Prospettive di riforma dell'imposizione sulla pubblicità

Autore:Antonio Uricchio
Pagine:149-177
 
ESTRATTO GRATUITO
149
CAPITOLO QUARTO
PROSPETTIVE DI RIFORMA
DELL’IMPOSIZIONE SULLA PUBBLICITÀ
Sommario: 1. L’imposta sulla pubblicità alla vigilia dell’attuazione del federali-
smo fiscale. - 2. La nozione di pubblicità e la delimitazione della sfera ap-
plicativa del tributo attraverso il riferimento alla sola pubblicità esterna qua-
le conseguenza del carattere locale del tributo. Le proposte di estensione del
tributo ad altre manifestazioni pubblicitarie. - 3. L’ipotesi di trasformazione
dell’imposta sulla pubblicità in un tributo a finalità ambientali. - 4. La di-
stinzione tra imposta sulla pubblicità, diritti sulle pubbliche affissioni e ca-
none per l’installazione dei mezzi pubblicitari; rilevanza delle modalità e
dei criteri di diffusione del messaggio pubblicitario. - 5. La delimitazione
della fattispecie imponibile; la contrapposizione tra l’interpretazione che
ammette la tassazione nel solo caso di disponibilità dell’impianto e quella
che ritiene necessaria la diffusione del messaggio pubblicitario finalizzato
alla promozione della domanda di beni e servizi o al miglioramento
dell’immagine del soggetto pubblicizzato.
1. L’imposta sulla pubblicità alla vigilia dell’attuazione del fede-
ralismo fiscale
L’imposta sulla pubblicità, introdotta con la riforma tributaria
degli anni ‘70 sulle ceneri della tassa sulle insegne di cui all’art.
201 del T.U. n. 1175 del 1931 vive attualmente una fase partico-
larmente delicata, come peraltro l’intero sistema finanziario locale.
L’attuazione del federalismo fiscale, se da un lato dischiude
nuove prospettive per l’intero sistema tributario locale, dall’altro,
costituisce una straordinaria occasione per ripensare le diverse for-
me di prelievo attualmente esistenti, sia in modo da renderle più
armoniche con le linee della riforma, sia per adeguarle alle esigenze
di riordino tra i diversi livelli di tassazione. In questa prospettiva,
150
interrogativi si pongono anche con riguardo all’imposta sulla pub-
blicità; ci si chiede, infatti, se sia opportuno o meno conservare il
tributo così come delineato dalla legislazione vigente, oppure se la
riforma del sistema tributario locale possa offrire l’occasione di una
profonda trasformazione. Nel caso di opzione per tale soluzione,
non mancano peraltro le proposte; secondo alcuni il tributo sulla
pubblicità dovrebbe essere rivisto nel senso che ne dovrebbe essere
estesa la sfera applicativa a tutte le forme di pubblicità (e non alla
sola pubblicità esterna), secondo altri al tributo sulla pubblicità do-
vrebbe essere restituita l’originaria natura di tassa dovuta in rela-
zione alla rimozione di limitazioni di ordine giuridico all’utilizzo di
insegne, cartelloni o di altri strumenti di comunicazione immessi sul
territorio comunale oppure ancora dovrebbe essere assorbita dalla
tassa occupazioni spazi e aree pubbliche1.
Particolare interesse suscita poi la proposta, recentemente
avanzata, di attribuire al tributo sulla pubblicità una connotazione
ambientale, coerentemente con gli orientamenti delle istituzioni
comunitarie di valorizzazione della fiscalità ambientale. La confi-
gurazione come tributo ecologico sembra peraltro trovare fonda-
mento nella convinzione che la pubblicità esterna, sulla quale at-
tualmente insiste l’imposizione, determini comunque una sorta di
inquinamento visivo o acustico ed una alterazione paesaggistica.
L’applicazione del tributo sulle unità fisiche “inquinanti” in quanto
idonee a produrre danni all’ambiente ed al decoro urbano, produr-
rebbe pertanto l’effetto di contrastare tali fenomeni secondo il prin-
1 Cfr. A. CEPPARULO, I tributi comunali in F. AMATUCCI, Il nuovo sistema
fiscale degli enti locali, cit., pag. 139, il quale ricorda che con disegno di legge
denominato “piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale
presentato alla Camera (XIV legislatura) era stata proposta la soppressione del-
l’imposta comunale sulla pubblicità, mediante la sua fusione con un altro tributo
comunale: la tassa occupazione spazi e aree pubbliche, sulla base della motiva-
zione che i due tributi trovano entrambi giustificazione nell’utilizzazione del ter-
ritorio comunale a fini economici, determinando una sostanziale identità del pre-
supposto di imposta, talché, concertando in una unica obbligazione tributaria e in
un’unica modalità di prelievo le fattispecie previste quali presupposti impositivi
dei due tributi, si sarebbe colto l’obiettivo di determinare una profonda semplifi-
cazione procedurale e gestionale dell’imposta comunale di pubblicità e della tassa
di occupazione di spazi e aree pubbliche”.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA