L'informatica giuridica. Disciplina o ricerca

Autore:Giancarlo Taddei Elmi
Pagine:25-34
RIEPILOGO

1. I tre sensi della relazione tra informatica e diritto. 2. La tesi dell'eterogeneità. 3. La soluzione plurale e l'equivoco del diritto dell'informatica. 4. L'ipotesi dell'autonomia e i modelli disciplinari. 5. Criterio dell'oggetto dell'esperienza e criterio dell'oggetto della conoscenza. 6. Pluralità delle discipline informatico-giuridiche. 7. La manualistica informatico-giuridica.

 
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@1. I tre sensi della relazione tra informatica e diritto

Il compito che mi è stato assegnato è gratificante e arduo al tempo stesso. È difficile in pochi minuti disegnare uno schizzo sia pure sintetico di ciò che si è inteso e di cosa si dovrebbe intendere con informatica giuridica, anzi meglio con il binomio informatica e diritto.

Informatica e diritto è una relazione che può essere considerata in tre grandi sensi.

In un primo senso filosofico o lebniziano, come logica e diritto ossia come applicare la logica al diritto e come ridurre il diritto a logica.

In un secondo senso informativo-comunicativo-conoscitivo, come informazione automatica del diritto e come informaticizzabilizzazione del diritto, ossia come conoscere il diritto informaticamente e come costruire un diritto conoscibile informaticamente.

Pioniere di questo secondo aspetto è stato Simitis che si fece promotore in Germania di una metalegge bavarese su come fare le leggi automatizzabili. È il settore che oggi viene detto legimatica (l'informatica per la produzione della norma generale).

E, infine, in un terzo senso strettamente giuridico, come regolamentazione del fenomeno informatico.

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Nei primi due l'informatica è strumento per il diritto e il diritto è l'oggetto, nel terzo senso il diritto è lo strumento per l'informatica e l'informatica è l'oggetto.

@2. La tesi dell'eterogeneità

È arduo dare unità scientifica a tale binomio così inteso, ridurre ad unum aree e obbiettivi così diversi, e unificare rapporti che vedono discipline atteggiarsi nell'un caso come strumento e nell'altro come oggetto.

Già nelle parole di colui che possiamo definire come l'inventore dell'informatica giuridica, Loevinger (fine degli anni '40), si coglie l'eterogeneità di questo ambito di applicazioni. Ciò non stonava in una cultura empirica come quella anglosassone così diversa dalla mentalità sistematica continentale che invece va sempre a cercare i fondamenti delle cose.

Loevinger usa il termine giurimetria per intendere tre cose diverse, la misurazione del diritto come previsione delle decisioni dei giudici sulla base dei precedenti (ovvia esigenza anglosassone), come razionalizzazione e organizzazione della informazione vasta e disordinata (la c.d. informatica documentaria) e come formalizzazione della applicazione del diritto ossia delle procedure intellettuali che il giurista svolge per giungere a una conclusione a partire da un caso (la c.d. informatica decisionale o metadocumenntaria).

Vi aggiungeva anche l'analisi giuridica delle applicazioni del computer al diritto (il c.d. diritto dell'informatica) che nella cultura empirica anglosassone verrà definito come computer and law.

Questa eterogeneità continua e accompagna tutto lo sviluppo delle applicazioni informatiche degli ultimi cinquanta anni.

Le tre anime, quella filosofico-logica o lebniziana, quella informativa e quella giuridica procedono parallele negli anni e la prima, coniugandosi con l'intelligenza artificiale - disciplina nata nella metà degli anni '50 - da impulso a un filone di ricerche sulla riproducibilità delle decisioni giuridiche mediante programmi elettronici. Nasce l'informatica metadocumentaria che si occupa di automi giuridici, sistemi esperti e oggi di agenti intelligenti. Tutto si muove a partire dal paradigma riduzionista che vuole tentare di ridurre il semantico al sintattico, il valutativo al logico-formale.

La seconda anima, risultata la più operativa, ha prodotto le banche dati e i sistemi di ricerca classici, oggi i motori di ricerca e gli strumenti di navi-Page 27gazione ipertestuale. Ha sfrutttato lo sviluppo tecnologico delle reti e dei protocolli di comunicazione tra macchine diverse, dei sistemi operativi amichevoli, dei calcolatori individuali e delle memorie ottiche.

Il problemi giuridici prodotti dall'informatica aumentano si ingigantiscono a seguito dello sviluppo tecnico al punto che alcuni ritengono necessaria una rivisitazione delle categorie classiche in chiave cibernetica (il bene, il territorio, il diritto di autore, la riservatezza, ecc.). Il computers and law americano si accresce e si delinea come possibile nuova disciplina giuridica.

Soprattutto nel mondo continentale razionalista e sistematico e in particolare nella area tedesca, non incline all'empirismo ma sempre orientata epistemologicamente a cercare i Grundlagen, i fondamenti delle cose, si è tentato di dare ordine a questa eterogeneità. Gli sforzi sistematizzatori di Steinmuller, Reisinger, Haft, Kilian...

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