisiche di tipo EM per la caratterizzazione
ed il monitoraggio di siti contaminati
Enzo Rizzo1, Valeria Giampaolo1, Luigi Capozzoli2, Gregory De Martino2
1Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Metodologie per l’Analisi Ambientale
2Tomogea srl

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