La vincolatività della promessa unilaterale nelle giurisdizioni miste di Scozia e Louisiana

Autore:Paolo Pardolesi
Pagine:113-40
 
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LA VINCOLATIVITÀ DELLA PROMESSA UNILATERALE
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CAPITOLO TERZO
LA VINCOLATIVITÀ DELLA PROMESSA UNILATERALE
NELLE GIURISDIZIONI MISTE DI SCOZIA E LOUISIANA
SOMMARIO: 1. Piano d’indagine. - 2. La vincolatività della promessa nel model-
lo scozzese: il contributo di Stair e degli scritti istituzionali. - 2.1. La vinco-
latività della promessa nel modello scozzese: l’influenza inglese, l’apporto
di Smith e i memoranda della Scottish Law Commission. - 2.2. La vincolativi-
tà della promessa nel modello scozzese: la riforma del Requirements of Writing
(Scotland) Act del 1995. - 3 La promessa in Louisiana: il controverso rapporto
tra cause e conside ration. - 4. La promessa in Louisiana: la codificazione del
promissory estoppel. - 5. Sistemi misti e convergenze funzionali.
1. Piano d’indagine
Dopo esserci soffermati sulla natura, qualità e funzioni del
promissory estoppel anglo-americano, e come naturale ponte verso
la nostra esperienza giuridica, passiamo a considerare due realtà,
Scozia e Louisiana, rientranti nel ‘complicato’ mondo delle giuri-
sdizioni miste1.
Perché volgere la nostra attenzione a questi due sistemi giuri-
dici? La risposta non può trovare il suo fondamento esclusivo nella
generica considerazione che tali esperienze (a dispetto delle inevi-
tabili differenze che le contraddistinguono tanto sul piano del
1 Non è un caso che negli ultimi decenni si sia assistito ad una crescente
attenzione dottrinale verso le tematiche connesse ai cd. sistemi misti. A tale
proposito v., orientativamente, T. B. SMITH, Scots law and roman-dutch law: a
shared tradition, in Studies Critical and Comparative, a cura di T.B. Smith,
Edinburg, 1962, 46; R. ZIMMERMAN - D. VISSER, Southern cross: civil law and
common law in South Africa, Oxford, 1996; E. ÖRÜCÜ - E. ATTWOOLL - S.
COYLE, Studies in legal system: mixed and mixing, London, 1996; R.
ZIMMERMAN - K. REID, An history of private law in Scotland, vol. I e II, Oxford,
2000; W. TETLEY, Mixed jurisdictions: common law vs. civil law (codified and
uncodified), 60 La. L. Rev. 677 (2000); V. V. PALMER, Mixed jurisdiction
worldwide: the third legal family, Cambridge, 2001; J. M. SMITS, The contribution
of mixed legal system to european contract law, Groningen, 2001; ID., The making
of European private law, Oxford, 2002; R. ZIMMERMAN - K. REID, European
contract law: scots and south african prospective, Edinburgh, 2006.
CAPITOLO SECONDO
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no la promessa scritta (in forma di cambiale) che, se avesse lascia-
to il suo impiego da $ 10 a settimana, le sarebbe stata conferita la
somma di $ 2.000 (più gli interessi). Confidando su tale promessa
l’attrice/nipote rinunciò al suo posto di lavoro. Dopo circa un an-
no, riprese a lavorare come contabile, con il consenso del nonno.
Tuttavia, alla morte di quest’ultimo, l’amministratore del suo pa-
trimonio si rifiutò di adempiere alla promessa. Sicché l’attrice de-
cise di adire le vie legali. Anche in questo caso, dopo aver ricono-
sciuto il diritto dell’attrice al risarcimento del danno, la corte, doven-
do scegliere tra la possibilità di riconoscere tanto i reliance damages
(corrispondenti alla mancata ricezione di un anno di reddito: circa $
520) quanto gli expectation damages (il cui valore ammontava alla
somma di $ 2.000 più gli interessi), optò per questi ultimi67.
Tirando le fila del discorso, c’è da credere che la costanza con
cui le corti nord-americane, resistendo alle pressioni dell’orien-
tamento dottrinale prevalente (volto a supportare i danni da affi-
damento), hanno applicato lo strumento rimediale dei danni da
aspettativa stia a testimoniare non solo il fatto che questi costitui-
scano il reale rimedio da applicare nei casi di promissory estoppel
liability, ma, soprattutto, che la Section 90 “is about enforcing
promises, not protecting reliance”.
Proprio la rilevanza e il fascino di una siffatta lettura alternati-
va del promissory estoppel – evidenziando risolutamente l’espan-
sione applicativa della Section 90 nel contesto contrattuale della pro-
messa piuttosto che in quello del “tort-related context of reliance”68
forniscono la spinta per vagliare i delicati risvolti comparativi con
i sistemi di civil law.
67 E. YORIO - S. THEL, op. cit., 134. Per una voce fuori dal coro si rinvia a
R. A. HILLMAN, op. cit., 72, che rimarca come “(…) the opinion does not
indicate how much she earned at the new bookkeeping job or whether the new
job, albeit in the same profession, was actually comparable to the original one.
If the new job was inferior in pay or otherwise, her reliance damages may have
been far in excess of $ 520”.
68 E. YORIO - S. THEL, op. cit., 167.
PROMISSORY ESTOPPEL LIABILITY: I RIMEDI
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rientrano casi quali Chrysler Corp. v. Quimby63 e Ricketts v.
Scothorn64.
Prendiamo in considerazione il primo: Quimby era un funzio-
nario ed azionista di una rivendita Chrysler, il cui proprietario era
venuto a mancare da poco tempo. Desideroso di appropriarsi
dell’impresa di distribuzione, l’attore si era rivolto al management
della Chrysler ottenendo la promessa che, qualora fossero state ri-
spettate determinate condizioni, la dealership sarebbe stata sicu-
ramente rinnovata sotto il suo controllo. La promessa non venne
rispettata; nonostante che le condizioni richieste fossero state
esaudite, lo stesso management sconsigliò il suddetto rinnovo. A
fronte dell’azione legale intentata dall’attore nei confronti della
Chrysler, due erano le traiettorie rimediali a disposizione dell’organo
giudicante: risarcire le spese sostenute dall’attore per acquistare i titoli
della società confidando nelle promesse del management (in altre pa-
role, i reliance damages) oppure disporre il conferimento di una
somma equivalente ai mancati profitti dell’attore corrispondenti ad
un periodo di novanta giorni (“the period during which Chrysler
could not have terminated the dealership had it been renewed”)65.
La Delaware Supreme Court optò senza incertezze per i danni da
aspettativa (andando a negare, quindi, la tesi di quella parte della
dottrina secondo cui gli expectation damages vengono applicati
con maggior frequenza perché sono il miglior surrogato dei reliance
damages).
In questa prospettiva, ancora più indicativo appare il secondo
caso (ovvero Ricketts v. Scothorn)66: una contabile riceve dal non-
a shift from cases of donative promise to cases involving business exchanges”;
S. D. HENDERSON, op. cit., 378 s., a cui dire “the cases which use Section 90 as
the ground for awarding the promised performance typically involve bargain
transactions”] e, dall’altro, quella compromissoria, in forza della quale “courts
take a flexible approach to remedies in Section 90 cases” (v. J. D. CALAMARI -
J. M. PERILLO, op. cit., passim.; L. L. FULLER - W. R. PERDUE, op. cit., 405; M.
B. METZGER - M. J. PHILLIPS, op. cit., 545)]. Per un quadro generale di tali
argomentazioni – anche se con un approccio volutamente più riassuntivo – v.
anche R. A. HILLMAN, op. cit., 69 ss.
63 Chrysler Corp. v. Quimby cit., 123.
64 Ricketts v. Scothorn, 77 N.W. 365 (Neb. 1898).
65 E. YORIO - S. THEL, op. cit., 140 s.
66 V. Ricketts v. Scothorn cit., 365.

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