Presentazione

Autore:Roberto Caranta
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PRESENTAZIONE
Oltre vent’anni orsono, con l’approvazione della l. 7 agosto
1990, n. 241, il diritto amministrativo italiano è entrato in una fase
post-paradigmatica. Non ne è ancora uscito.
Il paradigma era quello dello Stato amministrativo di matrice
francese o, per meglio storicizzare, franco-napoleonica. L’ammini-
strazione pubblica era accentrata, gerarchica, autoritaria. L’ammi-
nistrazione pubblica era considerata depositaria delle conoscenze
tecniche e delle informazioni necessarie al governo della società. Il
paradigma era fortemente top down. Per quanto qui più interessa,
con palese generalizzazione di caratteristiche dell’amministrazione
militare che del paradigma era l’archetipo, l’amministrazione pub-
blica teneva per sé le informazioni che raccoglieva o che comunque
riguardavano la propria attività.
Se pure la Costituzione aveva riscattato gli individui dalla con-
dizione di sudditi, il passaggio alla cittadinanza non aveva di per sé
implicato il riconoscimento di un ruolo maggiormente attivo nella
gestione della cosa pubblica. La cittadinanza si esauriva nella de-
mocrazia rappresentativa. La pubblica amministrazione, più che
cittadini, aveva di fronte amministrati, ovvero soggetti passivi. Per
venire al tema del libro qui presentato, il cittadino poteva essere ri-
chiesto di informazioni, che poi si perdevano nel gran mare dei se-
greti custoditi dall’amministrazione pubblica.
Le ragioni dell’abbandono del paradigma sono palesi, anche se
spesso inafferrabili per il formalismo giuridico. Lo Stato ammini-
strativo si è dimostrato inadeguato nel creare o almeno favorire lo
sviluppo economico. Anzi, si è rivelato essere fonte di costi non so-
stenibili, donde a scala globale il rolling back of the border of the
State, il riconoscimento di un ruolo di protagonista alla società civile
e alle sue articolazioni, l’adozione di nuove tecniche manageriali
per quanto di pubblico necessariamente rimaneva, e così via.

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