Aulo Ofilio e il diritto ereditario romano

AutoreVenanzia Giodice Sabbatelli
Pagine199-216
199
IV
Aulo Ofilio e il diritto ereditario romano *
SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. La vita. - 3. I maestri. - 4. I Libri posteriores. - 5.
Ofilio e i fedecommessi. A proposito di D. 40.4.40. - 6. Una lettera di Cicerone
a Trebazio. - 7. Conclusioni.
1. Premessa
Da tempo superata la «Dogmengeschichte» di matrice otto-
centesca, come l’analisi del testo giuridico fine a se stessa,
l’interesse per i giuristi romani, per il loro sapere specialistico, è
ancora ben lontano dall’esaurirsi nelle discussioni romanistiche.
A giustificarlo la specificità dell’organizzazione politica e giuridi-
ca di Roma antica che, è ben noto, per un lungo arco cronologico
affidò il governo della cosa pubblica e le leve del diritto a «nota-
bili» nella più autentica accezione weberiana del termine. Anche
il recente contributo su Aulo Ofilio di Paola Biavaschi, giovane
studiosa della scuola milanese, si colloca nel solco di questa tra-
dizione di studi.
* È il testo sensibilmente modificato di una recensione scritta per Iura 61,
2013, 281-294, a P. Biavaschi, Caesari familiarissimus. Ricerche su Aulo Ofilio e il
diritto successorio tra repubblica e principato. Università degli Studi di Milano -
Facoltà di Giurisprudenza. Pubblicazioni del Dipartimento di Diritto Privato e Storia
del Diritto - Sezione di Diritto Romano e Diritti dellAntichità, 47, Milano, Giuffrè,
2011, IX + 307.
DISCUSSIONI CRITICHE
200
2. La vita
Sulle tracce di Aulo Ofilio (9-46) è il titolo del primo dei quat-
tro capitoli che compongono la monografia. Le scarne e proble-
matiche notizie sulla vita del giurista, già oggetto di pregresse e
assai pregevoli ricerche1, sono puntualmente registrate dall’au-
trice: l’incerto anno di nascita, tra il 90 e il 75 a.C., il periodo di
massima attività, fra il 50 e il 40 a.C., l’origine centromeridionale,
il suo disimpegno politico, in favore di uno studio a tempo pieno,
la prospettiva specialistica del diritto2, rispetto all’ecletticità del
suo maestro Servio Sulpicio Rufo, la stretta e proficua amicizia
con Cesare. A Ofilio, Cesare, secondo un’ipotesi che tende ad
iterarsi nel tempo, avrebbe persino affidato, nella qualità di suo
consigliere giuridico, il compito di riorganizzare la disordinata
congerie di fonti del diritto in un progetto codificatorio di ampio
respiro. Un progetto poi fallito per il succedersi degli eventi,
secondo quanto apprendiamo da un rapido passaggio della Vita
svetoniana di Cesare3 e da un luogo delle Etimologie di Isidoro4.
Largo spazio, in chiusura di capitolo, la Biavaschi dedica a D.
1.2.2.44:
Is [Ofilius] fuit Caesari familiarissimus5 et libros de iure
civili plurimos et qui omnem partem operis fundarent reliquit.
Nam de legibus vicensimae primus conscribit. De iurisdictione
idem edictum praetoris primus diligenter composuit, nam
ante eum Servius duos libros ad Brutum perquam brevissimos
ad edictum subscriptos reliquit.
1 Un repertorio esauriente lo fornisce la stessa Biavaschi 2011, 9 ss.
2 «…una svolta tutta latina, basata sulla progressiva specializzazione delle va-
rie branche del sapere e sul fiorire del diritto impostato su basi scientifiche…».
Così Biavaschi 2011, 18.
3 Suet. Iul. 44: …ius civile ad certum modum redigere atque ex immensa diffu-
saque legum copia optima quaeque necessaria in paucissimos conferre libros
4 Isid. Etym. 5.15: Leges autem redigere in libris primis consul Pompeius insti-
tuere voluit, sed non perseveravit obtrectatorum metu. Deinde Caesar coepit id facere
sed ante interfectus est.
5 L’aggettivo familiaris, usato con riferimento all’amicizia con Cesare, per
d’Ippolito 1979, 98 ss., era già un topos tardorepubblicano e non solamente una
peculiarità dell’Enchiridion pomponiano.

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