Sentenza Nº 51765 della Corte Suprema di Cassazione, 15-11-2018

Data di Resoluzione:15 Novembre 2018
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da
Ozzimo Daniele, nato il 15/06/1962 a Roma
Caprari Massimo, nato il 28/12/1969 a Roma
avverso la sentenza del 06/07/2017 della Corte d'appello di Roma
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Alessandra Bassi;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Sante
Spinaci, che ha concluso chiedendo che i ricorsi siano rigettati;
uditi i difensori delle parti civili, avv. Gianluca Luongo per il Partito Democratico
Unione Reg. Lazio, avv. Elena Prezioso per la Regione Lazio, avv. Maria Alicia
Mejia Fritsch per A.M.A S.p.A., avv. Fabio Scudellari quale sostituto processuale
dell'avv. Francesco Papandrea per la Camera di Commercio Industria, Artigianato
e
Agricoltura, avv. Stefano Maccioni per Cittadinanza Attiva Onlus, i quali hanno
chiesto che i ricorsi degli imputati siano rigettati, depositando conclusioni scritte
e
nota spese a verbale;
uditi i difensori, avv. Giacomo Satta per Massimo Caprari e avv.ti Pasquale
Bartolo e Luca Petrucci per Daniele Ozzimo, che hanno concluso chiedendo
l'accoglimento dei ricorsi.
Penale Sent. Sez. 6 Num. 51765 Anno 2018
Presidente: DE AMICIS GAETANO
Relatore: BASSI ALESSANDRA
Data Udienza: 13/07/2018
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
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RITENUTO IN FATTO
1. Con il provvedimento in epigrafe, la Corte d'appello di Roma ha
confermato la sentenza del 6 luglio 2017 con cui il Giudice dell'udienza
preliminare del Tribunale di Roma, all'esito del giudizio abbreviato, ha
condannato Massimo Caprari e Daniele Ozzimo - rispettivamente alle pene di due
anni e quattro mesi e due anni e due mesi di reclusione -, in ordine agli episodi
di corruzione loro rispettivamente ascritti.
1.1. Giova precisare che a Massimo Caprari è contestato
sub
capo 4) il reato
(riqualificato in primo grado) ai sensi degli artt. 110 e 319 cod. pen. per avere,
quale pubblico ufficiale - in quanto consigliere dell'assemblea del Comune di
Roma -, per mettere la sua funzione al servizio di soggetti economici riconducibili
al gruppo di Salvatore Buzzi e per compiere specifici atti contrari ai doveri del
suo ufficio (consistenti anche nel formare il consenso politico ed istituzionale per
il riconoscimento, con delibera dell'assemblea comunale del 30 ottobre 2014, di
debiti fuori bilancio), accettato le promesse nonché le erogazioni continuative di
denaro ed altre utilità da parte di Buzzi (quali la promessa di una remunerazione
costante commisurata al valore dei lavori di volta in volta assegnati e
l'assunzione di Enzo Artistico); reato commesso nel 2014.
1.2. A Daniele Ozzinno è contestato:
- sub
capo 9), il reato di cui agli artt. 110 e 319 cod. pen. per avere, quale
pubblico ufficiale - in quanto assessore alla casa del Comune di Roma -, per il
compimento di specifici atti contrari ai doveri del suo ufficio consistiti nel rinnovo
dei servizi per l'emergenza alloggiativa a favore della Eriches (di cui era socio
Salvatore Buzzi), per l'adozione della memoria di Giunta Capitolina del 26
febbraio 2014 in cui venivano forniti indirizzi amministrativi tesi alla non
interruzione dei servizi di emergenza alloggiativa nonchè per la partecipazione
alla riunione di Giunta del 22 maggio 2014 con la finalità di favorire i soggetti
economici riconducibili al Buzzi, ottenuto da parte di quest'ultimo, a favore della
Società Cooperativa Deposito Locomotive Roma San Lorenzo, utilità di contenuto
economico consistenti nell'acquisto di 14 appartamenti al prezzo di oltre 3,2
milioni di euro; reato commesso nel 2013 e nel 2014;
- sub
capo 13), il reato (riqualificato in primo grado) ai sensi degli artt. 110
e 319 cod. pen. per avere, quale pubblico ufficiale — prima, quale consigliere
capitolino e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e membro della
Commissione Lavori Pubblici, Scuola e Sanità e, dal 2013, anche nella sua
qualità di assessore alla casa del Comune di Roma -, messo al servizio di Buzzi la
sua funzione e posto in essere atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti
nel partecipare alle delibere consiliari relative ai riconoscimenti del debito fuori
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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