DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 14 agosto 2012 - Scioglimento del consiglio comunale di San Cipriano di Aversa e nomina della commissione straordinaria. (12A09610)

RIEPILOGO

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INDICE
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel comune di San Cipriano d'Aversa (Caserta) gli organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010;

Visto il decreto del Prefetto di Caserta con il quale, ai sensi dell'art. 141, comma 7 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 il consiglio comunale di San Cipriano d'Aversa e' stato sospeso a causa delle dimissioni del sindaco;

Considerato che dall'esito di approfonditi accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti del consesso e la criminalita' organizzata locale;

Ritenuto che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave pregiudizio per gli interessi della collettivita' e determina lo svilimento e la perdita di credibilita' dell'istituzione locale;

Ritenuto che, al fine di porre rimedio alla situazione di grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale di San Cipriano d'Aversa, si rende necessario far luogo allo scioglimento del consiglio comunale e disporre il conseguente commissariamento, per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;

Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 10 agosto 2012;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di San Cipriano d'Aversa (Caserta) e' sciolto per la durata di diciotto mesi.

Art. 2

La gestione del comune di San Cipriano d'Aversa (Caserta), e' affidata alla commissione straordinaria composta da:

dott. Marcello Fulvi - prefetto;

dott.ssa Maria Gabriella D'Orso - viceprefetto;

dott. Cosimo Facchiano - funzionario economico finanziario.

Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.

Dato a Roma, addi' 14 agosto 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri

Registrato alla Corte dei conti il 20 agosto 2012 Registro n. 6, Interno foglio n. 67

Allegato

Al Presidente della Repubblica

Il comune di San Cipriano d'Aversa (Caserta), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialita' degli organi elettivi, il buon andamento dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.

L'ente in parola, il cui territorio e' caratterizzato dalla tentacolare struttura organizzativa delle locali cosche malavitose, e' gia' stato sciolto per condizionamenti da parte della criminalita' organizzata con d.P.R. del 27 agosto 1992 e con d.P.R. del 19 marzo 2008.

Quest'ultimo provvedimento e' stato impugnato in sede giurisdizionale e la relativa sentenza, emessa in prime cure dal TAR Campania, e' stata riformata in sede di appello dal Consiglio di Stato che, con decisione n. 6657 del 28 ottobre 2009, ha valutato gli elementi emersi in sede di accesso ispettivo non sufficientemente supportanti la misura dissolutoria.

Nelle consultazioni elettorali svoltesi nel mese di marzo 2010 sono stati riconfermati, nella carica, il sindaco e sei consiglieri della passata consiliatura.

Nell'ambito dell'attivita' investigativa condotta dalla locale Direzione distrettuale antimafia, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli ha emesso, il 16 aprile 2012, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del sindaco, di un consigliere di maggioranza e di alcuni imprenditori ed affiliati alla locale organizzazione criminale. Gli stessi sono indagati del reato di associazione di tipo mafioso per aver favorito la latitanza di esponenti della consorteria egemone e per aver agevolato imprese contigue alla menzionata organizzazione criminale, condizionando la gestione degli appalti del comune di San Cipriano d'Aversa.

In relazione a tali aspetti il prefetto di Caserta, con decreto del 14 marzo 2012, successivamente prorogato, ha disposto l'accesso presso il suddetto comune ai sensi dell'art. 59, comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 per gli accertamenti di rito.

Ricorrendo, per effetto delle dimissioni dalla carica rassegnate dal sindaco, i presupposti richiesti dall'art. 141, comma 7, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il Prefetto di Caserta, con provvedimento del 21 maggio c.a., ha sospeso il consiglio comunale ed ha nominato un commissario prefettizio per la provvisoria gestione dell'ente.

Al termine delle indagini effettuate, la commissione incaricata dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sui cui contenuti il prefetto di Caserta, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli - Direzione Distrettuale antimafia, ha redatto l'allegata relazione in data 19 giugno 2012, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando, pertanto, i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale.

I lavori svolti dalla commissione d'indagine hanno preso in esame, oltre all'intero andamento gestionale dell'amministrazione comunale, la cornice criminale ed il contesto ambientale ove si colloca l'ente locale, con particolare riguardo ai rapporti tra gli amministratori e le cosche ed hanno evidenziato come l'uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato, nel tempo, nel favorire soggetti collegati direttamente od indirettamente ad ambienti malavitosi, per l'esistenza di una fitta ed intricata rete di parentele, affinita', amicizie e frequentazioni, che lega alcuni amministratori ad esponenti delle locali consorterie criminali od a soggetti ad esse contigui.

In particolare e' stato posto in rilievo come il comune di San Cipriano d'Aversa sia la roccaforte dell'esponente apicale organizzazione criminale ed e' ricompreso in un ambito territoriale notoriamente caratterizzato dalla radicata e pervasiva presenza della citata organizzazione criminale con un raggio di azione che si estende ai comuni di Casal di Principe e Casapesenna i cui consigli sono stati recentemente interessati dal provvedimento di cui all'art. 143 del citato decreto legislativo n. 267/2000.

Come si evince dalle risultanze di numerosi procedimenti di natura giudiziaria la locale consorteria criminale sviluppa la sua influenza ed azione avvalendosi del vincolo associativo e della capacita' di assoggettamento per ottenere, attraverso forme di condizionamento dell'attivita' amministrativa, il rilascio di concessioni e di autorizzazioni, oltreche' l'acquisizione di appalti e servizi pubblici.

Le interazioni con l'amministrazione locale sono state favorite da soggetti che hanno operato nella duplice veste di imprenditori e politici di riferimento di quella cosca che, in precedenti consiliature, hanno ricoperto cariche di vertice dell'amministrazione comunale.

Rilevano, altresi', con riferimento a fatti avvenuti nel corso della precedente amministrazione, le posizioni del sindaco e di un consigliere comunale, gia' assessore nella passata consiliatura, entrambi destinatari della citata ordinanza di custodia cautelare per aver partecipato, nella consapevolezza della rilevanza del proprio apporto causale, all'associazione criminale egemone.

In particolare i contenuti di fonti tecniche di prova hanno messo in evidenza il contributo assicurato dal sindaco alla suddetta organizzazione criminale, al fine di favorirne gli interessi, attraverso incontri effettuati con i suoi rappresentanti apicali durante la loro latitanza, nonche' il ruolo svolto dal citato assessore, che aveva messo a disposizione la propria abitazione come luogo d'incontro per gli illeciti accordi di esponenti dell'associazione.

Il legame intercorrente tra il primo cittadino e l'organizzazione criminale e' inoltre emblematicamente rappresentato dal rinvenimento, nel covo del citato capo camorrista, di un documento composto da molteplici messaggi di contenuti tipicamente «camorristici» che testimoniano, inequivocabilmente, la permeabilita' dell'ente agli interessi della criminalita' organizzata.

Con tali messaggi, prevalentemente indirizzati al sindaco, il suddetto camorrista, allora latitante, forniva precise indicazioni in merito ad una serie di appalti che dovevano essere affidati a ditte di interesse.

Come rilevato nella relazione prefettizia il contenuto complessivo di tale documento lascia emergere che una delle persone piu' vicine e di stretta fiducia del camorrista egemone sia proprio il primo cittadino di San Cipriano d'Aversa.

Altri messaggi, di analogo contenuto, sono indirizzati ad un consigliere pure riconfermato nella nuova compagine consiliare.

La sussistenza di forme di...

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