A Proposito Dei Dati Relativi Agli Sfratti Nell'Anno 2015

AutorePaolo Scalettaris
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dott DOTTRINA
5/2016 Arch. loc. cond. e imm.
A PROPOSITO DEI DATI
RELATIVI AGLI SFRATTI
NELL’ANNO 2015
di Paolo Scalettaris
Sulla base dei dati pubblicati dal Ministero dell’Interno
relativamente ai provvedimenti di sfratto per le locazioni abi-
tative emessi ed eseguiti nell’anno 2015 può osservarsi che:
- il numero totale dei provvedimenti di sfratto pronun-
ciati nell’anno 2015 (complessivamente 64.676) è risulta-
to inferiore del 16,58% rispetto al numero degli analoghi
provvedimenti emessi nel 2014;
- il numero totale degli sfratti eseguiti dall’uff‌iciale giu-
diziario nel 2015 (complessivamente 32.546) è risultato
inferiore del 10,44% rispetto al numero degli sfratti ese-
guiti nell’anno 2014.
1. La prima notazione che va fatta è che i dati in que-
stione rendono evidente che la cd. “emergenza sfratti” oggi
non esiste.
Gli sfratti - tanto i provvedimenti quanto le esecuzioni
- nell’ultimo anno sono diminuiti in misura assai rilevante.
Ciò signif‌ica che sono ingiustif‌icate le richieste (che
anche attualmente vengono avanzate da molti) di proro-
ghe o sospensioni dell’esecuzione degli sfratti, richieste
basate appunto su una premessa (quella dell’asserita esi-
stenza di una “emergenza sfratti”) che non trova riscontro
nella realtà.
Si tratta di una notazione assai importante poiché
l’affermazione del costante aggravarsi del problema degli
sfratti costituisce un luogo comune assai radicato, che vie-
ne richiamato frequentemente ed in modo automatico e
che viene posto in ogni occasione alla base di iniziative ed
attività nel campo sociale ed abitativo. È appunto impor-
tante che venga compreso che tale luogo comune è oggi
privo di giustif‌icazione.
2. Sulla base dell’esperienza e del contatto quotidiano
con la realtà delle locazioni e delle vicende a queste rela-
tive possono farsi poi due considerazioni che sono utili per
meglio inquadrare e comprendere i dati relativi agli sfratti.
a) Da un lato va segnalato che in via generale ed in mi-
sura rilevante si deve constatare che vi è una contrazione
del numero dei contratti di locazione relativi ad alloggi.
Ciò deriva da tutta una serie di ragioni e condizioni
legate alla crisi generale sempre diffusa e presente e si
manifesta in molti modi: si consideri - in via di esempio -
che attualmente i f‌igli adulti continuano a vivere assai più
a lungo che nel passato nella casa dei genitori; si conside-
ri anche che gli studenti fuori sede oggi assai meno che
nel passato ricorrono alla locazione di alloggi per abitare
presso la sede dell’università che frequentano e tendono
piuttosto a recarsi presso tale sede quali pendolari; ecc.
b) Dall’altro lato si nota che i proprietari locatori sono
sempre più restii a promuovere la procedura di sfratto pur
in presenza di morosità del conduttore: essi da un lato spe-
rano di convincere l’inquilino a pagare i canoni insoluti
e dall’altro lato sono scoraggiati sia per l’entità rilevante
delle spese della procedura giudiziaria di sfratto sia per la
considerazione che, una volta sfrattato il vecchio inqui-
lino, potrebbe essere diff‌icile trovare un nuovo inquilino
che paghi il canone.
Le due considerazioni che precedono consentono di
comprendere come il fenomeno della netta riduzione de-
gli sfratti non corrisponda ad una condizione generale di
miglioramento del settore, ma derivi invece da condizioni
che fanno parte comunque di un quadro complessivo di
diff‌icoltà.
3. Vi è da chiedersi se dai dati forniti dal Ministero re-
lativamente agli sfratti possano trarsi indicazioni circa gli
effetti dei provvedimenti adottati in tema di morosità in-
colpevole ai sensi del decreto-legge n. 102 del 2013.
Va osservato innanzitutto che il meccanismo previsto
dalle disposizioni in tema di morosità incolpevole - così
come esso è congegnato - opera di norma solo dopo la con-
valida dello sfratto: esso (salvo casi eccezionali) riguarda
pertanto solamente l’esecuzione.
Da ricordare poi che il meccanismo in questione pre-
senta in concreto due differenti modalità operative: in
alcune realtà le disposizioni adottate dalla Regione o dal
Comune prevedono che il contributo per la morosità incol-
pevole sia erogato direttamente in favore del locatore allo
scopo di sanare la morosità nella quale sia incorso il con-
duttore “moroso incolpevole” (venendosi così a “salvare” il
contratto di locazione), in altre realtà invece la Regione o
il Comune prevedono che il contributo venga corrisposto
in favore del conduttore.
Vi è da dire che sembra ragionevole ritenere che il mec-
canismo anzidetto possa funzionare solo se il contributo
che esso è diretto ad erogare venga corrisposto al locatore:
deve ritenersi infatti che solo così possa essere conseguito
l’obiettivo di “salvare” la locazione e di ottenere la rinun-
cia del locatore al provvedimento di sfratto o quantomeno
l’obiettivo di ottenere il consenso del locatore al differi-
mento dell’esecuzione dello sfratto.
Orbene: i dati forniti dal Ministero dell’Interno circa gli
sfratti consentono di avere indicazioni anche con riguardo
a questi problemi. È possibile infatti operare il raffronto
tra la situazione relativa agli sfratti nei luoghi in cui il con-
tributo viene erogato direttamente in favore del locatore e
quella dei luoghi in cui l’erogazione del contributo è dispo-
sta in favore del conduttore.
Sulla base di una primissima analisi a campione può
notarsi a questo proposito che:
- a Roma (ove è prevista l’erogazione del contributo in
favore del locatore) il numero delle esecuzioni forzate degli
sfratti (3.030) è risultato nel 2015 pari al 40% circa del nu-
mero dei provvedimenti di sfratto emessi nell’anno (7.274);

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