Il fenomeno del cybercrime nello spazio giuridico contemporaneo. Prevenzione e repressione degli illeciti penali connessi all'utilizzo di Internet per fini di terrorismo, tra esigenze di sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali

Autore:Pietromaria Sabella
Carica:L'A. è dottore di ricerca in Diritto e impresa presso l'Università LUISS 'Guido Carli
Pagine:139-176
RIEPILOGO

Il terrorismo internazionale adopera in modo costante e significativo Internet e, in particolare, i social media, per attività di reclutamento, formazione, propaganda e finanziamento, oltre che per realizzare attacchi in tutto il mondo. Il cyberterrorismo, come fenomeno criminale contemporaneo, impone dunque l’adozione di nuovi strumenti penali di prevenzione e repressione in grado di porsi nel... (visualizza il riepilogo completo)

 
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Il fenomeno del cybercrime
nello spazio giuridico contemporaneo.
Prevenzione e repressione degli illeciti penali
connessi all’utilizzo di Internet per fini di terrorismo,
tra esigenze di sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali
PIET RO MARI A SABELL A
SOMM ARI O:1. Il terrorismo internazionale di matrice religiosa e l’utilizzo del web.
Fra esigenze repressive e tutela dei diritti fondamentali. Una premessa – 2. Esiste un
ruolo del diritto penale nel cyberspazio? – 2.1. Il cybercrime e il cyberterrorismo – 3. Il
terrorismo internazionale di matrice religiosa nel cyberspazio – 4. Il quadro giuridico
europeo in materia di cybersecurity e cyberterrorismo e attività dei social media. Brevi
cenni – 5. Gli strumenti di tutela penale nel contrasto al terrorismo internazionale
informatico: la “perenne emergenza” fra eccessi di tutela e conflittualità con i diritti
fondamentali – 5.1. (Segue) Il bene giuridico tutelato dalle fattispecie di contrasto al
terrorismo internazionale e tecniche legislative di tutela – 5.2. L’eccessiva anticipazione
della tutela: l’esempio dell’apologia e dell’istigazione ai delitti di terrorismo con mezzo
informatico – 5.3. Gli accordi e gli atti preparatori fuori e dentro l’Internet – 5.4. Il
delitto di istruzione e di auto-addestramento. Internet e i social media al centro delle
spinte repressive del diritto penale – 6. Quale ruolo degli Internet Service Provider
nella prevenzione degli illeciti con finalità di terrorismo internazionale. Osservazioni
conclusive
1.
IL TER RORI SMO I NTE RNA ZIO NALE D I MATR ICE R ELI GIO SA E
LUTILIZZO DEL WEB. FRA ESIGENZE REP RES SIV E E TUT ELA DEI
DIR ITT I FON DAME NTAL I. UNA PREMESSA
È di grande evidenza come, a partire dalla fine del secolo scorso, il mondo
abbia dovuto iniziare a confrontarsi con l’affermazione del fenomeno terro-
ristico di matrice religiosa su scala globale
1
che, in pochi anni, si è imposto
alla nostra attenzione come antagonista in grado di colpire in modo feroce in
diversi punti del pianeta, sfruttando a proprio vantaggio sia le maglie lasciate
L’A. è dottore di ricerca in Diritto e impresa presso l’Università LUISS “Guido Carli”.
1
Per un approfondimento specifico sul rapporto tra tale fenomeno e il diritto penale,
anche in prospettiva comparata, si vedaF. FASA NI,Terrorismo islamico e diritto penale, Padova,
Cedam, 2016.
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9
140 Informatica e diritto /Social media e diritti. Diritto e social media
aperte dai vari sistemi di sicurezza di molti Paesi sia i moderni mezzi di comu-
nicazione digitale, particolarmente efficaci nel garantire un rapido flusso di
informazioni.
È altresì vero, infatti, come gruppi terroristici fondamentalisti, quali Daesh
o, già prima, Al Qaeda
2
, abbiano sempre fatto impiego in modo specifico e
massiccio dei vari strumenti di comunicazione e, in particolare, di Internet e
dei social media, non solo per fini propagandistici ma, più recentemente, anche
per controllare, manovrare, attivare e dirigere all’interno dello scacchiere
globale i propri “lupi solitari” o le c.d. “cellule dormienti” o, ancora, per
fornire guide e vademecum utili alla radicalizzazione e all’auto-addestramento
dei c.d. foreign fighter.
La questione, peraltro, ha assunto particolare rilievo alla luce dei recenti
tragici eventi che hanno investito il territorio europeo e non solo, e che
sembrano portare alla luce la parziale fallacia delle misure adottate a livello
nazionale e sovranazionale per il contrasto al terrorismo e la capacità di questi
gruppi di incidere, proprio mediante questi strumenti di comunicazione, sulla
stessa tenuta complessiva dell’ordine democratico di un Paese.
In questo contesto, lo strumento digitale diventa l’elemento nodale nella
organizzazione di attacchi terroristici e nella predisposizione di attività quali
il reclutamento, il finanziamento, la propaganda, la formazione, l’apologia e la
diffusione di informazioni utili per determinare processi di radicalizzazione.
Tutto ciò impone l’esigenza di procedere a una più profonda riflessione
sulla connessione tra la difesa della sicurezza pubblica e l’utilizzo della Rete,
al fine di potere agire in chiave preventiva, indebolendo il forte legame che
unisce attività terroristiche e i nuovi mezzi di comunicazione di massa.
Nella ricerca di un ragionevole equilibrio tra la necessità di salvaguardare
l’ordine pubblico internazionale, la sicurezza nazionale e il web – che rischia
di affermarsi quale mezzo funzionale alla propaganda (in via preliminare) e
alla commissione (in via successiva) di reati a fini terroristici – è importante
creare un meccanismo di mutuo dialogo tra istituzioni pubbliche e soggetti
privati, in primo luogo gli ISP - Internet Service Provider, gli hosting provider
3
2
M. NORM ALE,Nuove prospettive della criminologia nell’ambito del computer crime, in
“Gnosis”, 1997, n. 1.
3
Cfr. Cass., sez. III pen., 3 febbraio 2014, n. 5107, con nota di S. CO RBET TA,Caso
“Google”: nessuna responsabilità dell’Host Provider per l’omesso impedimento di reati realizzati
dagli utenti della rete, in “Diritto penale e processo”, 2014, n. 3, p. 277 ss., ove i giudici di
legittimità escludono una responsabilità penale dell’hosting provider per omesso impedimento
dell’evento lesivo, riconoscendone inveceuna di tipo commissivo per trattamento illecito dei
ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9 Edizioni Scientifiche Italiane
P.M. Sabella /Il fenomenodel cybercrime nello spazio giuridico contemporaneo ... 141
e quindi i social network
4
, fondato su un sistema normativo “integrato” e
multilivello
5
, idoneo a definire misure condivise per la prevenzione di quei
reati informatici che alimentano ulteriormente i circuiti linfatici dei gruppi
terroristici, la cui difficile perimetrazione materiale sembra trovare opportuno
contrappeso nell’immateriale spazio digitale.
Di fronte a questo allarmante fenomeno si è assistito all’espansione del dirit-
to penale contemporaneo
6
, oltre che del diritto sanzionatorio amministrativo
e, purtroppo, anche di una risposta in termini militari.
2. ESI STE UN RUOLO D EL DI RIT TO PENALE N EL CY BER SPAZIO?
Rispetto a queste nuove manifestazioni di criminalità terroristica bisogna
chiedersi se il sistema penale nazionale e di derivazione europea stia iniziando
a mostrare i propri limiti.
L’impossibilità di garantire un’efficace protezione dei beni individuali e
collettivi attraverso il solo impiego dello strumento penalistico ha genera-
to modelli di legislazione – come è possibile notare in via esemplificativa
dall’impianto della direttiva antiterrorismo (UE) 2017/541 – che sembrano
riproporre il rischio di un ritorno al diritto penale del nemico
7
e alle logiche
dati, dal momento in cui l’Autorità gli rende nota l’illiceità dei contenuti che ospita. Nel senso
opposto, Cass., sez. V pen., 27 dicembre 2016, n. 54946, con commento di A. INGRA SSI A,
Responsabilità penale degli internet service provider: attualità e prospettive, in “Diritto penale e
processo”, 2017, n. 12, p. 1621 ss., con la quale la Corte riscontra una responsabilità penale del
manager di un sito internet per non avere eliminato gli effetti dannosi derivantidal protrarsi
di un contenuto diffamatorio presente nello stesso.
4
E. ROSATI, G. SA RTOR,Social networks e responsabilità del provider, www.medialaws.eu,
23 aprile 2012. Peraltro, i social network, rispetto agli hosting provider, possono essere posti in
un rapporto di genus aspecies, cfr. L. PIC OTTI,I diritti fondament ali nell’uso ed abuso dei social
network. Aspetti penali, in “Giurisprudenza di merito”, 2012, n. 12, p. 2522.
5
V. MILITE LLO,L’identità della scienza giuridica penale nell’ordinamento multilivello, in
“Rivista italiana di diritto e procedura penale”, 2014, n. 1, p. 107 ss.
6
Di questo avviso, V.M ILITE LLO,Terrorismo e sistema penale: realt à, prospettive, limiti,
presentazione del VII corso interdottorale di diritto e procedura penale “Giuliano Vassalli”
(Noto, 11-13 novembre2016), in “Dir ittopenale dell’economia”, 2017, n. 1, p. 4.
7
Ex multis in relazione all’elaborazione concettuale del diritto penale del nemico in materia
di terrorismo, F.FAS ANI,op. cit., p. 147 ss.; G. MAR INO,Il sistema antiterrorismo alla luce della
l.43/2015: un esempio di diritto penale del nemico?, in “Rivista italiana di diritto e procedura
penale”, 2016, n. 3, pp. 1388-1426; S. BONINI,Lotta alla criminalità organizzata e terroristica,
garanziadell’individuo, garanzia della collettività, riflessioni schematiche, in “Cassazione penale”,
2009, n. 5, p. 2216 ss.; R. BARTOL I,Lotta al terrorismo internazionale. Tra diritto penale del
nemico, jus in bello del criminale e annientamento del nemico assoluto, Torino, Giappichelli,
Edizioni Scientifiche Italiane ISSN 0390-0975 ISBN 978-88-495-3707-9

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