Massimario

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RIEPILOGO

Deve essere annullata con rinvio al giudice d’appello, perché illegittima ma non abnorme, la sentenza che dopo l’abrogazione normativa dell’istituto del cosiddetto patteggiamento in appello, abbia provveduto all’esito di una successiva udienza sull’accordo... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Rivista penale 2/2012
Massimario
Appello penale
Decisioni in camera di consiglio – Poteri del giudice –
Pena richiesta dalle parti.
Deve essere annullata con rinvio al giudice d’appello, perché
illegittima ma non abnorme, la sentenza che dopo l’abrogazione
normativa dell’istituto del cosiddetto patteggiamento in appello,
abbia provveduto all’esito di una successiva udienza sull’accor-
do delle parti per l’accoglimento di alcuni motivi con rinuncia ad
altri, proposto prima dell’intervento normativo, perché emessa
nell’esercizio di un potere non più attribuito all’organo giurisdi-
zionale. F Cass. pen., sez. II, 16 dicembre 2010, n. 44347 (ud. 25
novembre 2010), Angelini e altri (c.p.p., art. 599). [RV249182]
Decisioni in camera di consiglio – Presupposti – Rinun-
cia all’impugnazione.
È inammissibile il ricorso per cassazione avverso la decisione
del giudice di appello che, rilevata la rinuncia dell’imputato ai
motivi di appello diversi da quelli relativi alla riduzione di pena,
dichiari, in virtù degli art. 589, commi secondo e terzo e 591,
comma primo, lett. d) c.p.p., l’inammissibilità sopravvenuta dei
motivi oggetto di rinuncia, omettendone l’esame ai fini dell’appli-
cazione dell’art. 129 c.p.p., considerato che la rinuncia ha effetti
preclusivi sull’intero svolgimento processuale, ivi compreso il
giudizio di legittimità. Pertanto, poiché, ex art. 597, comma pri-
mo, c.p.p., l’effetto devolutivo dell’impugnazione circoscrive la
cognizione del giudice del gravame ai soli punti della decisione ai
quali si riferiscono i motivi proposti, una volta che essi costitui-
scano oggetto di rinuncia, non può il giudice di appello prenderli
in considerazione, né può farlo il giudice di legittimità sulla base
di un’ipotetica implicita revoca di tale rinuncia, stante l’irrevoca-
bilità di tutti i negozi processuali, ancorché unilaterali. F Cass.
pen., sez. II, 1 febbraio 2011, n. 3593 (ud. 3 dicembre 2010), Izzo
(c.p.p., art. 589; c.p.p., art. 591). [RV249269]
Dibattimento – Omesso avviso ad uno dei difensori di
fiducia della data di udienza – Nullità a regime interme-
dio.
L’omessa notifica dell’avviso della data fissata per il giudizio
d’appello ad uno dei due difensori di fiducia dell’imputato com-
porta una nullità a regime intermedio che, non attenendo alla
fase del giudizio, bensì a quella degli atti preliminari, deve esse-
re eccepita, in analogia a quanto previsto per il procedimento di
primo grado dall’art. 180 c.p.p., prima della deliberazione della
sentenza. F Cass. pen., sez. II, 16 dicembre 2010, n. 44363 (ud.
26 novembre 2010), D’Aria (c.p.p., art. 180; c.p.p., art. 599).
[RV249184]
Associazione per delinquere
Partecipazione – Bande armate – Inserimento nell’orga-
nigramma dell’associazione.
In tema di reati contro la personalità dello Stato, la partecipazio-
ne integrante gli estremi del reato di associazione terroristico-
eversiva costituita in banda armata è organico inserimento che
non postula, di necessità, il positivo esperimento e, dunque,
l’individuazione di una specifica condotta spiegata a sostegno
del sodalizio, in chiave di attuale e specifico contributo causale
al suo mantenimento o rafforzamento. Ne consegue che il mero
inserimento nell’organigramma dell’associazione può costitui-
re prova di partecipazione, la quale va rapportata alla natura
e alle caratteristiche strutturali del sodalizio, mentre il contri-
buto causale è immanente al mero inserimento organico nella
struttura associativa, in quanto l’affidamento sulla persistente
disponibilità di adepti, che rimangano mimetizzati nel tessuto
connettivo della società (a fianco ed a sostegno di quelli dati
alla clandestinità), è tale da rafforzare e consolidare il vincolo
associativo, concorrendo a costituire l’elemento di coesione del
gruppo, al pari della consapevolezza della comune militanza e
della condivisione dell’idea rivoluzionaria. F Cass. pen., sez. V, 3
febbraio 2011, n. 4105 (c.c. 12 novembre 2010), Papini (c.p., art.
306). [RV249242]
Atti e provvedimenti del giudice penale
Atti abnormi – Ordinanza di rigetto dell’eccezione di in-
competenza funzionale dell’autorità giudiziaria – Esclu-
sione.
L’autorità giudiziaria che procede per un reato comune, avendo-
ne escluso la natura ministeriale previa verifica dei presupposti
della propria competenza, non è tenuta ad informare della sua
decisione la Camera di appartenenza dell’indagato, ricorrendo
l’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 8, comma quarto, L.
cost. 16 gennaio 1989, n. 1, solo nell’ipotesi in cui il Collegio per i
reati ministeriali sia stato investito della competenza a conosce-
re del reato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso
l’abnormità dell’ordinanza di rigetto dell’eccezione di incompe-
tenza funzionale dell’autorità giudiziaria procedente, osservando
che il competente organo parlamentare, qualora si ritenga leso
nelle sue prerogative, può comunque attivarsi autonomamente,
richiedendo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria per
poi ricorrere, sussistendone i presupposti, allo strumento del
conflitto di attribuzione). F Cass. pen., sez. VI, 11 marzo 2011,
n. 10130 (c.c. 3 marzo 2011), Mastella (c.p.p., art. 28; c.p.p., art.
568; l. 5 giugno 1989, n. 219, art. 2). [RV249234]
Atti abnormi – Revoca del decreto di archiviazione –
Esclusione.
Non è affetta da abnormità l’ordinanza con cui il G.i.p., accerta-
ta l’omessa notifica della richiesta di archiviazione alla persona
offesa che aveva chiesto di essere avvisata, revochi il decreto di
archiviazione precedentemente emesso, in quanto tale provve-
dimento non determina alcuna stasi processuale, rientra nei po-
teri di riapertura delle indagini spettanti al G.i.p. ed è coerente
col principio generale volto all’eliminazione dell’atto viziato. F
Cass. pen., sez. V, 23 dicembre 2010, n. 45161 (c.c. 28 settembre
2010), Becquet e altro (c.p.p., art. 408; c.p.p., art. 409; c.p.p.,
art. 410). [RV249124]
Correzione di errori materiali – Condanna alla rifusio-
ne delle spese a favore della parte civile in relazione a
reato per cui l’imputato sia assolto – Legittimità.
È legittimo il ricorso alla procedura di correzione degli errori
materiali nel caso di condanna alla rifusione delle spese a favore
della parte civile in relazione ad un reato per il quale l’imputato
sia assolto, trattandosi di rettifica che non incide sul contenuto
intrinseco della decisione, ma su una pronuncia accessoria, non
implicante alcuna valutazione discrezionale sull’”an debeatur”
da parte del giudice. (In applicazione del principio di cui in mas-
sima la S.C. ha provveduto all’eliminazione dell’erronea statui-
zione). F Cass. pen., sez. V, 8 febbraio 2011, n. 4597 (c.c. 2 dicem-
bre 2010), Nasti (c.p.p., art. 130; c.p.p., art. 535). [RV249243]
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2/2012 Rivista penale
MASSIMARIO
Atti processuali penali
Processo verbale – Riproduzione fonografica – Mancata
trascrizione.
In tema di atti processuali, la mancata trascrizione delle dichia-
razioni fonoregistrate rese dai testimoni in sede di esame dibat-
timentale integra, laddove il verbale redatto in forma riassunti-
va rimandi integralmente ad esse, una nullità d’ordine generale
della sentenza per violazione del diritto di difesa. F Cass. pen.,
sez. III, 1 dicembre 2010, n. 42505 (ud. 11 novembre 2010), Biava
(c.p.p., art. 134; c.p.p., art. 139; c.p.p., art. 178). [RV249153]
Azione penale
Autorizzazione a procedere – Membri del Parlamento –
Delibera di insindacabilità delle opinioni espresse.
La decisione di annullamento con rinvio di una sentenza pre-
dibattimentale che erroneamente abbia decretato l’improcedi-
bilità dell’azione non è preclusa dall’obbligo, anche del giudice
di legittimità, di dichiarare la causa di non punibilità derivante
dalla delibera di insindacabilità, assunta dalla Camera di appar-
tenenza, delle opinioni espresse dal parlamentare imputato e
fatte oggetto di addebito penale, perchè occorre dare modo al
giudice del merito di valutare la proponibilità del conflitto di
attribuzioni, valutazione in precedenza non operata perchè as-
sorbita dalla decisione di improcedibilità. F Cass. pen., sez. I, 23
dicembre 2010, n. 45074 (ud. 28 settembre 2010), P.M. in proc.
Storace (l. 20 giugno 2003, n. 140, art. 3; c.p.p., art. 129).
[RV249273]
Autorizzazione a procedere – Natura di atto politico –
Conseguenze.
Deve essere annullata senza rinvio la sentenza predibattimenta-
le dichiarativa del non doversi procedere, emessa sul presuppo-
sto della sindacabilità “incidenter tantum” dell’autorizzazione
a procedere concessa dal Ministro della Giustizia, nella specie
per asserita illegittimità derivante dalla violazione delle norme
sul procedimento amministrativo, in quanto l’autorizzazione
a procedere sotto il profilo funzionale costituisce un atto pro-
cessuale che condiziona dall’esterno il valido esercizio della
funzione giurisdizionale, ma sotto il profilo del contenuto ha
natura di atto politico, libero nei fini ed insindacabile da parte
dell’autorità giudiziaria. F Cass. pen., sez. I, 23 dicembre 2010, n.
45074 (ud. 28 settembre 2010), P.M. in proc. Storace (c.p., art.
313). [RV249272]
Querela – Inammissibilità – Querela proposta da un
condomino.
Non è valida la querela proposta dal singolo condomino per un
reato (nella specie violazione di domicilio) commesso in danno
di parti comuni dell’edificio, in quanto il condominio è strumen-
to di gestione collegiale degli interessi comuni dei condomini e
l’espressione della volontà di presentare querela passa attraver-
so detto strumento di gestione collegiale. Ne consegue che la
presentazione di una valida querela, da parte di un condominio,
in relazione ad un reato commesso in danno del patrimonio co-
mune dello stesso, presuppone uno specifico incarico conferito
all’amministratore dall’assemblea condominiale. F Cass. pen.,
sez. V, 18 febbraio 2011, n. 6197 (ud. 26 novembre 2010), Arcari
(c.p., art. 120; c.p.p., art. 345). [RV249259]
Querela – Remissione di querela – Spese processuali.
In tema di spese processuali conseguenti alla remissione di que-
rela, qualora sussista difformità tra il verbale di remissione ed
il verbale di accettazione in ordine alla pattuizione sulle spese,
contenendo il primo la richiesta di compensazione ed il secondo
il consenso ad una equa ripartizione delle spese tra le parti, deve
ritenersi insussistente una valida pattuizione che deroghi alla
previsione normativa di cui all’art. 340, comma quarto, la quale
stabilisce che le spese siano poste a carico del querelato. F Cass.
pen., sez. V, 26 gennaio 2011, n. 2773 (ud. 18 novembre 2010), B.
(c.p.p., art. 340; c.p.p., art. 341). [RV249256]
Querela – Termine – Decorrenza.
In tema di reato permanente, il diritto di presentare querela può
essere esercitato dall’inizio della permanenza fino alla decor-
renza del termine di tre mesi dal giorno della sua cessazione e la
sua effettiva presentazione rende procedibili tutti i fatti consu-
mati nell’arco della permanenza. (Fattispecie in tema di omessa
corresponsione dei mezzi di sussistenza al figlio minore da parte
del genitore). F Cass. pen., sez. VI, 22 gennaio 2011, n. 2241 (ud.
13 gennaio 2011), V. (c.p., art. 124; c.p., art. 570). [RV249208]
Bellezze naturali (Protezione delle)
Deturpamento o distruzione – Esecuzione di lavori o
attività di modificazione ambientale non autorizzati –
Domanda di condono edilizio.
La mancata sospensione del procedimento penale (nella specie,
per reato paesaggistico) in ipotesi di condono edilizio non de-
termina nullità alcuna stante l’assenza di una previsione di legge
in tal senso. F Cass. pen., sez. III, 3 febbraio 2011, n. 3871 (ud.
22 ottobre 2010), Pisa Giuseppe (l. 8 agosto 1985, n. 431, art.
1 sexies; l. 23 dicembre 1994, n. 724, art. 39; c.p.p., art. 177).
[RV249151]
Beni immateriali
Diritti di autore (proprietà intellettuale) – Reato di cui
all’art. 171 ter L. n. 633/1941 – Illecita riproduzione del
supporto contenente le opere dell’ingegno.
In tema di diritto d’autore, integra il reato di cui all’art. 171 ter
L. n. 633 del 1941 l’illecita riproduzione del supporto contenente
le opere dell’ingegno, e ciò anche a seguito della sentenza della
Corte di giustizia Scwibber - che ha dichiarato l’inopponibilità
al privato dell’obbligo di apporre il contrassegno SIAE sui sup-
porti contenenti opere tutelate dal diritto d’autore, trattandosi
di regola non notificata alla commissione - in quanto l’obbligo
per il giudice di disapplicazione della norma italiana si restrin-
ge ai casi di accertata mancanza di contrassegno SIAE, e non
già a quelli di verificata abusiva duplicazione o riproduzione di
supporti. F Cass. pen., sez. V, 8 febbraio 2011, n. 4600 (c.c. 2
dicembre 2010), Pirino (l. 22 aprile 1941, n. 633, art. 171 ter).
[RV249244]
Cassazione penale
Interesse al ricorso – Remissione della querela succes-
siva alla sentenza impugnata – Ammissibilità.
È ammissibile il ricorso per cassazione proposto al solo fine di
introdurre nel processo la remissione della querela, ritualmente
accettata, intervenuta dopo la sentenza impugnata e prima della
scadenza del termine per la presentazione dell’impugnazione.
(La Corte ha altresì precisato che nell’ammissibilità del ricorso
la remissione della querela estingue il reato). F Cass. pen., sez.
VI, 22 gennaio 2011, n. 2248 (ud. 13 gennaio 2011), Cagnazzo
(c.p., art. 152; c.p.p., art. 129; c.p.p., art. 591; c.p.p., art. 606).
[RV249209]
Circolazione stradale
Patente – Revoca e sospensione – Sospensione – Omi-
cidio e lesioni colpose – Sentenza di applicazione della
pena – Sospensione della patente – Diminuzione di un
terzo – Applicabilità ai fatti commessi “ante legem” n.
102/2006 – Esclusione.
La diminuzione fino ad un terzo della sanzione amministrativa
accessoria della sospensione della patente di guida, in caso di
sentenza di applicazione della pena per i reati d’omicidio colpo-
so e lesioni personali colpose commessi in violazione delle nor-
me sulla disciplina della circolazione stradale, prevista dall’art.
222, comma secondo bis, C.d.S. come introdotto dalla legge n.
102 del 2006, non si applica ai reati commessi prima della en-
trata in vigore di tale ultima legge. F Cass. pen., sez. III, 13 luglio
2010n., n. 27058 (c.c. 15 giugno 2010), Vigna (c.p.p., art. 444;
c.p., art. 589; nuovo c.s., art. 222). [RV249147]

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