Sentenza Nº 12535 della Corte Suprema di Cassazione, 20-04-2020

Data di Resoluzione:20 Aprile 2020
 
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SENTENZA
Sul ricorso proposto da Lanza Fabio, nato a Taranto il 28/11/1964
avverso la sentenza emessa dalla Corte di appello di Lecce- sezione distaccata di
Taranto - il 12/07/2019
udita la relazione svolta dal Consigliere, Pietro Silvestri,
udito il Sostituto Procuratore Generale, dott. Mario Pinelli, che ha concluso
chiedendo il rigetto del ricorso;
udito l'avv.ssa Rosa Angela Andriano, sostituta dell'avv. Vincenzo D'Elia, che ha
concluso riportandosi ai motivi di ricorso;
RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di appello di Lecce - sezione distaccata di Taranto- ha confermato la
sentenza con cui Lanza Fabio è stato condannato per il reato di peculato, quanto ai fatti
a lui contestati prima del 22/09/2014, e per il reato di truffa aggravata, in relazione ai
fatti commessi successivamente.
L'imputato, a cui era stato originariamente contestato un unico reato di peculato, si
sarebbe appropriato, nella qualità di amministratore di sostegno fino al 22/09/2014 ed
in seguito "apparendo tale", delle quote dei canoni di locazione riscosse nell'interesse
dell'amministrata, tale Lavecchia Rosa.
1
Penale Sent. Sez. 6 Num. 12535 Anno 2020
Presidente: PETRUZZELLIS ANNA
Relatore: SILVESTRI PIETRO
Data Udienza: 12/12/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale

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