Relazione introduttiva

Autore:Renato Borruso
Pagine:19-23
 
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Fin da quando a metà del 900, - inventato il computer - cominciarono a emergere i nessi che potevano intercorrere tra il suo uso e il mondo del diritto (nessi per evidenziare i quali Loevinger coniò nel 1949 il termine di «giurimetrica», Losano, nel 1969, di «giuscibernetica»e Frosini, nel 1975, quello di «giuritecnica») e, soprattutto, fin da quando in Italia, prima al mondo, cominciò a funzionare nel 1971 il centro elettronico di documentazione della Corte di Cassazione per ricercare telematicamente, la legislazione e la giurisprudenza, fin da allora si prese coscienza del fatto che si imponeva una nuova materia di studio nell'ambito delle scienze giuridiche, volta a far conoscere, approfondire e sviluppare tutti i molteplici aspetti dell'intreccio, sempre più evidente e promettente, tra informatica e diritto.

Per questa ragione sorse, proprio nel 1987, l'ANDIG, associazione tra coloro che tale materia avevano cominciato a insegnare negli atenei italiani e che fu subito chiamata spontaneamente «informatica giuridica», come rileva lo stesso acronimo dell'associazione stessa: ANDIG appunto (cioè Associazione Nazionale Docenti di Informatica Giuridica) che ha organizzato questo convegno.

Non pochi di quei docenti (ricordo, tra gli altri, i professori Frosini, Pattaro, Losano, Lombardi Valluri e Carcaterra) erano cattedratici di filosofia del diritto e di teoria generale del diritto e dello Stato, ma fu subito evidente che, pur essendo innegabili i nessi tra tali materie tradizionali e la neonata informatica giuridica e grande merito averli messi in luce, tuttavia l'informatica giuridica doveva essere riconosciuta come materia di studio universitario, autonoma, onnicomprensiva e unitaria, pur comprendendo in sé tre oggetti diversi sì, ma inscindibilmente connessi e precisamente:

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1) l'addestramento degli studenti nell'uso pratico del computer per far loro acquisire la c.d. «abilità informatica»;

2) il «diritto dell'informatica» cioè lo studio delle leggi che regolano l'uso del computer e che tende alla soluzione dei molteplici e non facili problemi giuridici che esso crea quanto più si diffonde negli ambienti più vari. Si tratta di un diritto specializzato, analogo a tutte le altre discipline giuridiche assurte a materie di studio separate e distinte, quale, ad esempio, il diritto industriale, il diritto bancario, il diritto della navigazione e della circolazione stradale e quindi, come loro, degno di una trattazione...

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