Migrazioni italiane e tutela del diritto alla salute. L'uso dell'ICT nella pubblica amministrazione come ponte di integrazione sociale

Autore:Maria Gabriella Virone
Carica:Assegnista di ricerca dell'Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR nell'ambito del progetto 'Migrazioni' promosso dal Dipartimento Identità Culturale
Pagine:97-115
RIEPILOGO

1. Introduzione – 2. Migrazioni italiane – 3. Il diritto alla salute – 4. L’ICT come strumento per l’accesso alle informazioni sanitarie erogate dalla P.A.

 
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Migrazioni italiane e tutela del diritto alla salute.
L’uso dell’ICT nella pubblica amministrazione
come ponte di integrazione sociale
MARI A GABR IEL LA VIRO NE
SOMM ARI O:1. Introduzione – 2. Migrazioni italiane – 3. Il diritto alla salute –
4. L’ICT come strumento per l’accesso alle informazioni sanitarie erogate dalla P.A.
1. INT RODU ZIO NE
Il fenomeno migratorio è complesso ed articolato. Per le peculiarità e
per i poliedrici aspetti che li caratterizzano, i flussi migratori sono studiati
da molti settori scientifici. L’antropologia, la sociologia, la linguistica, la
medicina, la storia, la statistica, la demografia, l’economia ed il diritto sono
solo alcune discipline che indagano questa realtà multidimensionale.
Come rivelava, nel 2008, il XVIII Rapporto Caritas/Migrantes sull’im-
migrazione, “attualmente, la migrazione è un fenomeno strutturale che ne-
cessita di strategie durature di integrazione. [...]Per le notevoli potenzialità
che possono apportare allo sviluppo locale, le migrazioni, richiedono, dun-
que, una mentalità inclusiva, capace di guardare agli immigrati come nuovi
cittadini”1.
Il tema continua ad assumere una grande attualità e sono necessari ulte-
riori interventi, politici e sociali, attraverso i quali raggiungere un maggio-
re bilanciamento tra diritti e doveri, sulla via della convivenza tra cittadini
italiani e stranieri.
Gli studi statistici e demografici2dimostrano che i flussi migratori sono
un processo dinamico, che può assumere connotati diversi a seconda dei fat-
L’Autrice è assegnista di ricerca dell’Istituto di Ricerchesulla Popolazione e le Politiche
Sociali del CNR nell’ambito del progetto “Migrazioni” promosso dal Dipartimento Identità
Culturale. Svolge la propria attività di ricerca sul tema “L’usodelle nuove tecnologie da parte
delle pubbliche amministrazioni per la gestione dei processi migratori” presso l’ITTIG-CNR.
L’ultimoaccesso a tutti i riferimenti web è avvenuto nel febbraio 2012.
1Centro Studi e Ricerche Idos. Redazione Dossier Statistico Immigrazione Caritas/
Migrantes, XVIII Rapporto sull’immigrazione – Dossier statistico 2008, IDOS, 2008, 512 p.
2Le ricerche statistiche e demografiche in materia di immigrazione sono innumerevo-
li. Tra esse: DEMIFER (“Demog raphic and migratory flows affecting European regions and
cities”), un progetto di ricerca applicata volto ad analizzare l’effetto dei cambiamenti demo-
grafici (bassa fecondità, bassa mortalità, invecchiamentodella popolazione) e dei flussi migra-
tori interregionali ed internazionali sulle regioni e le città europee. Rappor ti e risultati del
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tori, esterni o interni, che li influenzano, tra cui, ad esempio, rientrano le
circostanze storiche, politiche, economiche e sociali dei paesi di origine e
di destinazione nonché lo stesso atteggiamento degli immigrati3. Se è vero
quanto premesso, è altresì evidente che la tendenza riscontrata nell’ultimo
decennio è la stabilizzazione dei migranti nel paese di destinazione.
Alla luce delle osservazioni proposte, si comprende il motivo per cui il
crescente fenomeno migratorio rimane, a tutt’oggi, difficile da conoscere e
da gestire, sia a livello socio-politico che legislativo: se da una parte, infatti,
aumenta costantemente la portata dei flussi, dall’altra è necessario adottare
misure di integrazione sociale, attraverso cui ottenere tutti i benefìci possi-
bili legati alla presenza straniera in Italia. Interessante, ad esempio, notare
che la piramide dell’età della popolazione italiana si sta strutturalmente mo-
dificando proprio a causa dell’ingresso di giovani immigrati, i quali possono,
comunque, diventare un’importante risorsa sia per il mercato del lavoro sia
per la natalità4.
progetto DEMIFER (2008-2010) sono disponibili all’indirizzo http://www.espon.eu/main/
Menu_Projects/Menu_AppliedResearch/demifer.html; il database “Migra-Euromed”, un ve-
ro e proprio strumento di analisi inerente la relazione tra lo sviluppo socio-economico ed i
flussi migratori nel Mediterraneo, elaborato dall’Istituto di Studi sulle Società del Mediterra-
neo del CNR e consultabile all’indirizzo http://www.issm.cnr.it/index.php?option=com_
content&task=category&sectionid=22&id=110&Itemid=268.
3In tal senso, tra gli altri, vedasi A. GO LINI (a cura di), L’immigrazione straniera:
indicatori e misure di integrazione, Bologna, Il Mulino, 2006, 184 p.
4Varis tudi, ad oggi, sono stati condotti sul tema delle migrazioni. Si segnalano alcune tra
le ricerche più recenti: L. RONC HET TI,I diritti fondamentali alla prova delle migrazioni (a
proposito delle sentenze nn. 299 del 2010 e 61 del 2011), in “Rivista telematica giuridica dell’As-
sociazione Italiana dei Costituzionalisti”, 2011, n. 3; M. VITI ELLO ,L’incorporazione lavora-
tiva degli immigrati, in Carchedi F., Dolente F. (a cura di), “Right job. Lavoro senza diritti”,
Roma, Sviluppo Locale Edizioni, 2011; M. ACCOR INTI ,La programmazione degliinter venti
rivolti alla popolazione immigrata nel welfare locale. La governance territoriale e Servizi sociali
per i migranti, in Peris L. (a cura di), “Con i nuovi vicini: percorsi innovativi del Servizio
Sociale nell’intervento con famiglie immigrate”, Roma, Sinnos, 2011; E. MANGO NE,Tra di-
screzione sociale e integrazione: il caso di Acerra, in Parra Saiani P., Della Queva S., Cuppone
F., Scotti D., Ceresa A., Pirni A., Mangone E., “Per una integrazione possibile: processi mi-
gratori in sei aree urbane”, Milano, Franco Angeli, 2010; R. MEDDA-WI NDIS CHER ,Nuove
minoranze. Immigrazione tra diversità culturale e coesione sociale, Padova, Cedam, 2010, 257
p.; E. RECC HI, A. FAVELL ,Pioneers of European Integration: Citizenship and Mobility in the
EU, Cheltenham, Elgar, 2009, 320 p.; M. MISI TI, R. GAM BASS I, G. IOZ ZI,L’immigrazione
tra integrazione e diffidenza, in Misiti M. (a cura di) “Immigrazione, nuovefamiglie e r uoli di
genere a scuola, in famiglia e nella società di Lucca”, Working paper n. 18, Roma, IRPPS-
CNR, 2007, pp. 18-55; C. B ONIFAZI (a cura di), Le opinioni degli italiani sull’immig razione
straniera, in “Quaderni di Demotrends”,2006, n. 6, Roma, IRPPS-CNR.

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