Armonia nella finanza pubblica tra stato ed enti territoriali

AutoreFranco Lorusso
Pagine81-91
81
FRANCO LORUSSO
Procuratore Regionale per la Puglia della Corte dei conti
ARMONIA NELLA FINANZA PUBBLICA
TRA STATO ED ENTI TERRITORIALI
Il processo storico di formazione dello Stato unitario, prima, e
della Repubblica Italiana, poi, certamente non ha contribuito sin
dalle origini a creare, a differenza di altri Stati occidentali, europei
e non, una struttura ordinamentale composita, e tuttavia armoniosa,
quanto a distribuzione dei poteri, fra centro e periferia, e, quindi, di
governo delle rispettive finanze pubbliche, quanto a criteri e meto-
di di acquisizione delle relative risorse, attraverso l’imposizione
tributaria, nonchè di susseguente loro spendita.
L’allora neonato Regno d’Italia, a causa della notevole diffe-
renza di tradizioni e culture giuridiche all’epoca esistenti tra i vari
Stati preunitari, dopo aver proceduto, in via prioritaria, tra il 1861
e i primi anni ‘80 di quel XIX secolo, ad una indispensabile opera-
zione di unificazione dei rispettivi ordinamenti, omogeneizzandone
Istituzioni e regole, dovette poi affrontare, in sede parlamentare, la
nodale questione del decentramento territoriale dei poteri, scegliendo,
infine, la soluzione di articolare lo Stato in province e comuni. Per un
verso, non si poteva difatti prescindere da questi ultimi e dalla loro
antica tradizione nella storia italiana, per aver da sempre costituito
l’espressione più spontanea e naturale di governo popolare; mentre,
per l’altro, istituendo le province sul modello francese, come auspica-
to dal Re, si potettero preporvi i prefetti, onde consentir loro di
mantenere, come si direbbe oggi, il controllo dei diversi territori.
Furono d’altronde escluse ipotesi alternative che, per esempio,
propugnavano l’istituzione delle regioni – all’epoca reputate però
fattori di disgregazione dello Stato unitario, formato da appena un
ventennio – ovvero dei consorzi fra comuni, o dei comprensori.

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA