Massimario di legittimitá

Autore:Casa Editrice La Tribuna
Pagine:201-220
RIEPILOGO

Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Erronea applicazione in sede di cognizione - Revoca in fase esecutiva (...)

 
ESTRATTO GRATUITO

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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - Erronea applicazione in sede di cognizione - Revoca in fase esecutiva

* Il giudice dell'esecuzione può revocare il provvedimento applicativo dell'indulto, erroneamente concesso dal giudice della cognizione nonostante l'esistenza di condanne ostative alla concessione del beneficio, se di queste il giudice della cognizione non ha avuto conoscenza e quindi non ha potuto prenderle, nemmeno implicitamente, in esame. (La Corte ha escluso che la conoscenza da parte del giudice della cognizione delle condanne ostative sia desumibile dal fatto che di esse v'era menzione nell'ordine di esecuzione del pubblico ministero e nel certificato penale, dovendosi tener distinta la possibilità di conoscenza dalla effettiva conoscenza).

    Cass. pen., sez. I, 14 marzo 2008, n. 11647 (c.c. 30 gennaio 2008), Calabrò. (C.p., art. 174; c.p.p., art. 648; c.p.p., art. 674). [RV239712]


@Amnistia, indulto e grazia - Indulto - L. n. 241 del 2006 - Delitto ostativo

* Il delitto di violenza carnale di cui all'art. 519 c.p. rientra nel catalogo di quelli ostativi ai fini dell'applicazione dell'indulto benché la legge n. 241 del 2006 non ne faccia menzione, perché essa fa espresso riferimento al delitto di cui all'art. 609 bis c.p., che è in rapporto di continuità normativa con quello disciplinato nell'abrogato art. 519 c.p.

    Cass. pen., sez. I, 7 febbraio 2008, n. 6072 (c.c. 30 gennaio 2008), Manella. (C.p., art. 519; c.p., art. 609 bis; L. 31 luglio 2006, n. 241, art. 2). [RV239711]


@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Richiesta - Consenso dell'imputato alla richiesta di pena concordata - Omessa traduzione nella lingua nota all'imputato dell'ordinanza di custodia cautelare

* La richiesta o il consenso all'applicazione di pena concordata preclude all'imputato alloglotta, che non conosca la lingua italiana, la possibilità di eccepire la nullità derivante dalla mancata traduzione dell'ordinanza di custodia cautelare.

    Cass. pen., sez. II, 11 aprile 2008, n. 15435 (c.c. 16 gennaio 2008), Daescu. (C.p.p., art. 109; c.p.p., art. 143; c.p.p., art. 178; c.p.p., art. 444). [RV239626]


@Applicazione della pena su richiesta delle parti - Richiesta - Omessa pronuncia su violazione amministrativa connessa - Validità dell'accordo pattizio e della sentenza

* In sede di applicazione della pena su richiesta delle parti, l'omessa pronuncia da parte del giudice sulla violazione amministrativa connessa al reato non pone nel nulla l'accordo tra le parti stesse né la conseguente sentenza di patteggiamento, esulando da detto accordo l'aspetto della violazione amministrativa e della relativa sanzione. (In applicazione di tale principio, la Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata limitatamente alla omessa statuizione in ordine agli illeciti amministrativi contestati, con rinvio al giudice di merito per l'ulteriore corso).

    Cass. pen., sez. III, 1 aprile 2008, n. 13617 (ud. 31 gennaio 2008), P.G. in proc. Zaffarano. (L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 24; c.p.p., art. 444; c.p.p., art. 445). [RV239607]


@Armi e munizioni - Detenzione abusiva - Cause di giustificazione reali o putative - Valutabilità

* In tema di detenzione abusiva di armi, così come prevista e punita dagli artt. 10 e 14 L. n. 497 del 1974, non sono applicabili, nè come reali nè come putative, le cause di giustificazione della legittima difesa e dello stato di necessità.

    Cass. pen., sez. II, 28 aprile 2008, n. 17329 (ud. 29 febbraio 2008), Carboni. (L. 14 ottobre 1974, n. 497, art. 10; L. 14 ottobre 1974, n. 497, art. 14; c.p., art. 52; c.p., art. 54). [RV239770]


@Associazione per delinquere - Associati - Appartenenza contemporanea a diverse associazioni criminali - Possibilità

* In tema di associazione per delinquere, è possibile ritenere la contemporanea appartenenza a diverse associazioni allorchè un soggetto faccia parte, anche in coincidenza temporale, di un organismo criminoso che, oltre a operare in proprio, sia anche inserito in una «federazione» di analoghi organismi, avente sue proprie e distinte finalità, in funzione delle quali appunto essa è stata concepita e realizzata.

    Cass. pen., sez. II, 5 maggio 2008, n. 17746 (c.c. 30 gennaio 2008), Trimboli. (C.p., art. 416; D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 74). [RV239768]


@Atti e provvedimenti del giudice penale - Motivazione - Per relationem - Condizioni

* La motivazione per relationem di un provvedimento giudiziale è legittima anche quando il richiamo ad altro atto o provvedimento sia solo implicito, allorché il giudicante si sia ad esso riferito per facta concludentia. (Fattispecie nella quale la S.C. ha ritenuto correttamente motivato per relationem il decreto di sequestro preventivo redatto, pur senza alcun rinvio esplicito, in calce alla richiesta del P.M.).

    Cass. pen., sez. II, 29 febbraio 2008, n. 9153 (c.c. 16 gennaio 2008), De Mauro. (C.p.p., art. 125; c.p.p., art. 321; c.p.p., art. 322). [RV239589]


@Atti preliminari al dibattimento - Decreto di citazione - Nullità - Per mancata enunciazione del fatto

* La nullità del decreto di citazione a giudizio per la mancata enunciazione del fatto oggetto dell'imputazione, prevista dall'art. 429, secondo comma, c.p.p., deve ritenersi sanata qualora non sia stata dedotta entro il termine stabilito, a pena di decadenza, dall'art. 491, primo comma, dello stes-Page 202so codice; poiché infatti la predetta omissione non attiene nè all'intervento dell'imputato nè alla sua assistenza o rappresentanza, la nullità che ne deriva non può ricomprendersi fra quelle di ordine generale, di cui all'art. 178, lett. c), bensì tra quelle relative, previste dall'art. 181 c.p.p., con la conseguenza che deve essere eccepita - a pena di preclusione - subito dopo compiuto per la prima volta l'accertamento della costituzione delle parti.

    Cass. pen., sez. II, 23 aprile 2008, n. 16817 (ud. 27 marzo 2008), Muro e altri. (C.p.p., art. 178; c.p.p., art. 181; c.p.p., art. 429; c.p.p., art. 491). [RV239757]


@Atti preliminari al dibattimento - Decreto di citazione - Requisiti - Enunciazione del fatto

* In tema di citazione a giudizio, l'imputazione deve contenere l'individuazione dei tratti essenziali del fatto di reato attribuito, dotati di adeguata specificità, in modo da consentire all'imputato di difendersi, mentre e non è necessaria un'indicazione assolutamente dettagliata dell'imputazione. (Nella fattispecie, relativa a delitto di estorsione, la Corte ha giudicato il capo di imputazione contenuto nel decreto di citazione a giudizio sufficientemente circostanziato per rapporto alla individuazione della parte offesa, della occasione estorsiva, del tipo di minaccia avanzata e della somma richiesta).

    Cass. pen., sez. II, 23 aprile 2008, n. 16817 (ud. 27 marzo 2008), Muro e altri. (C.p., art. 629; c.p.p., art. 429; c.p.p., art. 506; c.p.p., art. 507). [RV239758]


@Atti processuali penali - Lingua italiana - Imputato straniero - Traduzione

* Il riconoscimento del diritto all'assistenza dell'interprete non discende automaticamente, come atto dovuto e imprescindibile, dal mero status di straniero o apolide, ma richiede l'ulteriore presupposto, in capo a quest'ultimo, dell'accertata ignoranza della lingua italiana. (Fattispecie in cui, avendo il ricorrente lamentato la mancata traduzione, nella lingua madre o in inglese, del decreto di sequestro preventivo, la Corte ha ritenuto congruamente accertata in sede di merito la sua dimestichezza con l'idioma italiano, sottolineando, peraltro, che la non recente acquisizione della cittadinanza italiana per effetto di matrimonio gli avrebbe imposto l'onere, non assolto, della prova contraria alla presunzione stabilita nell'art. 143, comma primo, c.p.p.).

    Cass. pen., sez. un., 26 giugno 2008, n. 25932 (c.c. 29 maggio 2008), Ivanov. (C.p.p., art. 143). [RV239693]


@Atti processuali penali - Lingua italiana - Imputato straniero - Traduzione

* La nullità conseguente all'incompatibilità dell'interprete-traduttore ha carattere relativo e va quindi dedotta nel momento in cui si compie il primo atto processuale che pone l'imputato in grado di difendersi e di eccepirla, restando sanata in caso contrario.

    Cass. pen., sez. I, 24 aprile 2008, n. 17292 (c.c. 16 aprile 2008), Bari. (C.p.p., art. 144; c.p.p., art. 182). [RV239630]


@Azione penale - Denuncia - Denuncia irrituale - Utilizzabilità diretta del contenuto

* Una denuncia irrituale, che si debba perciò considerare alla stregua di una denuncia anonima, pur essendo uno scritto di per sé inutilizzabile, è tuttavia idonea a stimolare l'attività del P.M. o della polizia giudiziaria al fine dell'assunzione di dati conoscitivi atti a verificare se da essa possano ricavarsi indicazioni utili per l'enucleazione di una notitia criminis suscettibile di essere approfondita con gli strumenti legali.

    Cass. pen., sez. un., 26 giugno 2008, n. 25932 (c.c. 29 maggio 2008), Ivanov. (C.p.p., art. 333). [RV239695]


@Azione penale - Querela - Persona giuridica - Poteri di rappresentanza

* L'art. 377 comma terzo c.p.p., ai fini della riferibilità di una querela ad una persona giuridica, si limita a richiedere l'indicazione della fonte dei poteri di rappresentanza da parte del soggetto che la presenta e non già la prova della veridicità delle dichiarazioni di quest'ultimo sul punto: tale veridicità pertanto deve presumersi fino a contraria dimostrazione.

    Cass. pen., sez. II, 20 marzo 2008, n. 12455 (ud. 4 marzo 2008), Mondì. (C.p., art. 120; c.p.p., art. 336; c.p.p., art. 337). [RV239747]


@Calamità pubbliche - Calamità naturali - Frana - Configurabilità del reato

* Il delitto di «frana colposa» (o «disastro colposo innominato») richiede un evento di danno, quale è una frana, di proporzioni ragguardevoli per vastità...

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