Sentenza Nº 55483 della Corte Suprema di Cassazione, 13-12-2017

Data di Resoluzione:13 Dicembre 2017
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto da
Garesio Piero nato a Bra (CN) il 7 marzo 1983,
avverso la sentenza del Tribunale di Asti del 26 gennaio 2017,
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Alessandro M. Andronio;
udito il pubblico ministero, in persona del sostituto procuratore generale Sante
Spinaci, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1.
- Con sentenza del 26 gennaio 2017, il Tribunale di Asti ha condannato
l'imputato alla pena dell'ammenda, per il reato di cui all'art. 256, comma 1, lettera
a),
del
d.lgs. n. 152 del 2006, perché, senza essere iscritto all'Albo nazionale Gestori Ambientali
ai sensi dell'art. 212 dello stesso d.lgs., effettuava abusivamente attività di raccolta e
trasporto di rifiuti urbani e speciali prodotti da terzi (per lo più rottami ferrosi),
conferendoli presso impianti di recupero; con condotta abituale cessata il 31 ottobre 2012.
2.
- Avverso la sentenza l'imputato, ha presentato ricorso per cassazione, tramite il
difensore.
Con un unico motivo di doglianza, si lamenta l'erronea applicazione della legge
penale, dal momento che il giudice di merito avrebbe fondato la propria decisione sulla
base di documenti acquisiti senza il consenso dell'imputato. In particolare, si tratterebbe
di ricevute di pagamento sottoscritte dall'imputato, che dimostrerebbero, in varie date,
vari conferimenti di rottami ferrosi, in favore della ditta Ro. Met. s.r.I., per un peso
complessivo di tre tonnellate. Secondo l'argomentazione difensiva, i documenti utilizzati
A\\
Penale Sent. Sez. 3 Num. 55483 Anno 2017
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: ANDRONIO ALESSANDRO MARIA
Data Udienza: 20/07/2017
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA