Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Circolazione stradale - Sanzioni accessorie per violazioni del codice della strada - Disciplina vigente al momento della commessa violazione - Confisca obbligatoria del ciclomotore o motoveicolo adoperato per commettere una delle violazioni amministrative di cui agli artt. 169, commi 2 ...

 
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LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: Presidente: Franco BILE; Giudici: Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO,

Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco

GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria

Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO; ha pronunciato la seguente

Ordinanza nei giudizi di legittimita' costituzionale dell'art. 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall'art. 5-bis, comma 1, lettera c, numero 2, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, recante "Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita' di settori della pubblica amministrazione", nel testo originario risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), promossi con tre ordinanze del 19 giugno 2007 dal Giudice di pace di Agrigento, rispettivamente iscritte ai numeri da 799 a 801 del registro ordinanze 2007 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 49, 1ª serie speciale, dell'anno 2007.

Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

Udito nella Camera di consiglio del 7 maggio 2008 il giudice relatore Alfonso Quaranta;

Ritenuto che il Giudice di pace di Agrigento, con le ordinanze indicate in epigrafe, ha sollevato - in riferimento agli articoli 2, 3, 24, 27, 42 e 111 della Costituzione - questioni di legittimita' costituzionale dell'articolo 213, comma 2-sexies (comma introdotto dall'art. 5-bis, comma 1, lettera c, numero 2, del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, recante "Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita' di settori della pubblica amministrazione", nel testo originario risultante dalla relativa legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada);

che il rimettente premette di essere investito, in tutti i casi al suo esame, del ricorso proposto dal proprietario di un ciclomotore, sanzionato per essere stato sorpreso alla guida del mezzo - sottoposto a sequestro in vista della successiva confisca - senza indossare il casco protettivo;

che il giudice a quo, preliminarmente, sottolinea che analoghe questioni di legittimita' costituzionale risultano essere gia' state sollevate da altri Giudici di pace e definite dalla Corte costituzionale con l'ordinanza n. 453 del 2006, con la quale sono stati restituiti gli atti ai singoli rimettenti, affinche' i medesimi valutassero la perdurante rilevanza e non manifesta infondatezza delle questioni sollevate, alla luce delle modifiche apportate al testo della norma censurata dall'art. 2, comma 169, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), comma aggiunto dalla relativa legge di conversione 24 novembre 2006, n. 286;

che, tuttavia, secondo il rimettente, la questione sollevata - nonostante l'avvenuta modificazione, nelle more dei giudizi principali, della norma censurata - sarebbe egualmente rilevante, oltre che non manifestamente infondata, attesa l'applicabilita', alle fattispecie sottoposte al suo vaglio, della previsione originaria dell'art. 213, comma 2-sexies, del codice della strada, giacche', ai sensi di quanto previsto dall'art. 1 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), le "leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati";

che, cio' premesso, il giudice a quo deduce l'esistenza di una "aperta violazione del principio di ragionevolezza e proporzionalita'...

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