Sentenza Nº 10916 della Corte Suprema di Cassazione, 01-04-2020

Court:Terza Sezione (Corte Suprema di Cassazione di Italia)
ECLI:ECLI:IT:CASS:2020:10916PEN
Judgement Number:10916
Presiding Judge:LAPALORCIA GRAZIA
Writing for the Court:ROSI ELISABETTA
SENTENZA
sui ricorsi
proposti da:
BRACCO DIANA GIOVANNA MARIA nato a MILANO il 03/07/1941
POLLASTRI MARCO ISIDORO nato a MONZA il 08/08/1961
CALCINAGHI SIMONA ADELE nato a MONZA il 22/11/1963
avverso la sentenza del 09/11/2018 della CORTE APPELLO di MILANO
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA ROSI;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore GIUSEPPE
CORASANITI
Il Proc. Gen. conclude per il rigetto e si riporta alla requisitoria che deposita anche per
i difensori presenti.
uditi i difensori: per la ricorrente Bracco, l'Avvocato Paola Severino del foro di Roma,
che si riporta ai motivi e chiede l'annullamento della sentenza e l'Avvocato Giuseppe
Bana del foro di Milano, che si associa alle conclusioni del codifensore ed insiste
sull'accoglimento dei motivi di ricorso;
per gli altri due ricorrenti, l'Avvocato Massimo Dinoia del foro di Milano si riporta ai
motivi ed alle note d'udienza scritte, che deposita in udienza.
Penale Sent. Sez. 3 Num. 10916 Anno 2020
Presidente: LAPALORCIA GRAZIA
Relatore: ROSI ELISABETTA
Data Udienza: 12/11/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
RITENUTO IN FATTO
1.
La Corte d'appello di Milano, con sentenza del 9/11/2018, in parziale
riforma della sentenza del Tribunale di Milano del 19/10/2016, dichiarando
improcedibile per difetto di querela il reato di appropriazione indebita continuata,
in concorso, ascritto a Bracco Diana Giovanna Maria, Pollastri Marco Isidoro e
Calcinaghi Simona Adele al capo C), ha rideterminato la pena inflitta a Bracco
Diana Giovanna Maria in anni uno e mesi nove di reclusione per il reato -
commesso in concorso con Mascherpa Pietro giudicato separatamente - di cui
all'art. 2 d.lgs. 74/2000 (capo A), per avere indicato nelle dichiarazioni fiscali
presentate dalle società Bracco spa, Bracco Imaging spa, Bracco RE (Real
Estate) S.r.l., Spin spa, Ceber S.r.l., relative agli anni di imposta 2010, 2011,
2012 e 2013, elementi passivi fittizi, avvalendosi di fatture per operazioni
inesistenti, in quanto relative a prestazioni effettuate presso gli immobili di
proprietà privata di Bracco Diana e De Silva Roberto e non presso gli immobili
delle società di capitali firmatarie dei documenti come invece falsamente indicato
nelle causali delle fatture emesse dalle società, specificate dettagliatamente ai
numeri da 1 a 22 del capo di imputazione (in Milano, fatti contestati dal
22/09/2009 al 4/12/2014), ciò al fine di evadere le imposte sui redditi e VIVA. I
fatti erano imputati a Bracco Diana nella qualità di presidente del Consiglio di
amministrazione e quale firmataria delle dichiarazioni presentate da Bracco spa,
Bracco Imaging spa e Spin spa, in concorso con Mascherpa, previ accordi con i
coimputati Pollastri e Calcinaghi, titolari dello studio Archilabo, suoi architetti di
fiducia, incaricati della progettazione e della direzione dei lavori da effettuare
sugli immobili ubicati in Merate, Vence, Nizza Monferrato, Anacapri, Megeve, di
proprietà Bracco/De Silva, nonché di fungere da raccordo tra la committente
Bracco e i fornitori delle prestazioni, mediante l'indicazione a questi ultimi delle
modalità - soggetti, destinatari, causali - di fatturazione. La Corte ha dichiarato
il reato di cui al capo A), limitatamente alla dichiarazione di imposta relativa
all'anno 2009, estinto per intervenuta prescrizione.
2.
La Corte di appello ha, altresì, rideterminato la pena inflitta a Pollastri e
Calcinaghi in anni uno e mesi due di reclusione, nell'ambito della complessiva
imputazione agli stessi ascritta al capo B), in relazione al delitto di cui agli artt.
110 e 81 cpv. cod. pen. e art. 8 d.lgs. 74/2000, perché, in concorso tra loro, in
qualità di titolari dello studio Archilabo- Laboratorio di architettura, e in concorso
con ciascuno degli amministratori/titolari delle società delle ditte indicate al capo
A), in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso, agendo al
fine di consentire alle società Bracco spa, Bracco Imaging spa, Bracco RE (Real
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Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Estate) S.r.l., Spin spa, Ceber S.r.l. di evadere le imposte sui redditi e VIVA,
quali architetti di fiducia, incaricati della progettazione e della direzione dei lavori
da effettuare sugli immobili ubicati in Merate, Vence, Nizza Monferrato, Anacapri,
Megeve, di proprietà di Bracco! De Silva, nonché di fungere da raccordo tra
Bracco Diana, Mascherpa Pietro e i fornitori delle prestazioni, indicando a questi
ultimi le modalità - soggetti, destinatari, causali - emettevano e concorrevano a
far emettere nei confronti delle predette società, negli anni 2010, 2011 2012,
2013, fatture per operazioni inesistenti per gli importi indicati nel capo A) (in
Milano e altri luoghi, fatti contestati dal 24/01/2008 al 30/11/2013). La Corte ha
dichiarato estinto il reato per intervenuta prescrizione limitatamente alle fatture
emesse dal 18/04/2009 a tutto il dicembre 2010.
3. Il Tribunale di Milano aveva ricostruito la vicenda ponendo a base delle
proprie valutazioni gli esiti della verifica fiscale eseguita dal 28 febbraio 2013
presso la Bracco spa, nel corso della quale - poi estesa alla Bracco Re (Real
Estate), relativa ai periodi di imposta 2008-2013 e conclusa con processo
verbale di constatazione del 20 maggio 2015 - era stato rinvenuto un faldone
con la dicitura "Fatture bislacche", contenente oltre cento fatture ed acquisiti i
documenti rinvenuti nel computer in uso al rag. Mascherpa, dai quali emergeva
che erano state fatturate alle società del Gruppo Bracco ingenti spese per lavori
di ristrutturazione di immobili di proprietà esclusiva di Bracco Diana e del di lei
coniuge De Silva Roberto, meccanismo che vedeva coinvolti anche i
professionisti dello studio Archilabo. Dalla documentazione extracontabile, sia
quella allegata alle fatture contenute nel faldone, che quella rinvenuta nel
computer in uso al rag. Mascherpa, emergeva che il luogo ove erano stati
eseguiti i lavori era diverso dal luogo indicato nelle fatture o erano differenti le
prestazioni riportate nel documento fiscale. Il meccanismo trovava conferma
nelle testimonianze dei verbalizzanti e della segretaria del rag. Mascherpa, la
quale confermava la trasmissione di tali fatture per il pagamento all'ufficio fiscale
interno ed al commercialista Bonanno, che curava la contabilità della Bracco RE
ai fini della predisposizione dei bilanci e delle dichiarazioni dei redditi. Il giudice
di prime cure aveva ritenuto provata la riferibilità a Bracco Diana dal punto di
vista oggettivo e soggettivo dei reati ascritti ai capi A) e C) ed aveva ritenuto del
pari provata la responsabilità dei professionisti dello studio Archilabo quali
concorrenti/istigatori del rilascio da parte delle diverse ditte delle fatture a fronte
di operazioni inesistenti. Nella determinazione delle sanzioni aveva riconosciuto a
Bracco Diana la sussistenza della circostanza attenuante ad effetto speciale di cui
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