Massimario

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Rivista penale 12/2014
Massimario
Abusivo esercizio di una professione
Ambito di applicazione – Presentazione al cliente di un
preventivo di parcella – Idoneità dell’atto ad integrare
l’elemento materiale del reato.
Non integra il reato di esercizio abusivo di una professione la
presentazione al cliente di un preventivo di parcella, trattandosi
non già di un atto espressivo della competenza e del patrimonio
di conoscenze tutelati dal legislatore attraverso l’individuazione
della professione protetta, ma solo di un atto conseguente ed
utile a quello tipico abusivamente posto in essere, che non as-
sume autonomo rilievo qualora l’attività illecita non sia conno-
tata da continuità e professionalità. F Cass. pen., sez. VI, 13 feb-
braio 2014, n. 7086 (ud. 5 febbraio 2014), Brun (c.p., art. 348).
[RV258805]
Abuso d`ufcio
Elemento psicologico – Dolo intenzionale – Assenza del
perseguimento di finalità pubbliche.
In tema di abuso di ufficio, il dolo intenzionale è configurabile
qualora si accerti che il pubblico ufficiale o l’incaricato di un
pubblico servizio abbia agito con uno scopo diverso da quello
consistente nel realizzare, una finalità pubblica, il cui consegui-
mento deve essere escluso non soltanto nei casi nei quali questa
manchi del tutto, ma anche laddove la stessa rappresenti una
mera occasione della condotta illecita, posta in essere invece al
preciso scopo di perseguire, in via immediata, un danno ingiu-
sto ad altri o un vantaggio patrimoniale ingiusto per sé o per
altri. F Cass. pen., sez. III, 6 marzo 2014, n. 10810 (ud. 17 gennaio
2014), Altieri e altri (c.p., art. 323). [RV258893]
Estremi – Atto collegiale – Compartecipazione crimino-
sa dei pubblici ufficiali.
Nel reato di abuso d’ufficio commesso attraverso l’adozione di
un atto collegiale, la prova della compartecipazione criminosa,
può essere dedotta da uno o più indicatori sintomatici come la
macroscopica violazione di legge, la comunanza di interessi tra
i soggetti coinvolti, la competenza di ciascuno di essi rispetto
all’oggetto della deliberazione, la motivazione dell’atto, la mani-
festazione o meno di un dissenso e il rapporto con i destinatari
del provvedimento, tanto più che, non essendo necessario un
preventivo accordo, la volontà di concorrere può essere mani-
festata mediante qualsiasi comportamento diretto a fornire un
apprezzabile contributo alla realizzazione del proposito crimi-
noso, alternativamente o congiuntamente, nella fase ideativa,
organizzativa ed esecutiva dell’impresa delittuosa. F Cass. pen.,
sez. III, 6 marzo 2014, n. 10810 (ud. 17 gennaio 2014), Altieri e
altri (c.p., art. 323). [RV258895]
Estremi – Vantaggio patrimoniale – Nozione.
In tema di abuso d’ufficio, il requisito del vantaggio patrimonia-
le va riferito al complesso dei rapporti giuridici a carattere pa-
trimoniale e sussiste non solo quando la condotta procuri beni
materiali o altro, ma anche quando la stessa arrechi un accre-
scimento della situazione giuridica soggettiva a favore di colui
nel cui interesse l’atto è stato posto in essere. (Fattispecie in cui
il vantaggio è stato configurato nell’esonero dal pagamento del-
l’Ici, in favore di proprietari di terreni, che, nelle more dell’ap-
provazione della convenzione urbanistica per rendere esecutivo
il piano di lottizzazione, erano stati assoggettati al più favorevo-
le regime impositivo previsto per i suoli agricoli). F Cass. pen.,
sez. III, 6 marzo 2014, n. 10810 (ud. 17 gennaio 2014), Altieri e
altri (c.p., art. 323). [RV258894]
Alimenti
Vendita di sostanze alimentari non genuine come ge-
nuine – Illeciti amministrativi previsti dalla normativa
speciale sui vini – Rapporti.
In materia di alimenti, fra l’art. 516 c.p. e le norme della legi-
slazione speciale sui vini di cui al d.p.r. 12 marzo 1965, n. 162,
ed ora alla legge 20 febbraio 2006, n. 82, sussiste un rapporto
di specialità reciproca, poiché la prima disposizione si riferisce
alle sole condotte di messa in vendita o in commercio come
genuina di qualsiasi sostanza alimentare non genuina, mentre le
seconde, specificamente dettate in materia di vini, si estendono
anche alle attività di vinificazione e di produzione del vino, con
la conseguenza che, fatti salvi i casi di riserva specifica della
norma generale penale tassativamente previsti, si applica la
sola disposizione di legge speciale quando la fattispecie con-
creta rientri totalmente nella sfera di coincidenza comune fra
le norme. F Cass. pen., sez. III, 7 febbraio 2014, n. 5906 (ud. 15
ottobre 2013), Gorgoni (c.p., art. 515; c.p., art. 516; d.p.r. 12
marzo 1965, n. 162, art. 22; d.p.r. 12 marzo 1965, n. 162, art.
76). [RV258925]
Armi e munizioni
Detenzione abusiva – Detenzione contestuale di armi e
munizioni – Unicità del reato.
Nella ipotesi in cui siano detenute, contestualmente ad un’arma
comune da sparo, anche munizioni del medesimo calibro ed in
numero non eccedente la capacità del caricatore della stessa, si
configura l’unica fattispecie criminosa della detenzione di arma
comune da sparo. F Cass. pen., sez. I, 10 febbraio 2014, n. 6139
(c.c. 16 dicembre 2013), Shatku (c.p., art. 697; l. 2 ottobre 1967,
n. 895, art. 2; l. 2 ottobre 1967, n. 895, art. 7). [RV258922]
Materie esplodenti – Omessa denuncia – Detenzione di
materiale infiammabile in contenitore non omologato.
Integra il reato previsto dall’art. 679 c.p., la detenzione di ga-
solio agricolo in un contenitore non omologato ai prescritti
requisiti di sicurezza, poichè tale condotta elude la verifica di ri-
spondenza delle caratteristiche del deposito a quelle prescritte
dalla normativa di cui al d.m. interno, 19 marzo 1990 in funzione
di prevenzione dei possibili infortuni derivanti dalla custodia di
materiali pericolosi.(Fattispecie relativa a detenzione di gasolio
agricolo in quantità inferiore alla soglia, superata la quale, è ne-
cessaria l’autorizzazione dei vigili del fuoco). F Cass. pen., sez.
I, 31 gennaio 2014, n. 4700 (ud. 3 dicembre 2013), Labate (c.p.,
art. 679). [RV258760]
Associazione per delinquere
Associazione di tipo mafioso – Aggravante ex art. 7 d.l.
n. 152 del 1991 – Ambito di applicazione.
Ai fini della configurabilità della circostanza aggravante prevista
dall’art. 7 del D.L. 13 maggio 1991, n. 152, conv. in L. 12 luglio
1991, n. 203, è necessario accertare e porre in evidenza sia i con-
creti tratti esteriori del comportamento criminoso dell’agente,
che devono essere connotati dall’efficacia intimidatrice e dalla
forza di pressione tipiche degli assetti organizzativi mafiosi; sia
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12/2014 Rivista penale
MASSIMARIO
anche la diretta incidenza agevolatrice di tale comportamento
sulle attività proprie del sodalizio criminale, tanto da risultare
oggettivamente funzionale a queste ultime. F Cass. pen., sez. VI,
24 febbraio 2014, n. 8674 (c.c. 24 gennaio 2014), Imbalzano (c.p.,
art. 110; c.p., art. 416 bis; d.l. 13 maggio 1991, n. 152, art. 7).
[RV258808]
Associazione di tipo mafioso – Aggravanti – Disponibi-
lità di armi.
In tema di associazione per delinquere di tipo mafioso, l’ag-
gravante della disponibilità di armi, prevista dai commi quarto
e quinto dell’art. 416 bis c.p., ha natura oggettiva, e, in quanto
tale, è configurabile a carico dei partecipi che siano consapevoli
del possesso delle stesse da parte della consorteria criminale. F
Cass. pen., sez. V, 16 gennaio 2014, n. 1703 (ud. 24 ottobre 2013),
Sapienza e altri (c.p., art. 59; c.p., art. 70; c.p., art. 118; c.p.,
art. 416). [RV258956]
Associazione di tipo mafioso – Circostanze attenuanti
generiche – Attenuante di cui all’art. 8 del d.l. n. 152 del
1991.
In tema di reati di criminalità organizzata, il riconoscimento
della circostanza attenuante di cui all’art. 8 D.L. n. 152 del 1991
non implica necessariamente, data la diversità dei relativi pre-
supposti, il riconoscimento delle circostanze attenuanti generi-
che. F Cass. pen., sez. V, 16 gennaio 2014, n. 1703 (ud. 24 ottobre
2013), Sapienza e altri (c.p., art. 62 bis; c.p., art. 416 bis; d.l. 31
maggio 1991, n. 152, art. 8). [RV258958]
Associazione di tipo mafioso – Concorso esterno – Pat-
to di scambio politico.
Il concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso è
configurabile anche nell’ipotesi di “patto di scambio politico-
mafioso”, quando, a seguito dell’accordo, il sodalizio criminale
inizia ad attivarsi per l’accaparramento dei voti necessari per
l’elezione del politico, e resta fermo l’impegno serio e concreto
di questi di agire, una volta eletto, per gli interessi e vantaggi
dell’organizzazione delinquenziale, non essendo, invece, neces-
sario individuare la sussistenza di un nesso di causalità tra la
condotta dell’”extraneus” ed il mantenimento o il rafforzamento
della cosca. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto
corretta la decisione impugnata, la quale aveva ravvisato il reato
di cui agli artt. 110 e 416 bis c.p. con riferimento alla condotta
del politico che, pur beneficiando del sostegno del gruppo ma-
fioso, non era risultato eletto). F Cass. pen., sez. II, 20 febbraio
2014, n. 8028 (ud. 22 gennaio 2014), Crea e altri (c.p., art. 110;
c.p., art. 416 bis). [RV258776]
Associazione di tipo mafioso – Concorso esterno – Pre-
supposti.
In tema di associazione di stampo mafioso, assume il ruolo di
concorrente “esterno” colui che, pur non inserito stabilmente
nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisce tuttavia un
concreto, specifico, consapevole e volontario contributo, di na-
tura materiale o morale, sempre che questo abbia una effettiva
rilevanza causale nella conservazione o nel rafforzamento delle
capacità operative dell’associazione, rivelandosi in tal senso
condizione necessaria per la concreta realizzazione del fatto
criminoso collettivo. (Fattispecie relativa ad ordinanza cautela-
re emessa nei confronti di un funzionario comunale, annullata
dalla S.C. perché - al di là di apodittiche affermazioni quali l’es-
sersi “messo a disposizione della cosca”, diventandone il “punto
di riferimento all’interno dell’ufficio tecnico comunale” - non
conteneva l’indicazione dei comportamenti concreti attraverso
i quali l’indagato avrebbe agevolato il sodalizio criminale). F
Cass. pen., sez. VI, 24 febbraio 2014, n. 8674 (c.c. 24 gennaio
2014), Imbalzano (c.p., art. 110; c.p., art. 416 bis). [RV258807]
Associazione di tipo mafioso – Qualifica dell’imputato
come avvicinato – Partecipazione all’associazione.
In tema di associazione di tipo mafioso, l’attribuzione ad un
soggetto della qualifica di “avvicinato”, in quanto espressiva
dell’essersi la persona posta sostanzialmente a disposizione
dell’associazione, assume, anche di per sé, il significato dell’esi-
stenza di un ruolo associativo. F Cass. pen., sez. V, 16 gennaio
2014, n. 1703 (ud. 24 ottobre 2013), Sapienza e altri (c.p., art.
416 bis). [RV258955]
Estremi – Natura permanente del reato – Cessazione
della permanenza con riguardo al singolo partecipe.
In tema di partecipazione ad associazione mafiosa, il vincolo
associativo tra il singolo e l’organizzazione si instaura nella pro-
spettiva di una futura permanenza in essa a tempo indetermina-
to e si protrae sino allo scioglimento della consorteria, potendo
essere significativo della cessazione del carattere permanente
della partecipazione soltanto l’avvenuto recesso volontario, che,
come ogni altra ipotesi di dismissione della qualità di partecipe,
deve essere accertato in virtù di condotta esplicita, coerente e
univoca e non in base a elementi indiziari di incerta valenza,
quali quelli della età, del subingresso di altri nel ruolo di vertice
e dello stabilimento della residenza in luogo in cui si assume
non essere operante il sodalizio criminoso. F Cass. pen., sez. V,
16 gennaio 2014, n. 1703 (ud. 24 ottobre 2013), Sapienza e altri
(c.p., art. 416 bis). [RV258954]
Estremi – Natura permanente del reato – Sussistenza.
In tema di valutazione della permanenza del vincolo derivante
dalla partecipazione ad una associazione mafiosa, l’arresto o
l’esercizio dell’azione penale nei confronti di un affiliato non co-
stituisce causa automatica di cessazione del vincolo associati-
vo, dovendosi accertare caso per caso se le vicende processuali
dell’imputato abbiano determinato la risoluzione del legame
associativo. F Cass. pen., sez. II, 20 febbraio 2014, n. 8027 (ud.
13 novembre 2013), P.G., Panzega e altro (c.p., art. 416 bis).
[RV258789]
Atti e provvedimenti del giudice penale
Declaratoria di determinate cause di non punibilità –
Possibilità di compiere ulteriori accertamenti in presenza
di una causa di estinzione del reato – Esclusione.
Il maturare della prescrizione del reato preclude al giudice il
compimento di ulteriori accertamenti, se l’imputato non rinuncia
alla causa estintiva. (Fattispecie in cui il giudice d’appello non
aveva disposto l’acquisizione di un documento). F Cass. pen.,
sez. V, 4 febbraio 2014, n. 5586 (ud. 3 ottobre 2013), Fortunato
(c.p., art. 157; c.p.p., art. 129; c.p.p., art. 603). [RV258875]
Atti, pubblicazioni e spettacoli osceni
Atti osceni – Consumazione in zona antistante al bagno
pubblico di area di servizio autostradale – Luogo aperto
al pubblico.
Integra il reato di atti osceni la condotta commessa all’interno
dei servizi igienici di un’area di servizio autostradale in un punto
visibile dallo spazio antistante, trattandosi di area aperta al pub-
blico in quanto liberamente accessibile per chiunque. F Cass.
pen., sez. III, 19 febbraio 2014, n. 7769 (ud. 5 dicembre 2013),
Morrone (c.p., art. 527). [RV258974]
Azione penale
Querela – Dichiarazione e forma – Richiesta all’autorità
giudiziaria di voler prendere provvedimenti al più pre-
sto.
La sollecitazione rivolta all’Autorità Giudiziaria di “voler pren-
dere provvedimenti al più presto”, contenuta nella integrazione
ad una precedente denuncia, costituisce manifestazione di
volontà diretta a richiedere la punizione dell’autore del reato e
conferisce quindi all’atto valore di querela. F Cass. pen., sez. V,
10 febbraio 2014, n. 6333 (ud. 18 ottobre 2013), C. e altro (c.p.,
art. 120; c.p.p., art. 336; c.p.p., art. 337). [RV258876]

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