Complessità e criticità dell'attuazione del federalismo fiscale

AutoreAntonio Uricchio
Pagine41-53
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ANTONIO URICCHIO
Ordinario di diritto tributario
Università degli studi di Bari Aldo Moro
COMPLESSITÀ E CRITICITÀ DELL’ATTUAZIONE
DEL FEDERALISMO FISCALE
La legge delega n. 42 del 2009 era stata salutata come una
straordinaria occasione per ripensare l’intero sistema tributario lo-
cale, rafforzando gli spazi di autonomia degli enti locali e valoriz-
zando i principi di responsabilizzazione finanziaria e di territoriali-
tà. L’ampiezza della riforma e i principi che ne erano a fondamen-
to avevano indotto molti commentatori a facili entusiasmi in ordi-
ne al potenziamento della fiscalità locale attraverso tributi vecchi e
nuovi i quali avrebbero dovuto assicurare maggiore gettito e auto-
sufficienza finanziaria.
Invero, la legge delega citata, recando disposizioni in larga
parte vaghe e generiche, si prestava ad essere considerata un vero e
proprio libro bianco più che un compiuto provvedimento normati-
vo rispondente ai dettami dell’art. 76 della Costituzione che, come
è noto, esige definizione dell’oggetto, individuazione di principi
direttivi e indicazione di tempi certi. Essa, infatti, rinviava ampia-
mente alla legislazione delegata, tradendo l’intento di riservare al
Governo le scelte più delicate sia in ordine ai criteri di riparto della
spesa che ai modelli di prelievo, sottraendole così al dibattito par-
lamentare. Il vortice di deleghe previsto dalla legge 42/2009 ha,
tuttavia, fatto venire a galla la volontà di lasciare all’esecutivo ma-
ni libere in ordine al riordino della fiscalità erariale e locale, al con-
trollo della spesa pubblica e al contenimento del debito pubblico1.
1 Si veda il mio volume, La crisi del federalismo o il federalismo della
crisi?, cit.

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