Democraticità dell' informazione giuridica e informatica

Autore:Luigi Lombardi Vallauri
Carica:Ordinario di filosofia del diritto nell'Università di Firenze e direttore dell'Istituto per la documentazione giuridica del CNR
Pagine:1-25
RIEPILOGO

1. La democraticità dell'informazione come valore fondamentale dell'informatica, contro il 'potere tecnico'. 2. La democraticità dell'informazione giuridica come essenziale per la democraticità dell'ordinamento. 3. Requisiti di un'informazione giuridica democratica e possibili contributi dell'informatica. 4. Per un'informatica giuridica democratica: sistema orientato al cittadino. 5. Aspetti... (visualizza il riepilogo completo)

 
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@1. La democraticità dell'informazione come valore fondamentale dell'informatica, contro il 'potere tecnico'

Ogni rivista rispettabile (e rispettosa) -dovrebbe cominciare con un- manifesto. Senza pretendere a tanto, sia perché non sono sufficientemente rappresentativo delle numerose istanze cui « Informatica e diritto », pubblicata da un ente molto articolato e stratificato come il CNR,- guidata da un gruppo non necessariamente omogeneo di studiosi, fa capo, sia perché gli aspetti politico-scientifici di un'iniziativa come la nostra'sono particolarmente complessi, mi' limiterò a esprimere opinioni-personali sul solo aspetto dei nessi tra informatica e democraticità dell'informazione giuridica, intendendo con informatica, in senso molto lato, l'insieme delle procedure per il trattamento automatico (mediante elaboratori elettronici) dell'informazione rilevante nell'ambito giuridico, con democraticità l'utilità per ilPage 2 siagolo cittadino nel quadre delle garanzie offerte da una struttura costituzionale di Stato di diritto.

Questo aspetto mi pare peraltro fondamentale. Quando mi interrogo sulle giustificazioni di esistenza della 'cosa informatica' mi rispondo, ad esempio: che l'informatica esiste perché semplicemente è fattibile, e nella nostra civiltà fattibile e giustificabile tendenzialmente s'identificano; perché rende, in termini-di profitto; perché allevia, la fatica-umana; perché è Velocissima; perché evita'errori che il trattamento cerebrale o manuale: inevitabilmente comporta; perché fa avanzare la conoscenza delle, operazioni mentali. Nessuna di queste giustificazioni mi convince molto. Legittimare come tale il fattibile (scientismo tecnologico) o il fattibile-profittevole '(capitalismo, privato o statale) mi sembra pericolosissimo anche se quasi inevitabile; che-l'informatica allevia la fatica è presto detto, ma bisognerebbe precisare di chi: produrre calcolatori è faticoso, perforare schede è faticoso, c'è il rischio dei nuovi schiavi; la velocità, cara a certi novecentismi, ci incanta -sempre meno; l'inerranza -è un-pregio- se si fanno cose utili (se no, meglio sbagliare), .Quanto all'avanzamento nella - conoscenza della mente, esso si riduce, in generale, alla chiarificazione, imposta dalla "precisione stupida" delle operazioni automatiche di punti rimasti oscuri nell'analisi dei processi intellettuali; ora, il vero mistero da chiarire o da approfondire' non è tanto il processo logico, quanto il 'fatto conoscenza' come implicante un tipo di presenza del conosciuto al conoscente e del conoscente a se stesso, non riducibile -a processi o algoritmi di -alcun genere. Sotto questo' profilo, l'informatica come intrapresa 'di riduzione dell'uno-al molteplice, del. sintetico e simultaneo all'analizzato e, successivo, dell'autentico -all'automatico,-del'cosciente all'inconsapevole, del mentale all'extramentale rischia di essere 'superficiale e superficializzanté; come purtroppo la caratteristica sovreccitazione da potere apparente e il barbaro linguaggio del neo-informatico medio spiacevolmente confermano.

La giustificazione dell'informatica sembra 'quindi doversi 'cercare soprattutto nei servizi pratici che essa può rendere, non tanto dal lato dei valori di verità, o creatività, o profondità, quanto piuttosto 'dal lato dei valori di democraticità dell'informazione, valori quantitativi e relativamente superficiali, ma certo reali e rilevanti. L'informatica o sarà democratica non sarà giustificata' veramente.

I campi di applicazione presumibilmente 'utile dell Informatica sono perciò quelli dove si hanno buoni motivi di' temere coaguli di potere tecnico. Intendo con potere tecnico un potere legittimato con Fargomento della coinpetenza, cioè del possesso di una determinata massa d'informazione, quando questa competenza esima dalla verifica e -dalla responsabilità -verso l'utente. Esempi: il potere dei sanitari, degli psichiatri, sui pazienti istituzionalizzati; il potere degli avvocati, dei notai (quanti sono i processi vinti da clienti contro avvocati o notai imperiti, non diligenti, approfittatori); il potere del'tecnici o tecnocrati in genere, per esempio, nella, con-Page 3duzione economica pubblica o privata. - Posta quella definizione è chiaro che "il potere tecnico non è un esigenza tecnica; esigenza tecnica è piuttosto che il competente venga controllato da altro competente, e sempre, attraverso quest'ultimo, dal beneficiario del servizio che il competente fornisce. L'informatica democratica è appunto quella che facilita il vedere attraverso la cortina dei monopoli informativi e conscguentemente decisionali, non quella che aggiunge all'esoterismo dei linguaggi tecnici l'esoterismo supplementare dei procedimenti e del linguaggio informatici.

@2. La democraticità dell'informazione giuridica come essenziale per la democraticità dell'ordinamento

Uno dei campi dove potere tecnico 'quasi certo c'è' e dove, più generalmente, l'esigenza di democraticità dell'informazione appare quanto mai forte e giustificata, è, naturalmente, il campo giuridico.

La democraticità di un ordinamento giuridico può essere valutata sotto almeno due distinti profili: quello dei contenuti normativi; quello del modo in cui tali contenuti vengono portati a conoscenza del cittadino.

Lasciando da parte il primo, profilo, per cui potrebbe parlarsi di democraticità del diritto, intendo occuparmi qui del secondo, per il quale userò l'espressione democraticità dell'informazione giuridica.

La democraticità dell'informazione giuridica è requisito non solo formale della democraticità- dell'ordinamento. Molte storiche battaglie rivoluzionarie sono state combattute dalle classi popolari o comunque emergenti proprio per quella specifica democraticità. Basterà ricordare, ti due estremidi 'un arco' storico di oltre venti secoli, le lotte della plebe romana per la laicizzazione e la pubblicizzazione del diritto e la polemica illuministica e borghese contro, il monopolio del diritto da parte dei dottori e del sovrano, culminata nel movimento per le codificazioni. Un diritto la cui conoscenza sia riservata a una minoranza è sempre e comunque un diritto oligarchico; non mancano, anzi abbondano gli esempi storici di diritti perfettamente ugualittri nei contenuti, ma solo tra 'pari', dove 'pari' sono precisamente coloro che possono accedere att'informazione giuridica amministrata dagli specialisti che contano. Non bastano leggi democratiche se, come diceva Hegel, le leggi: sono appese tanto in alto da non -poter' essere lette.

Il principio ignorantia iùris non excusat, necessario per motivi pratici e di tecnica giuridica è inaccettabile se disgiunto dal massimo sforzo di rendere nota la legge a coloro che su di essa saranno giudicati. In caso contrario, la norma giurìdica diventa, letteralmente, un arcanum imperii. Sarebbe da evocare qui tutta la tematica storica e teorica della pubblicazione delle leggi, il'cui significato va oltre il 'conferimento della validità formale, assicurato gii a sufficienza dalla promulgazione, e si riassume appunto nell'idea di pubblicizzazione della norma come fonte essenziale di legittimità.

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È chiaro che non può esserci obbigazione politica là dove il contenuto dell'obbligazione sia ignoto, o eccessivamente difficile a conoscersi. Infine, sul piano psicologico essere giudicati e amministrati in base a norme note solo al giudicante e all'amministrante non può che dare l'impressione di un sopruso, coir tutte le conseguenze che questo comporta in ordine all'efficacia rieducativa della condanna o della pena, in ordine al grado di credibilità o di consenso di cui possono godere l'amministrazione della giustizia e in genere tutta l'attività, anche legislativa, dello Stato.

Insamma, se c'è un ambito dov'è inconfutabile l'esistenza d'un diritto all'informazione, questo è per eccellenza l'ambito dell'informazione sei diritto.

@3. Requisiti di un'informazione giuridica democratica e possibili contributi dell'informatica

Analiticamente, democraticità dell'informazione giuridica può significare anzitutto alcune caratteristiche delle stesse norme -giuridiche; In particolare, per quanto riguarda la legislazione: a) redazione sintatticamente piana, logicamente e terminologicamente rigorosa ma per quanto possibile vicina al linguaggio comune, per quanto possibile concreta e anschaulich del testo1; b) mantenimento della quantità delle leggi entro limiti che nePage 5 consentano in qualche misura il dominio alla niente umana; c) costante aggiornamento linguistico delle leggi invecchiate; d) costante coordinamento e rifusione delle leggi proliferate nel tempo intorno a-una stessa materia.

Fin qui, si tratta- di caratteristiche dello stesso testo legale. Sotto il profilo della pubblicizzazione del testo, democraticità significa ancora: e) precisa individuazione normativa del testo dotato di validità formale; f) massima diffusione effettiva di questo testo; g) massima diffusione effettiva di conoscenze giuridiche di base che consentano una migliore comprensione del testo singolo e un suo inquadramento sistematico nell'ordinamento.

La situazione oggi è grosso modo la seguente. Il problema sub e è, si può dire, risolto. Il problema sub a è risolto abbastanza bene per la maggior parte delle leggi, nel senso che almeno i diretti interessati le capiscono, meno (o molto meno) bene per le altre leggi, come ad esempio i codici, eccessivamente concettosi perché gravati da una tradizione dogmatica tanto più esoterica quanto più illustre. Il problema sub 'è risolto in modi ben poco soddisfacenti. I problemi sub e e sub d sono risolti in modo del tutto insoddisfacente dai rari e sempre tardivi testi unici, la cui insufficienza è dimostrata dal fatto che oggi in Italia nessuno (dico nessuno) sa esattamente quali leggi o norme siano vigenti e quali no2. I problemi di cui sub b e g non sono, si può dire, nemmeno affrontati.

Le stesse cose andrebbero ripetute, con gli opportuni adattamenti e incupendo le tinte, per le-...

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