Democrazia oggi. Divisione dei poteri? Essenzialità del controllo del potere

Autore:Sebastiano Tafaro
Pagine:653-664
 
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S. Tafaro
Democrazia oggi. Divisione dei poteri? Essenzialità del controllo del po-
tere
SEBASTIANO TAFARO
DEMOCRAZIA OGGI. DIVISIONE DEI
POTERI? ESSENZIALITÀ DEL CONTROLLO
DEL POTERE
Le società oggi, specialmente nel cosiddetto ‘occidente’, sembrano in cri-
si irreversibile sia sul piano organizzativo sia su quello economico e soprat-
tutto su quello dei ‘valori’ (religiosi o laici, che siano).
In Europa centro-mediterranea ci si era illusi che la creazione dell’orga-
nismo sovranazionale, della Comunità ed ora dell’Unione d’Europa, fosse
la soluzione del ‘problema’. Invece non solo si è rivelata inadeguata, ma sta
nendo per diventare essa stessa parte del problema.
Uno dei nodi principali è costituito dall’estraneazione dei singoli rispetto
alla gestione della politica, sempre più appannaggio di oligarchie.
Il vero è che si è proceduto alla costruzione di una Entità, che aspirava
da un lato a superare le divisioni articolatesi intorno al concetto di ‘nazione’
dall’altro a proporsi come referente diretto per i singoli, senza un’approfon-
dita riessione sul ‘modello’ da adottare. Tale riessione avrebbe evidenzia-
to la necessità di operare scelte precise, che, invece, non si era in grado di
compiere o non s’intende effettuare.
Sta di fatto che oggi la crisi sembra irreversibile e che per scongiurarne le
conseguenze si adottano soluzioni provvisorie e parziali, dalle quali spesso
nascono illusioni destinate a cadere nel corso degli anni.
Annovero, come esempio signicativo, l’entusiasmo coagulatosi intorno
all’introduzione dell’Ombudsman, che, con varie denominazioni (Ombud-
sman, Médiateur, Defensor del pueblo, Parliamentary Commissioner, Avvo-
cato del popolo, Difensore civico) pur sembra procedere in modo irrefrena-
bile in quasi tutto il mondo, ad eccezione degli USA e dell’Italia.
Il mancato superamento del distacco esistente tra governanti e governati
rimane immutato e, anzi, tende a crescere. Ciò mi spinge a ritenere che esso
sia conseguenza dell’assenza di un’avvertita riessione progettuale sul ‘mo-
dello’ organizzativo più consono alle necessità del presente, che non può
essere supplito con provvedimenti e/o istituti mirante a far fronte all’emer-
genza.

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