Sentenza Nº 45323 della Corte Suprema di Cassazione, 07-11-2019

Data di Resoluzione:07 Novembre 2019
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
BELLOCCO GIUSEPPE nato a CINQUEFRONDI il 11/09/1987
avverso la sentenza del 19/12/2017 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIA
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO SIANI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore MARIO MARIA
STEFANO PINELLI
che ha concluso chiedendo (GO/
NA
--
0
Gifi
Il P.G. conclude chiedendo il rigetto del ricorso.
udito il difensore;
L'avvocato D'ASCOLA VINCENZO NICO del foro di REGGIO CALABRIA in difesa di
BELLOCCO GIUSEPPE conclude insistendo sui motivi di ricorso chiedendone
l'accoglimento.
Penale Sent. Sez. 1 Num. 45323 Anno 2019
Presidente: DI TOMASSI MARIASTEFANIA
Relatore: SIANI VINCENZO
Data Udienza: 25/06/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Giuseppe Bellocco era stato chiamato a rispondere del reato di cui all'art.
416-bis, commi primo, secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, cod. pen., e
all'art. 71 d.lgs. n. 159 del 2011, con riferimento alla partecipazione
all'associazione di tipo mafioso denominata 'ndrangheta, operante nel territorio
della provincia di Reggio Calabria, nel territorio nazionale ed estero, per aver
preso parte, specificamente, delle cosche Bellocco e Pesce, inserite nel
mandamento tirrenico, avvalendosi della forza di intimidazione scaturente dal
vincolo associativo e delle conseguenti condizioni di assoggettamento e di
omertà.
All'imputato era stato, in particolare, addebitato di avere agito nel suddetto
gruppo attuando un capillare controllo di ogni aspetto della vita pubblica ed
economica onde perseguire gli scopi analiticamente indicati in rubrica,
associazione nell'ambito della quale egli fungeva da rappresentante del ramo
della cosca Bellocco (un tempo capeggiato dal padre Gregorio Behocco, sia in
Lombardia (anni 2010-2012), sia a Rosarno (dopo l'estate 2013), e, unitamente
a Umberto Bellocco, (classe 1983), Rocco Panetta, Carlo Antonio Longo,
Michelangelo Belcastro, Raffaele Rullo e Salvatore Barone, forniva un ruolo
causalmente rilevante per l'ingresso dei Bellocco nella compagine sociale della
Blue Cali Sri e della Future Srl (società di cui diveniva socio di fatto), agendo in
stretto contatto con i suddetti Longo e Barone sin dal dicembre 2010,
incontrandosi con costoro anche all'interno dell'abitazione di Barone, ubicata alla
Via Galilei di Padenghe sul Garda, nonché forniva successivamente un costante
contributo per l'operatività dell'associazione eseguendo puntualmente, insieme a
Barone, tutte le disposizioni necessarie alla vita del sodalizio e programmando
future attività illecite nell'interesse dell'organizzazione, per conto della quale
costituiva uno dei punti di riferimento nell'importazione di sostanza stupefacente
attraverso il porto di Gioia Tauro, nonché più in generale mettendosi a completa
disposizione degli interessi del sodalizio, cooperando con gli altri associati nella
realizzazione del programma criminoso del gruppo, anche in esecuzione delle
direttive impartite dal capo Umberto Bellocco (classe 1983), con le aggravanti
dell'essere l'associazione armata e di utilizzare i proventi dell'attività delittuosa
per finanziare le attività economiche di cui gli associati intendevano assumere o
mantenere il controllo: reato commesso in Rosarno e in Lombardia, in epoca
successiva al
10
aprile 2005, con condotta in atto.
1.1. Il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Reggio Calabria
aveva giudicato con rito abbreviato l'imputato e aveva, con la sentenza del 13
maggio 2016, dichiarato Giuseppe Bellocco responsabile del reato ascrittogli e,
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA