Ordinanza Nº 18666 della Corte Suprema di Cassazione, 11-07-2019

Data di Resoluzione:11 Luglio 2019
 
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ORDINANZA
sul ricorso 21603-2017 proposto da:
SALANITRI GRAZIELLA, elettivamente domiciliata in ROMA, presso la
CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa
dall'avvocato GRAZIA PULVIRENTI;
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1
I
i
contro
COMUNE DI GIARRE, in persona del Sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA
- ricorrente -
Civile Ord. Sez. U Num. 18666 Anno 2019
Presidente: TIRELLI FRANCESCO
Relatore: SAMBITO MARIA GIOVANNA C.
Data pubblicazione: 11/07/2019
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall'avvocato MARIO
LEOTTA;
ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI DI CATANIA, in
persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall'avvocato DANIELA
CASTRONOVO;
- controricorrenti -
avverso la sentenza n. 1572/2016 della CORTE D'APPELLO di
CATANIA, depositata 1'8/11/2016.
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
12/03/2019 dal Consigliere MARIA GIOVANNA SAMBITO.
FATTI DI CAUSA
Graziella Salanitri, destinataria di un'ordinanza con cui il comune
di Giarre le aveva intimato il rilascio di un alloggio
i
facente parte di un
programma costruttivo realizzato dallo IACP di Catania, non
assegnato e da lei occupato, chiedeva al Tribunale di Catania che,
previa sospensione del provvedimento impugnato, il Comune e
l'Istituto fossero condannati ad assegnarle detto alloggio ed a
stipulare il contratto di locazione, affermando di possedere i requisiti
previsti dalla L.R.S. n. 11 del 2002.
Affermata la propria giurisdizione, il Tribunale adito rigettava la
domanda, per insussistenza dei requisiti, ma la decisione veniva
riformata dalla Corte di Catania, che, in accoglimento dell'appello
incidentale condizionato dell'Ente territoriale, con sentenza
dell'8.11.2016, declinava la propria giurisdizione in favore del giudice
amministrativo. I giudici
a quibus
osservavano che quando, come
nella specie, nell'opporsi all'ordinanza di sgombero, la parte privata
non avesse dedotto il proprio diritto a permanere nell'immobile in
virtù di pregresso titolo legittimante, ma avesse invocato i
0.
Ric. 2017 n. 21603
sez.
SU - ud. 12-03-2019
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presupposti per ottenere la regolarizzazione e l'assegnazione
dell'alloggio in proprio favore, la controversia involgeva posizioni di
interesse legittimo, evidenziando che, secondo la giurisprudenza di
legittimità, possono configurarsi posizioni di diritto soggettivo, solo,
nella fase successiva all'assegnazione, mentre, prima di tale fase, il
privato è portatore di un mero interesse legittimo, devoluto, appunto,
al Giudice Amministrativo.
Per la cassazione della sentenza, Graziella Salanitri ha proposto
ricorso con due motivi, successivamente illustrati da memoria, ai
quali il Comune e lo IACP di Catania hanno resistito con controricorso.
RAGIONI DELLA DECISIONE
1.
Col primo motivo, la ricorrente denuncia
Terror in procedendo
ed
in iudicando
-362 c.p.c." ed afferma che la competenza a decidere
della controversia va riconosciuta al giudice ordinario, tenuto conto
che, in base alla LRS n. 11 del 2002, il soggetto che chiede la
sanatoria ed afferma di aver diritto alla stipula del contratto di
locazione vanta una posizione di diritto soggettivo.
2.
Entrambi i controricorrenti hanno eccepito l'inammissibilità
della doglianza, rilevandone il difetto di specificità, l'esposizione
disorganica e la
mescolanza e sovrapposizione di mezzi
d'impugnazione.
L'eccezione va disattesa. Ed, infatti, il controllo circa l'esistenza
del potere giurisdizionale dipende soltanto dall'applicazione di norme
di diritto ai fatti introdotti nella causa e pertanto risulta sufficiente che
si investa il giudice dell'impugnazione, come queste Sezioni Unite,
della questione di giurisdizione, per impedire il formarsi del giudicato
interno, senza che si possa discutere sul grado di specificità delle
censure mosse alla decisione impugnata (Cass. SU n. 14288 del
2007). Peraltro, la giurisprudenza invocata dai controricorrenti in
tema di formulazione del ricorso per cassazione (cfr. Cass. SU n.
9100 del 2015 e successive conformi) non è richiamata a proposito:
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n.
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la violazione della norma regionale, pur enunciata nel titolo del
motivo, non risulta ulteriormente sviluppata, come del resto fa notare
lo stesso Istituto, -che, per tale ragione, deduce, incongruamente, un
ulteriore profilo d'inammissibilità del mezzo- e ciò in quanto la
disposizione regionale è menzionata quale fonte del "diritto
soggettivo perfetto alla stipula del contratto", e, quindi, in funzione
della postulata giurisdizione del giudice ordinario.
3.
Il motivo, che contiene, dunque, un'unica censura, volta ad
incidere sulla statuizione di difetto di giurisdizione, è fondato.
4.
Secondo l'ormai consolidato indirizzo di queste Sezioni Unite
(Cass. S.U. n. 14956 del 2011; n. 3623 del 2012; n. 20589 del 2013,
n. 9694 del 2013; n 24148 del 2017), nella materia dell'edilizia
residenziale pubblica, ed anche a seguito dell'entrata in vigore
dell'art. 133 del d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104 (codice del processo
amministrativo), va tenuta distinta la prima fase antecedente
all'assegnazione, di natura pubblicistica, caratterizzata dall'esercizio
di poteri finalizzati al perseguimento di interessi pubblici, e
correlativamente da posizioni di interesse legittimo del privato, da
quella successiva, di natura privatistica, nella quale la posizione
dell'assegnatario assume natura di diritto soggettivo, in forza della
diretta rilevanza della regolamentazione del rapporto tra ente ed
assegnatario. E' stato, in particolare, condivisibilmente, precisato che,
al di fuori di un ipotetico procedimento amministrativo di
assegnazione cui l'occupante partecipi (non in quanto detentore di
quel dato alloggio, ma) come titolare d'un interesse legittimo
pretensivo ad essere utilmente collocato nella graduatoria di
assegnazione, si radica la giurisdizione del giudice ordinario. E la sola
postulazione d'un tale interesse in chiave difensiva ed oppositiva per
paralizzare la pretesa di rilascio, non costituisce
ex se
alcun rapporto
di diritto pubblico con l'ente proprietario (Cass. SU n. 24148 del
2017).
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5.
Nella specie, la Sanalitri si è opposta all'ordine di rilascio,
sostenendo sussistere i requisiti previsti dalla Legge regionale
siciliana n. 11 del 2002 per l'assegnazione in suo favore
dell'immobile, in precedenza mai assegnato, quale soggetto che lo
occupava alla data del 31 dicembre 2001, in possesso dei requisiti per
l'assegnazione di cui all'articolo 2 del d.P.R. 30 dicembre 1972, n.
1035 e successive modificazioni.
E'
ben evidente che la domanda
della ricorrente di regolarizzazione della sua posizione e le
conseguenti statuizioni richieste prescindono del tutto dalla
formazione di una graduatoria tra più aspiranti all'assegnazione
dell'alloggio e si fondano sul suo supposto diritto all'assegnazione
stessa ed alla stipula del contratto di locazione derivante
direttamente dal dettato della legge: al lume del
discrimen
sopra
precisato la giurisdizione del giudice amministrativo resta pertanto
esclusa.
A tanto, va aggiunto che l'ordinanza di sgombero, diversamente
da quanto mostra di ritenere la Corte catanese, non costituisce un
atto autoritativo, ma un titolo esecutivo apprestato unilateralmente
dalla pubblica amministrazione, e, secondo la giurisprudenza di
queste Sezioni Unite, la controversia avente ad oggetto la
contestazione circa la pretesa di rilascio di un bene da altri detenuto
senza titolo rientra nell'ambito della giurisdizione ordinaria, in quanto
attiene pur sempre al diritto di agire esecutivamente nella specifica
situazione (cfr. S.U. 24148 del 2017 cit.; n. 9694 del 2013; n. 3623
del 2012; n. 14956 del 2011; n. 24764 del 2009).
6.
Va, dunque, dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario,
conclusione che non è preclusa dalla richiesta di condanna
all'assegnazione ed alla stipula del contratto di locazione, pure
formulata dalla ricorrente, le cui statuizioni potranno esser soggette -
ove, beninteso, ne sussistessero i presupposti- all'osservanza dei
limiti interni posti dall'ordinamento alle attribuzioni del giudice
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ordinario in tema di condanna della pubblica amministrazione (o un
concessionario di un pubblico servizio) a un
facere.
7.
Il secondo motivo, con cui si lamenta la violazione della LR n.
11 del 2002, in ordine alla verifica della sussistenza dei requisiti per
ottenere l'assegnazione dell'alloggio resta assorbito, dovendo a ciò
provvedere la Corte d'Appello di Catania in diversa composizione, cui
va demandato, anche, di regolare le spese del presente giudizio di
legittimità.
P. Q. M.
Accoglie il primo motivo, assorbito il secondo, e dichiara la
giurisdizione del giudice ordinario, cassa e rinvia, anche per le spese,
alla Corte d'Appello di Catania, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, il 12.3.2019.
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