Del procedimento davanti al tribunale

AutoreMassimiliano di Pirro
Pagine261-426
LIBRO II
DEL PROCESSO DI COGNIZIONE
TITOLO I
DEL PROCEDIMENTO
DAVANTI AL TRIBUNALE
CAPO I
DELL’INTRODUZIONE
DELLA CAUSA
SEZIONE I
DELLA CITAZIONE
E DELLA COSTITUZIONE DELLE PARTI
1) LA MEDIAZIONE CIVILE.
L’inizio del processo civile coincide con l’eser-
cizio dell’azione, ovvero con la domanda giudi-
ziale (citazione o ricorso) proposta da un sogget-
to (attore o ricorrente) nei confronti di un altro
soggetto (convenuto o resistente), volta ad otte-
nere dall’autorità giudiziaria un provvedimento
(normalmente una sentenza) che tuteli i propri
diritti. A tal f‌ine, il soggetto prospetta al giudice
una determinata situazione, della quale invoca la
tutela alla luce di specif‌iche norme giuridiche.
Occorre precisare, però, che il d.lgs. n.
28/2010 ha previsto, per determinate materie,
l’attivazione obbligatoria del procedimento di me-
diazione f‌inalizzato alla conciliazione delle parti,
al f‌ine di evitare l’insorgere della controversia da-
vanti al giudice.
L’art. 2 d.lgs. n. 28/2010 prevede che “chiun-
que può accedere alla mediazione per la conci-
liazione di una controversia civile e commerciale
vertente su diritti disponibili”.
La mediazione è l’attività, svolta da un terzo
imparziale (mediatore), f‌inalizzata ad assistere
due o più soggetti nella ricerca di un accordo
amichevole per la composizione di una contro-
versia e nella formulazione di una proposta per la
risoluzione della stessa.
L’esito della mediazione è la conciliazione,
che consiste, appunto, nella composizione di
una controversia a seguito dello svolgimento del-
la mediazione.
La domanda di mediazione è presentata me-
diante un’istanza depositata presso un organismo
di mediazione, ossia l’ente pubblico o privato
presso il quale può svolgersi il procedimento di
mediazione.
In caso di più domande relative alla stessa
controversia la mediazione si svolge davanti al-
l’organismo presso il quale è stata presentata la
prima domanda.
L’istanza deve indicare l’organismo di media-
zione, le parti, l’oggetto e le ragioni della pre-
tesa.
In alcune ipotesi, come accennato, il d.lgs.
n. 28/2010 prevede (art. 5) l’obbligatorietà del
procedimento di mediazione, a pena di impro-
cedibilità della domanda giudiziale, a partire dal
20 marzo 2011. Tale termine è stato proroga-
to al 20 marzo 2012 dalla l. n. 10/2011 per le
controversie in materia di condominio e di risar-
cimento del danno derivante da circolazione di
veicoli e natanti.
In particolare, l’art. 5, comma, d.lgs.n.
28/2010 stabilisce che “chi intende esercitare
in giudizio un’azionerelativa a una controversia
in materia di condominio, diritti reali, divisione,
successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione,
comodato, aff‌itto di aziende, risarcimento del dan-
no derivante dalla circolazione di veicoli e natanti,
da responsabilità medica e da diffamazione con il
mezzo della stampa o con altro mezzo di pub-
blicità, contratti assicurativi, bancari e f‌inanziari
è tenuto preliminarmente ad esperire il procedi-
mento di mediazione”.
Per le sole azioni in tema di condominio e ri-
sarcimento danni derivante da circolazione di vei-
coli e natanti, la l. n. 10/2011 ha previsto una
proroga dell’entrata in vigore della mediazione
obbligatoria al 30 marzo 2012.
Nei casi di domanda di risarcimento dei dan-
ni derivanti da circolazione di veicoli o natanti,
alla procedura di mediazione va aggiunta la con-
dizione di proponibilità della comunicazione alla
compagnia assicuratrice di cui all’art. 145 d.lgs.
n. 209/2005, almeno 60 giorni prima, se si trat-
ta di risarcimento di danni solo a cose, oppure
90 giorni se il risarcimento riguarda anche danni
alle persone. Questi termini possono decorrere
contemporaneamente alla procedura di media-
zione.
A queste ipotesi vanno aggiunte, poi, quel-
le indicate dall’art. 5, comma, d.lgs. n.
28/2010, ossia le ipotesi in cui “il contratto, lo
statuto ovvero l’atto costitutivo dell’ente prevedono
una clausola di mediazione o conciliazione”.
L’improcedibilità deve essere “eccepita dal
convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’uff‌i-
cio dal giudice, non oltre la prima udienza”.
Il 3° comma dell’art. 5 prevede espressamen-
te che il tentativo obbligatorio di conciliazione
non preclude la concessione di provvedimenti
urgenti e cautelari, che possono essere chiesti e
ottenuti anche prima e indipendentemente dal-
la richiesta del tentativo di conciliazione, né la
trascrizione della domanda giudiziale (art. 5, 3°
comma).
Inf‌ine, l’esperimento preliminare della proce-
dura di mediazione non si applica:
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Libro II - Del processo di cognizione
a) ai procedimenti per ingiunzione, “inclusa
l’opposizione, f‌ino alla pronuncia sulle istanze
di concessione e sospensione della provvisoria
esecuzione”;
b) ai procedimenti per convalida di licenza o
sfratto, “f‌ino al mutamento del rito di cui all’art.
667 c.p.c.”;
c) ai procedimenti possessori, “f‌ino alla pro-
nuncia dei provvedimenti di cui all’art. 703, 3°
comma, c.p.c.”;
d) ai procedimenti di opposizione o incidentali
di cognizione relativi all’esecuzione forzata;
e) ai procedimenti in camera di consiglio;
f) nei casi i