Contratto tipo per finalità turistica predisposto dalla confedilizia

Autore:Marco Bertoncini
Carica:Segretario generale Confedilizia
Pagine:509-510
 
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La legge di riforma delle locazioni abitative n. 431/1998, esplicitamente esclude dall'applicazione di propri numerosi e fondamentali articoli «gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche». Ne deriva che i contratti relativi a tali immobili sono liberi quanto alla determinazione del canone, quanto alla durata e quanto alle altre condizioni contrattuali, restando applicabili ad essi le disposizioni codicistiche. Di fatto, l'unica norma della L. n. 431/1998 che trova applicazione nei confronti dei contratti che per brevità chiameremo turistici è quella dell'art. 1, quarto comma, che richiede la forma scritta.

La Confedilizia ha predisposto uno schema di contratto di locazione per finalità turistiche (riportato nella sezione «Pratica» di questo fascicolo), le cui clausole sinteticamente illustreremo, fatta una premessa. La premessa riguarda la «finalità turistica».

Secondo le più recenti definizioni (si veda la voce, approfondita e limpida, che al turismo dedica il XII e ultimo volume de La piccola Treccani, edita dall'Istituto della Enciclopedia Italiana) il turismo è caratterizzato: a) da uno spostamento dalla propria residenza in altra sede; b) dalla mancanza di un insediamento definitivo nel luogo ove ci si reca, nel senso che alla propria residenza occorre fare ritorno; c) dalla mancanza di legami con attività lucrative. Turismo è in buona sostanza l'occupazione del tempo libero in un luogo che non è prossimo all'abitazione (in tal caso si ha la semplice ricreazione). Il turismo implica quindi una circolazione finalizzata a godere del tempo libero, con le più varie occupazioni (purché, si ripete, non lucrative).

Ecco quindi il turismo naturalistico, quello balneare, lacuale, rurale, sportivo, culturale, religioso, enogastronomico, forme tutte caratterizzate dall'esigenza di ricrearsi, di divertirsi, di consumare il tempo, di riposarsi, di trovare un diletto, al limite di godere del dolce far niente o, brutalmente detto, di oziare. Addirittura si parla di turismo erotico o sessuale. Senza distinzioni di luoghi (dalla città d'arte alla campagna: si pensi all'agriturismo). Senza distinzioni di tempo: c'è il turismo feriale accanto a quello festivo e a quello dei fine settimana (che diventa pendolare quando tende a ripetersi nel tempo), quello del breve periodo (fino a quattro pernottamenti) e quello delle vacanze (almeno cinque pernottamenti), che quando si prolunga diventa di soggiorno o stanziale. Importante: nel...

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