Sentenza Nº 31973 della Corte Suprema di Cassazione, 18-07-2019

Data di Resoluzione:18 Luglio 2019
 
ESTRATTO GRATUITO
SENTENZA
sul ricorso proposto dal
CAIAZZO CARLO, nato a Torre Annunziata il 07/04/1976
MAMANUZZI MAURIZIO, nato a Vizzolo Predabissi il 20/04/1978
ESPERTO ARMANDO, nato a Milano il 25/03/1973
avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 08/05/2018;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Alessandrina Tudino;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale
Ferdinando LIGNOLA, che ha concluso per l'annullamento senza rinvio
Penale Sent. Sez. 5 Num. 31973 Anno 2019
Presidente: SABEONE GERARDO
Relatore: TUDINO ALESSANDRINA
Data Udienza: 12/03/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
limitatamente alla recidiva contestata a Lamanuzzi Maurizio e per il rigetto dei
ricorsi;
uditi gli Avv. Giovanni Aricò per Carlo Caiazzo, Francesca Salvatici per
Maurizio Lamanuzzi, Daniele Sussman detto Steimberg per Armando Esperto;
uditi gli Avv. Marzia Tummolo per la parte civile Daniele Verrascina e
Giovanna Bedoni per le parti civili Adele Izzo, Mattia Verrascina e Luca
Verrascina;
RITENUTO IN FATTO
1.Con sentenza del 16 febbraio 2017, la Prima sezione di questa Corte
ha annullato con rinvio la decisione della Corte d'assise d'appello di Milano in
data 29 giugno 2015, che aveva confermato la decisione di primo grado, con
la quale Carlo Caiazzo, Maurizio Lamartuzzi, Armando Esperto e Cristina Del
Prete - in concorso con Giuseppe Pellitteri, separatamente giudicato - sono
stati condannati per il delitto di omicidio aggravato in danno di Saverio Luca
Varrascina e porto illegale in luogo pubblico dell'arma utilizzata, limitatamente
al diniego del concorso anomalo
ex
art. 116 cod. pen. in riferimento agli
imputati Carlo Caiazzo, Maurizio Lamanuzzi e Armando Esperto, confermando
nel resto la sentenza impugnata.
1.1.La corte territoriale aveva ricostruito il contesto nel cui ambito era
maturata la causale omicidiaria, da ricondursi ad una ritorsione nei confronti
del Varrascina, che si era reso protagonista di un pestaggio - unitamente a
Jean Iannaccio e nel contesto di pretese economiche legate al traffico di
stupefacenti - in danno di Giuseppe Pellitteri, determinando la reazione
punitiva del medesimo e del gruppo familiare Caiazzo, riconducibile alla
compagna di costui; il ruolo svolto dagli agenti in concorso nella pianificazione
ed esecuzione dell'omicidio, consumato il 10 gennaio 2012, alle ore 19.55
circa in San Giuliano Milanese e materialmente eseguito dal Pellitteri; i profili
circostanziali del fatto, concedendo, in particolare, a Cristina Del Prete - alla
cui istigazione era stata ricondotta l'iniziativa punitiva - l'attenuante di cui
all'art. 116 cod. pen..
2
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Per continuare a leggere

RICHIEDI UNA PROVA