Sentenza Nº 27481 della Corte Suprema di Cassazione, 28-10-2019

Data di Resoluzione:28 Ottobre 2019
 
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Ud. 03/07/2019
PU
SENTENZA
sul ricorso 13116-2015 proposto da:
TORRI GIORGIO GIACINTO, rappresentato e difeso dall'Avvocato
GIUSEPPE PROFETA, ed elettivamente domiciliata presso lo
studio dell'Avv. Carla Anastasio in ROMA, VIALe MAZZINI 88
- ricorrente -
contro
BAGINI GIAN MARCO e BAGINI CRISTIAN, rappresentati e difesi
dall'Avv. PIETRO SAVIO CALDARELLI, in sostituzione dell'Avv.
Paolo Novel, ed elettivamente domiciliai presso lo studio dell'Avv.
Cristiano Fanelli, in ROMA, VIA VALSAVARANCHE 39
- controricorrenti -
avverso la sentenza n. 523/2014 della CORTE d'APPELLO dì
BRESCIA depositata il 16/04/2014;
I
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Civile Sent. Sez. 2 Num. 27481 Anno 2019
Presidente: CAMPANILE PIETRO
Relatore: BELLINI UBALDO
Data pubblicazione: 28/10/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del
3/07/2019 dal Consigliere Dott. UBALDO BELLINI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.
CORRADO MISTRI, che ha concluso per la parziale
inammissibilità e comunque per il rigetto del ricorso;
uditi l'Avv. GIUSEPPE PROFETA per il ricorrente, e l'Avv. PIETRO
SAVIO CALDARELLI per i controricorrenti, che hanno concluso
rispettivamente come in atti.
FATTI DI CAUSA
Con atto di citazione, notificato in data 1.7.2004, GIAN
MARCO BAGINI, ELISA PRESTINI e CRISTIAN BAGINI
convenivano in giudizio davanti al Tribunale di Bergamo
GIORGIO GIACINTO TORRI esponendo: che Gian Marco Bagini
ed Elisa Prestini, da un lato, e Giorgio Giacinto Torri, dall'altro,
con scritture private in data 12.2.1990 e 11.6.1990, nel dividere
un fabbricato e un'area siti nel Comune di Gorle (BG), si erano
reciprocamente autorizzati a costruire, nelle rispettive proprietà,
nuovi fabbricati in aderenza e di conseguenza a distanza inferiore
a quella legale; che con atto notarile del 13.1.2000 Gian Marco
Bagini ed Elisa Prestini, avendo donato al loro figlio Cristian una
porzione dell'area urbana di loro proprietà, avevano allo stesso
trasferito il diritto di fabbricare in aderenza con la proprietà Torri,
cosa che il figlio aveva realizzato; che inutilmente era stato
chiesto al Torri di trasfondere le pattuizioni costitutive della
servitù derogativa delle distanze legali in un atto notarile, al fine
della trascrizione del diritto di servitù nei registri immobiliari.
Ciò premesso, gli attori chiedevano, affermata la reciproca
costituzione di servitù avente a oggetto il diritto di edificare a
distanze inferiori a quella legale, di pronunciare "sentenza che
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