Informatica e Parlamento

Autore:Rodolfo Pagano
Pagine:301-330
RIEPILOGO

Premessa. 1. Il Parlamento per linformatica. 1.1. Uno strumento dinformazione sulla P A. 1.2. Strutture attuali e proposte. 1.3. Documenti propositivi di una politica nel set tore dell informatica. 1.4. Procedure amministrative e leggi appropriate. 1.5. Forme di gestione e misure per l autonomia gestionale. 1.6. Le banche dei dati. 2. L'informatica per il Parlamento. 2.1. Crisi dell informazione... (visualizza il riepilogo completo)

 
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    Questo articolo riproduce il testo della relazione presentata al Convegno «Incontri con la Pubblica Amministrazione» oiganizzato a Roma il 26 28 marzo 1980 dalla IBM Italia


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@Premessa

Ho accolto con una certa perplessità l'invito IBM a prendere la parola in questo convegno perché mi sembrava sconfortante che problemi della Pub blica Amministrazione dovessero essere discussi ancora una volta in un convegno promosso da una Società - questa volta IBM - e non da una iniziativa autonoma della stessa P A1

Un altra ragione di perplessità era nel fatto che le dimostrazioni delle appli cazioni maturate nella P A in un rapporto più o meno diretto con i prò dotti IBM avrebbero fornito una rappresentazione parziale, anche se im portante, dello stato della diffusione dell informatica nella Pubblica Ammi nistrazione

Inoltre vi era in me la preoccupazione che, essendo il Centro di cui sono responsabile un utilizzatore di macchine IBM, esso apparisse per questo fatto una dépendance IBM

Dico questo non perché si debbano prendere le distanze da IBM in quanto società multinazionale, ma perché per una nostra precisa scelta, che i re sponsabili IBM Italia hanno compreso ma che l'esterno non conosce si è teso a raggiungere un traguardo di sostanziale autonomia nella realizzazione e gestione delle applicazioni del Centro

In effetti è questo uno dei nodi centrali da sciogliere per una adeguata in formatizzazione - mi si perdoni la brutta parola - della Pubblica Ammini strazione la quale per motivi vari è oggi largamente dipendente nella rea lizzazione e gestione dei propri sistemi o dalle case fornitrici dell hardware o da società di software

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I motivi ai pel plessi (he ho institution sono siati tuttavia superati dalia con siderazione che il vuoto eli iniziativa dipende eia un fatto stilili orale, ossia la mancanza di una sede specifica di promozione, di dibattito e di elaborazione delle linee di azione informatica

Benvenuto quindi il Convegno della IBM, che ringrazio per la possibilità che ci offre per uno scambio di opinioni e di esperienze e soprattutto per un confronto tra fornitore ed utenti di prodotti informatici Una reciproca informazione giova ad entrambi

Questo intervento è diviso in due parti distinte La prima parte prende in esame alcuni aspetti relativi ali informatica nella Pubblica Amministrazione per sottolineare la richiesta di specifici interventi del Parlamento

Viene sottolineata l'esigenza che il Parlamento affronti il problema dell in formatica prendendo consapevolezza che non è un argomento di discus sione riservato ai soli tecnici, ma è un tema di preminente interesse politico

Anche se è difficile prevedere o controllare il modello di società verso cui conduce l'informatica diventa essenziale per lo sviluppo economico e so ciale del Paese favorirne o prevenirne determinati effetti con adeguate azioni

Fatta eccezione di singoli parlamentari nel suo complesso l'istituzione par lamentare non ha ancora raggiunto questa consapevolezza e la riprova sta nella scarsità degli atti adottati o delle iniziative promosse in questo cam pò 2

Non deve meravigliare se il vuoto viene riempito in altro modo e comunque al di fuori di una presenza parlamentare 3

Nell impatto con l'informatica la P A si presenta nella duplice veste di:

- soggetto gestore di una politica dell informatica;

- oggetto di applicazioni informatiche

Nel primo caso vengono in evidenza i contenuti di tale politica e le strut ture per attuarli

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La relazione, nel suo tentativo di registrare anche con pedante insistenza un inventario di documenti propositivi di una politica informatica e delle strutture esistenti o proposte, vuole evidenziare la disarticolazione o la contraddittorietà delle iniziative e degli strumenti

Nel secondo caso, l'accento cade sul significato e sugli effetti delle applica zioni informatiche nel quadro di un processo di ammodernamento e di effi cienza della P A Emergono allora i problemi della capacità di autogestione della P A e quello del rinnovo dei suoi modelli organizzativi poiché la automazione non è un operazione indolore: essa ha una sua logica che, in seguendo una funzione, passa attraverso le suddivisioni normative di coni petenza

La seconda parte della relazione, dopo una breve premessa sulle esigenze informative del Parlamento, illustra le funzioni e le attività del Centro per la documentazione automatica della Camera dei deputati, ossia le applica zione dell informatica nel Parlamento

@1. Il Parlamento per linformatica

@@1.1. Uno strumento dinformazione sulla P A

Per chi si accinge a trattare il tema dell informatica nella Pubblica Ammini strazione una prima difficoltà è rappresentata dalla scarsità od indisponibi lità della documentazione di base, ossia dei dati necessari per la formazione di un quadro della situazione4

Lo stesso Governo - è stato più volte detto - non ha una conoscenza circa il numero degli impianti EDP esistenti l'onere sostenuto per la gestione e ancor meno circa le procedure ed i progetti in corso di sviluppo D altra parte - è stato osservato - una politica nel settore informatico non può essere definita che sulla base dei dati sufficientemente completi ed affidabili5.

Questa carenza è dichiarata anche in documenti ufficiali come il Programma finalizzato Elettronica 6 che fa riferimento a «ragionevoli stime»; la relazione conclusiva della indagine conoscitiva della Commssione industria della Ca mera dei deputati 7; e da ultimo il rapporto Giannini dal quale era lecito aspettarsi qualcosa di più 8

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Eppure, nell'ambito istituzionale, tentativi di iilevazioiie non sono mancati

- Una rilevazione, sia pure insufficiente, basata su elementi desunti dagli atti sottoposti al suo controllo è stata effettuata per la prima volta dalla Corte dei Conti nelle relazioni sul rendiconto generale dello Stato per gli esercizi 1967, 1974, 1975 e 1976 Un capitolo apposito sulla «strumenta zione elettronica e meccanografica» torniva un panorama del parco mac chine, dei costi, del personale addetto ecc Ci si deve rammaricare che, in vece di perfezionare lo schema, sia mutata l'impostazione per cui nella rela zione sul rendiconto 1978 il capitolo è scomparso e le informazioni devono essere desunte qua e là senza una prospettazione unitaria Questo muta mento di indirizzo forse è dovuto alla concomitanza di due fattori: il cam biamento del magistrato della Corte dei Conti estensore della relazione e l'attesa dei risultati di una indagine promossa dal Provveditorato generale dello Stato

- Un censimento era stato infatti avviato, presso il Provveditorato, nella prospettiva di un «riesame critico delle scelte che hanno condotto alla in stallazione dei centri elettronici operanti presso le Amministrazioni dello Stato al fine di valutarne la effettiva rispondenza alle esigenze di ciascun settore e di procedere quindi, nel quadro di un generale coordinamento delle varie iniziative, alla eventuale ristrutturazione, riesame e, se del caso, soppressione dei centri ritenuti superflui» 9 Di questa iniziativa non si sa più nulla

- Nel mese di gennaio di quest'anno (1980) una lettera circolare del Mini stro per la funzione pubblica è stata inviata a tutti i Ministeri con l'invito a riempire un modulo di- rilevazione dei seguenti dati: parco macchine costi, procedure, linguaggi usati, dimensione degli archivi, personale addetto, tipo di gestione È da sperare che sia avviato un meccanismo idoneo e che in una successiva relazione al Parlamento possano essere date le attese infor mazioni

Lo strumento per fornire queste informazioni infatti esiste già

L art 30 della legge 28 ottobre 1970 n 775 fa obbligo al Governo di pre sentare annualmente una relazione sullo stato della Pubblica Amministra zione Semmai questo obbligo dovrebbe essere più puntualmente rispetta to 10 e la relazione meglio strutturata È anche auspicabile che le relazioni, che vengono presentate al Parlamento a nome del Presidente del Consiglio siano redatte con più proprietà di linguaggio e maggior competenza e non solo per adempiere stancamente ad un fastidioso dovere 11

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@@1.2. Strutture attuali e proposte

La carenza di informazioni non è senza relazione con la situazione struttu rale

II discorso sulle strutture ha avuto finora una attenzione limitata nella stampa specializzata, nei convegni nelle relazioni pubbliche e private ri spetto alle proposte di un indirizzo politico, di un programma o di un piano per l'informatica e dei suoi possibili contenuti Ma l'uno e l'altro aspetto sono facce di un medesimo problema

Le strutture di cui si parla non devono essere solo strumentali alla ofganiz zazione interna della Pubblica Amministrazione ma anche alla elaborazione e gestione di una politica informatica per il paese

In questo senso è esatta l'affermazione che manca una struttura specifica per l'informatica, a meno che non ci si voglia riferire alle strutture a com petenza generale quali il Governo o il Parlamento

Ma è proprio in queste due più alte istanze politiche che si accusa un ritardo di presa di coscienza da cui deriva l'attuale situazione caratterizzata da una proliferazione disordinata di iniziative provenienti da una molteplicita di organi decisionali pubblici e privati

Una pluralità di organi assume infatti decisioni che influiscono in modo più o meno rilevante sul settore dell informatica ma senza una considerazione unitaria dei vari aspetti del fenomeno

Sicché si può affermare non che manca una politica dell informatica, ma che esiste invece una certa politica dell'informatica come può essere con dotta dalle strutture esistenti

Ali interno della P A la mancanza di un coordinamento nella fase iniziale di attuazione dei vari progetti ha creato situazioni difficili

Ogni ministero o ente pubblico ha proceduto in modo autonomo alla crea zione di un proprio centro elettronico con proprie codifiche e protocolli senza instaurare un dialogo o tentare azioni integrate II...

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