Riflessioni in tema di licenza di marchio

Autore:Paolo Pardolesi
Pagine:393-405
RIEPILOGO

1. Introduzione. - 2. L’evoluzione della disciplina del divieto di inganno al pubblico. - 3. La licenza di marchio. - 4. Reazione del licenziante alle violazioni del licenziatario.

 
ESTRATTO GRATUITO
P. Pardolesi

PAOLO PARDOLESI
RIFLESSIONI IN TEMA DI
LICENZA DI MARCHIO
S: 1. Introduzione. – 2. L’evoluzione della disciplina del divieto di ingan-
no al pubblico. – 3. La licenza di marchio. – 4. Reazione del licenziante alle
violazioni del licenziatario.
1. La licenza di marchio, in virtù dell’esigenza di separazione fra il mar-
chio e l’impresa cui era prima pertinente, trova collocazione nella più ampia
area dei contratti traslativi del diritto al marchio (inteso come diritto di con-
tenuto patrimoniale in grado di costituire oggetto di trasferimento dal suo
titolare ad un altro soggetto)1.
In questa prospettiva, non sorprende come la necessità di ovviare al ri-
schio di inganno al pubblico (generato dal cennato distacco fra il marchio
e l’impresa) abbia spinto il legislatore a prevedere talune particolari cautele
(ex artt. 2573 c.c. e 23 c.p.i.) che –salvaguardando l’interesse del consu-
matore— assicurino la veridicità del messaggio comunicato al pubblico da
parte dei singoli marchi: quanto dire che i prodotti o i servizi assicurati dal
cessionario/licenziatario con quel marchio debbono presentare le medesime
caratteristiche e qualità che i consumatori hanno imparato a conoscere con
quelli del cedente/licenziante2.
2. La consapevolezza che la disciplina della circolazione del marchio (sia
esso registrato o di fatto)3 ha subito nel corso degli anni cambiamenti radi-
1 A. V – V. D C, Manuale di diritto industriale6, Milano, 2009, p. 255.
2 In tal senso v. A. V – V. D C, op. cit., 256, che osservano come ciò sia vero
solo nel caso in cui il marchio sia già stato usato prima della stipulazione del negozio traslativo
della titolarità o costituivo del diritto in godimento. Sicché, nell’ipotesi in cui il “trasferimento o
[la] licenza hanno per oggetto un marchio non ancora usato, le cautele di cui si è detto non hanno
ragion d’essere, dato che nessuna aspettativa qualitativa in ordine al prodotto o servizio si è ancora
ingenerata nel pubblico”.
3 Sulle differenze tra marchio di fatto e marchio registrato v., orientativamente, P. P, Il
marchio non registrato, in Diritti esclusivi e nuovi beni immateriali (a cura di G. Resta), in Nuova

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA