L'informatica giuridica nella società dell'informazione

Autore:Giovanni Sartor
Pagine:35-50
RIEPILOGO

1. Il diritto nella società dell'informazione. 2. L'informatica del diritto (i.d.d.). 3. Il diritto dell'informatica (d.d.i.). 4. Profili tecnologici dell'informatica giuridica.

 
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L'informatica giuridica (i.g.) è la disciplina che studia gli aspetti giuridici della rivoluzione tecnologica, economica e sociale prodotta dall' informatica, l'elaborazione automatica delle informazioni. Tale rivoluzione, la c.d. informatizzazione, ha un duplice impatto sul diritto: da un lato determina nuovi rischi e nuove opportunità per l'economia, la politica, la vita individuale e sociale, rischi e opportunità che richiedono una risposta giuridica; dall'altro lato modifica il lavoro del giurista, che sempre più si avvale di strumenti informatici. L'i.g. pertanto presenta due facce: (1) il diritto dell'informatica (d.d.i.), la disciplina giuridica dell'informatizzazione e (2) l'informatica del diritto (i.d.d), l'uso dell'informatica nelle attività giuridiche.

Nell'odierna società dell'informazione - dove l'informazione è ormai il principale bene economico, e dove sempre più l'uomo lavora, comunica, vive interagendo con strumenti, infrastrutture, e ambienti informatici - entrambi gli aspetti dell'i.g. (tanto il d.d.i, quanto l'i.d.d) sono divenuti componenti essenziali degli studi giuridici e della professionalità del giurista.

@1. Il diritto nella società dell'informazione

Vi sono un'analogia e una differenza tra la rivoluzione industriale e la rivoluzione dell'informazione o «informazionale» (informational). Le due rivoluzioni sono analoghe per quanto attiene all'impatto sui temi dei dirit-Page 36to: in entrambe lo sviluppo tecnologico propone nuovi problemi alla disciplina giuridica e alla riflessione del giurista, e in entrambi i casi si tratta di problemi che non riguardano solo le forme della produzione, ma anche l'organizzazione sociale e politica, e la vita dei singoli. Le due rivoluzioni, invece, sono assai diverse per quanto attiene al loro impatto sul lavoro del giurista: assai limitato, quello della rivoluzione industriale; profondo e pervasivo quella della rivoluzione informazionale.

Consideriamo dapprima l'impatto sui temi del diritto. La rivoluzione industriale richiese una risposta articolata da parte del diritto, risposta che si allargò a centri concentrici, a partire dagli effetti diretti dell'industrialismo, fino alle conseguenze sociali più indirette da questo determinate. Nacquero nuovi settori del diritto, come il diritto del lavoro, il diritto della previdenza sociale, il diritto industriale, il diritto dell'ambiente. Alcuni settori del diritto, come il diritto commerciale furono direttamente modificati, dovendo accogliere al proprio interno le forme giuridiche proprie della produzione industriale. Tuttavia, anche i settori del diritto apparentemente più lontani dai processi produttivi, come il diritto amministrativo o il diritto penale furono profondamente mutati, dovendo operare nel nuovo contesto sociale indotto dall'industrializzazione, contesto caratterizzato da nuove opportunità e nuovi problemi (si pensi ad esempio alla tematica dei reati economici, o a quella della pianificazione produttiva e urbanistica). Allo stesso modo come vedremo, la rivoluzione informazionale richiede una risposta articolata dal diritto, risposta che comprende la nascita di nuovi settori del diritto (come il diritto della tutela dei dati), la profonda modifica di alcuni settori del diritto (come il diritto industriale), ma si riverbera anche negli altri ambiti del diritto (come il diritto privato, il diritto amministrativo, il diritto penale, la procedura civile e quella penale).

Passiamo ora ad esaminare l'impatto delle due rivoluzioni tecnologiche sul lavoro giuridico. La rivoluzione industriale toccò solo in misura limitata l'attività del giurista: essa incise profondamente sui contenuti del lavoro giuridico (che si estese ai problemi giuridici dell'industrialismo), ma non modificò sostanzialmente le forme di questo, e in particolare degli strumenti impiegati e dei metodi per il loro utilizzo. Come il suo antenato dell'antica Roma, il giurista dell'era industriale ricavava informazioni giuridiche e fattuali da documentazioni cartacee e utilizzava la penna per fissare e comunicare il proprio pensiero.

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L'automazione di processi di manipolazione della materia (l'ambito delle tecnologie dell'industrialismo) ebbe scarso impatto sul lavoro giuridico, poiché questo non consiste nella costruzione di oggetti materiali, ma nell'elaborazione di informazioni. In particolare, l'attività giuridica rientra nell'ambito della cognizione pratica: il giurista giunge a determinazioni attinenti all'azione (tipicamente alla conclusione che una certa azione è obbligatoria o permessa, è soggetta ad una certa sanzione, rappresenta un atto valido, è atta a raggiungere gli scopi giuridici dell'interessato, ecc.), sulla base di opportune conoscenze fattuali e normative, sorregge tali determinazioni con appropriate argomentazioni, le espone nelle forme richieste, le difende o le negozia quando necessario.

La rivoluzione informazionale, invece, attenendo all'elaborazione delle informazioni, incide direttamente e profondamente sull'attività del giurista: anche l'attività giuridica è una componente della società informatizzata, e anch'essa è oggetto dell'informatizzazione. Nella società informazionale il giurista non solo acquista nuovi strumenti di lavoro (gli stumenti per l'elaborazione e la comunicazione delle informazioni), ma opera in simbiosi con essi (e quindi svolgendo in modi diversi il proprio lavoro), nell'ambito dei contesti sociali ed organizzativi resi possibili dall'informatica o negli ambienti virtuali creati grazie ad essa. Di qui la seconda faccia dell'informatica giuridica, quella che abbiamo appunto chiamato informatica del diritto1.

Di conseguenza, l'informatica giuridica viene a configurarsi un Giano bifronte: essa guarda in due direzioni distinte, verso i problemi giuridici dell'informatica (diritto dell'informatica) e verso l'uso dell'informatica nel diritto (informatica del diritto), ma è una disciplina unitaria, il cui spirito è costituito appunto dall'interazione tra diritto e informatica.

Tanto il diritto dell'informatica quanto l'informatica del diritto hanno conosciuto un'enorme espansione nel corso degli ultimi anni, e hanno trovato articolazione in diversi settori, di cui diamo una sintetica presentazione introduttiva nelle sezioni seguenti.

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@2. L'informatica del diritto (i.d.d.)

Mano a mano che l'elaborazione automatica si è estesa dai calcoli matematici, alla gestione dei dati, all'automazione d'ufficio, alle telecomunicazioni, alla rete informatica globale, l'informatica del diritto (i.d.d.), detta anche informatica giuridica in senso stretto, ha esteso i propri studi e le proprie realizzazioni.

Oggi essa ricopre i seguenti settori2:

  1. Fonti di cognizione del diritto (documentazione giuridica informatica). L'i.d.d. realizza fonti elettroniche di cognizione del diritto: la legislazione, la giurisprudenza e la dottrina sono trasferite in banche di dati, i cui contenuti possono essere selezionati ed estratti automaticamente. Tali banche di dati, un tempo disponibili solo su grandi sistemi centralizzati, sono state poi distribuite su dischi ottici. Oggi si realizzano raccolte informatiche estese a tutte le fonti del diritto, ripartite in archivi distribuiti su Internet, ma accessibili in modo unitario grazie alla strutturazione dei documenti secondo standard condivisi. Essa studia i metodi per la ricerca delle informazioni giuridiche utilizzando tecniche quali l'analisi del linguaggio naturale, la costruzione di ontologie, la rappresentazione della semantica dei testi, l'estrazione di conoscenza implicita nei dati. Inoltre sulla base dei testi originali produce nuove forme testuali rispondenti alle esigenze del giurista (testi consolidati annotati).

  2. Sistemi informativi giuridici. L'i.d.d. determina i modi nei quali le organizzazioni giuridiche (gli organi legislativi, i tribunali, gli studi legali e notarili, le pubbliche amministrazioni, ecc.) si avvalgono dell'informatica per la conservazione, l'estrazione, l'elaborazione, la condivisione, la circolazione delle informazioni. In particolare essa studia le tecniche per garantire la sicurezza dell'elaborazione e della conservazione dell'informazione giuridica. Mentre i primi sistemi informativi giuridici si limitavano all'archivia-Page 39zione dei documenti, alla tenuta di registri, e all'effettuazione di calcoli monetari, le realizzazioni più recenti (come l'architettura informatica del processo telematico) si estendono alla gestione dei flussi di informazioni e attività, e all'elaborazione e comunicazione della conoscenza (ad...

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