Sentenza Nº 41638 della Corte Suprema di Cassazione, 10-10-2019

Data di Resoluzione:10 Ottobre 2019
 
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SENTENZA
sui ricorsi proposti da:
RICCIO MARIO nato a MUGNANO DI NAPOLI il 28/06/1991
MENNETTA ANTONIO nato a NAPOLI il 03/01/1985
CAIAZZA ANTONIO nato a NAPOLI il 12/01/1982
CAIAZZA MICHELE nato a NAPOLI il 06/09/1988
CAIAZZA PAOLO nato a ACERRA il 02/05/1990
ROSICA ROBERTO nato a NAPOLI il 18/07/1993
avverso la sentenza del 20/04/2018 della CORTE ASSISE APPELLO di NAPOLI
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere RAFFAELLO MAGI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore GIOVANNI DI LEO
che ha concluso chiedendo
Il Proc. Gen. conclude per l'inammissibilità dei ricorsi proposti da Riccio Mario,
Mennetta Antonio, Rosica Roberto e per il rigetto dei ricorsi di Caiazza Antonio,
Caiazza Michele, Caiazza Paolo.
udito il difensore
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Penale Sent. Sez. 1 Num. 41638 Anno 2019
Presidente: IASILLO ADRIANO
Relatore: MAGI RAFFAELLO
Data Udienza: 03/07/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
L'avvocato GIAQUINTO VITTORIO conclude, in difesa di Rosica Roberto, per
l'annullamento della sentenza impugnata.
L'avvocato MARTINO EMILIO conclude, in difesa di Riccio Mario, riportandosi ai motivi
di ricorso.
L'avvocato RICCIULLI GIUSEPPE conclude, in difesa di Mennetta Antonio, conclude per
l'accoglimento dei motivi di ricorso.
L'avvocato FEDERICO PIETRO conclude, in difesa di Caiazza Paolo, chiedendo
l'accoglimento dei motivi di ricorso.
L'avvocato DI MICCO ANTONIO conclude, in difesa di Caiazza Antonio, riportandosi ai
motivi di ricorso di cui ne chiede l'accoglimento.
L'avvocato IRACE CAMILLO conclude, in difesa di Mennetta Antonio, l'accoglimento dei
motivi di ricorso.
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1. Il fatto oggetto delle decisioni di merito è rappresentato dall'omicidio (con
aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e della finalità di agevolazione
dei clan di appartenenza) commesso in danno di Scognamiglio Fortunato, in Melito
di Napoli (all'interno di un locale destinato a rivendita di auto, di Carratù Sergio,ove
la vittima si era appena recata per visionare una vettura) il 16 gennaio del 2012,
con reati connessi in tema di armi (una pistola Beretta 92 FS cal.9 x 21, un revolver
cal.357 magnum ed una terza arma non meglio identificata) .
Verso la persona di Sc:ognanniglio venivano esplosi venti colpi di arma da fuoco. Tra
questi almeno nove raggiungevano la vittima, per lo più al cranio.
Secondo l'accusa, il fatto è avvenuto in un contesto di predominio camorristico ed
allo scopo di agevolare l'attività del clan Amato-Pagano (in cui erano inseriti Riccio
Mariano e Cerrato, nonchè i Caiazza ed il Rosica) e della Vinella Grassi (cui
appartenevano Mennetta Antonio e Guarino).
La vittima, Scognanniglio, avrebbe fatto parte di un clan rivale, denominato Abete -
Abbinante - Notturno.
L'esecutore materiale Illiano Giovanni è stato separatamente giudicato.
1.1 I ruoli descritti nel capo di imputazione sono i seguenti :
-
Riccio Mario, insieme a Cerrato Carmine è accusato di essere mandante e
organizzatore dell'omicidio, con il contributo - sempre nella fase ideativa - di
Mennetta Antonio e Guarino Rosario come istigatori e determinatori ;
-
Caiazza Antonio, Caiazza Michele, Caiazza Paolo, Rosica Roberto vengono indicati
come co-esecutori insieme ad Illiano Giovanni, con i ruoli che seguono:
-
Caiazza Antonio come conducente del del motociclo con cui Illiano si portava sul
luogo dell'agguato e con azione di supporto materiale;
-
Caiazza Paolo e Rosica Roberto con il ruolo di segnalare la presenza della vittima
al gruppo di fuoco;
-
Caiazza Michele con il compito di fornire supporto logistico al gruppo presso la sua
abitazione e di preparazione delle armi utilizzate nella occasione.
La sentenza di primo grado emessa dalla Corte di Assise di Napoli il 9 giugno 2015.
2. La decisione di primo grado, affermativa della penale responsabilità degli
imputati, fonda la ricostruzione dei fatti su alcuni elementi di prova generica e su
diversi apporti dichiarativi, provenienti da collaboratori di giustizia.
Va premesso che le attività di indagine sono state agevolate, nel loro sviluppo, da
una particolare evenienza verificatasi durante l'esecuzione del delitto, come si è
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