Il ruolo degli strumenti di e-participation nel processo di e-government. Il coinvolgimento dei cittadini nel policy making

Autore:Chiara Rabbito
Carica:Avvocato, dottore di ricerca in Informatica giuridica e diritto dell'informatica e docente
Pagine:435-452
RIEPILOGO

1. Gli strumenti dell'e-government per la governance europea - 2. La situazione italiana: il Piano d'Azione dell'e-government - 3. L'e-democracy nel modello di governance democratica europea - 4. La dimensione nazionale delle esperienze di e-democracy - 5. La natura partecipativa delle reti civiche e le piazze telematiche - 6. La seconda fase del Piano di e-government e lo sviluppo della... (visualizza il riepilogo completo)

 
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@1. Gli Strumenti Dell'e-Government Per La Governance Europea

Con il termine di e-government si fa riferimento all'impiego delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel processo di ammodernamento della pubblica amministrazione. Tra i modelli di e-government si distinguono il cosiddetto A2A (Administration to Administration), che consente attività di collaborazione fra pubbliche amministrazioni appartenenti ad uno stesso Stato ed eventualmente, per finalità specifiche, a Stati diversi, e il G2C (Government to Citizen), che comprende le attività erogative di servizi da parte di una pubblica amministrazione verso i propri cittadini1.

Il processo di attuazione dell'e-government include, quindi, sia azioni di informatizzazione finalizzate a migliorare l'efficienza operativa interna delle singole amministrazioni, sia azioni dirette a consentire l'accesso telematico degli utilizzatori finali alle informazioni detenute dalla P.A., sia, infine, azioni volte a informatizzare l'erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese, con conseguente necessità di interazione tra i servizi predisposti da diverse amministrazioni.

Le azioni di informatizzazione della P.A. sono state finora, sia in Italia sia a livello europeo, essenzialmente del primo tipo, cioè relative al back office, e sono state in genere svolte nell'ambito di un solo settore o di una singola amministrazione. Tanto i governi nazionali quanto gli organismi europei si sono prefissi, pertanto, lo svolgimento di azioni del secondo e del terzo tipo, dunque attinenti al front office, auspicando risultati che abbiano un impatto e Page 436 una visibilità diretta per gli utenti. In particolare, si tratta di realizzare modalità di accesso agli uffici amministrativi che siano attivabili in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, utilizzando le tecnologie telematiche.

Lo strumento-chiave in quest'ottica potrà essere rappresentato dai portali web, in grado di candidarsi come punto privilegiato per l'accesso alle risorse informative della pubblica amministrazione da parte del cittadino e di poter essere impiegati oltre che per le comunicazioni, per la ricerca dei contenuti e per la fruizione di servizi on line di comune necessità.

La politica dell'Unione europea, orientata alla promozione di una società dell'innovazione inclusiva in cui i benefici economici e sociali siano allargati a tutti i cittadini, e consapevole dell'importanza che la tecnologia informatica riveste per la società moderna, ha trovato uno dei fattori determinanti del processo di innovazione e di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni proprio nello strumento dell'e-government.

Questo processo si è verificato in coincidenza con l'affermarsi di una nuova dimensione del governo democratico, la governance, che prevede l'intensificarsi delle relazioni di confronto e di cooperazione fra soggetti pubblici e privati2 e che la Commissione europea ha definito come l'insieme di "norme, processi e comportamenti che influiscono sul modo in cui le competenze sono esercitate a livello europeo, soprattutto con riferimento ai principi di apertura, partecipazione, responsabilità, efficacia e coerenza".

Il coniugarsi dell'impiego delle nuove tecnologie con i principi di governance democratica ha fatto sì che il governo europeo abbia riconosciuto lo sviluppo di strumenti di e-governance quale priorità, ai fini dell'attuazione degli obiettivi di integrazione europea. In questo senso vanno letti e interpretati i piani d'azione e-Europe 2002 e e-Europe 2005.

Sotto il profilo dell'impiego delle nuove tecnologie, l'Unione europea, dopo un lungo periodo di latitanza normativa, divenuta consapevole dell'importanza che la tecnologia informatica riveste per la società moderna, ha sentito la necessità di fornire ai paesi membri indicazioni per la regolamentazione del settore. Gli obiettivi che essa si è posta sono stati quelli dello svi- Page 437 luppo delle reti con tecnologie compatibili, della diffusione di servizi di base standardizzati, della promozione delle applicazioni necessarie a dare impulso alla domanda e alla crescita del mercato nel settore.

Di grande rilevanza, anche per l'impatto che esso ha avuto nella politica di attuazione dell'e-government in Italia, è il Piano d'azione e-Europe 20023, nel quale si individuano alcuni obiettivi essenziali al fine di far divenire quella europea "l'economia più competitiva e dinamica a livello mondiale, anche sfruttando le opportunità offerte da Internet". Tra gli obiettivi principali si prevede la diffusione dell' "accesso elettronico ai servizi pubblici"4 a favore del cittadino. A questo fine il Consiglio europeo chiede l'impegno da parte delle pubbliche amministrazioni, a tutti i livelli, di utilizzare le nuove tecnologie per rendere le informazioni le più accessibili possibile.

Si precisa nel Piano che l'utilizzo delle tecnologie digitali dovrà facilitare non solo l'accesso al patrimonio informativo del settore pubblico, ma che il passaggio all'era digitale comporterà "una radicale trasformazione delle procedure interne di lavoro"5. Gli obiettivi così raggiungibili saranno: servizi più rapidi ed efficienti con aumento della loro funzionalità, riduzione dei costi, aumento della trasparenza e accelerazione delle normali procedure amministrative.

Nella stessa prospettiva di e-Europe 2002, si pone il Piano d'azione e- Europe 2005, preparato dalla Commissione per il Consiglio europeo di Siviglia del giugno 20026. Esso mira a modernizzare i servizi pubblici e a Page 438 garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla società dell'informazione globale. Per il conseguimento dello scopo il mezzo primario sarà secondo e-Europe 2005 l'adozione di una infrastruttura a banda larga7: si tratta, testualmente, di "promuovere servizi, applicazioni e contenuti sicuri basati su un'infrastruttura a banda larga ampiamente disponibile".

Gli Stati membri e la Commissione dovranno definire un elenco di servizi per i quali sia auspicabile una totale interattività. Sarà imprescindibile una ristrutturazione delle funzioni di back office e dovranno essere risolte le problematiche relative all'accesso da parte di persone con esigenze particolari, quali i disabili e gli anziani.

@2. La Situazione Italiana: Il Piano D'azione Dell'E-Government

Quasi contemporaneamente rispetto alla presentazione del Piano d'azione e-Europe 2002 in Italia, il Comitato dei Ministri per la Società dell'informazione, nella seduta del 23 giugno 2000, approva, su proposta del Ministro della funzione pubblica8, il Piano d'azione dell'e-government per l'Italia9. Poiché l'ammodernamento della pubblica amministrazione mediante l'utilizzo delle tecnologie ICT costituisce una priorità strategica per lo sviluppo del Paese, il Piano individua alcuni obiettivi primari, non senza preliminarmente constatare le criticità dello stato di informatizzazione della P.A. italiana.

Le difficoltà riscontrate sono molte e si attestano nella carenza di integrazione delle azioni di ammodernamento tra pubbliche amministrazioni statali e locali e anche tra P.A. di pari livello, essenzialmente causate dalla mancanza di una "visione condivisa" e di una "finalizzazione unitaria".

Il limite più evidente, è ben noto alla dottrina, va ancora una volta riproponendosi all'attenzione dei governanti: le esperienze di eccellenza ci sono, Page 439 sono numerose, ma gli amministratori pubblici sembrano incapaci si trasferirle in contesti diversi da quelli in cui sono stati realizzati. Si ripropone, dunque, la metafora della "macchia di leopardo" quale più efficace rappresentazione del quadro complessivo di introduzione delle tecnologie informatiche e telematiche nei pubblici uffici.

Se ne desume che, secondo quanto sinteticamente ma efficacemente espresso dal Rapporto sull'innovazione e le tecnologie digitali in Italia del 2003: "La pubblica amministrazione non si è ancora confrontata con l'obiettivo di un complessivo, drastico e diffuso miglioramento dell'intero sistema amministrativo"10.

Gli obiettivi enucleati nel Piano possono essere così sintetizzati: - il cittadino dovrà poter ottenere ogni servizio pubblico cui abbia titolo rivolgendosi ad una qualsiasi amministrazione che svolga funzioni di front office, indipendentemente da ogni vincolo di competenza territoriale o di residenza;

- l'utente non dovrà fornire alcuna informazione che lo riguarda e che sia già in possesso di una qualsiasi amministrazione dello Stato, ma sarà il sistema informativo di ciascuna amministrazione che dovrà essere in

- il cittadino dovrà poter richiedere i servizi esclusivamente sulla base delle proprie esigenze, senza necessariamente conoscere le specifiche competenze della amministrazione cui si rivolge;

- il cittadino o l'impresa dovranno poter comunicare solo una volta all'amministrazione, nel momento in cui si verificano, le variazioni dei dati che li riguardano. Questa comunicazione dovrà produrre automaticamente tutti gli

- tutte le amministrazioni che svolgono un ruolo di back office dovranno rendere accessibili senza oneri i propri servizi sulla rete a tutte le amministrazioni che svolgono un ruolo di front office;

- l'identificazione del richiedente il servizio e la verifica della sua autorizzazione all'accesso dovrà avvenire secondo una modalità uniforme su tutto il territorio nazionale, utilizzando mezzi di identificazione indipendenti dal servizio richiesto.

A questo scopo sarà strumento privilegiato la carta d'identità elettronica.Page 440

Non sarà quindi più necessario lo scambio di documenti cartacei: ottenuto qualunque modulo amministrativo per via telematica, il cittadino provvederà alla sua compilazione in locale e, dopo averlo firmato digitalmente, lo trasmetterà all'amministrazione competente. D'altro canto, dovrà essere sufficiente che il cittadino comunichi una sola volta alla pubblica amministrazione le informazioni che lo riguardano perché queste entrino a far parte del patrimonio...

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