Ordinanza Nº 09767 della Corte Suprema di Cassazione, 26-05-2020

Data di Resoluzione:26 Maggio 2020
 
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ORDINANZA
sul ricorso iscritto al NRG 16351-2018 proposto da:
CAMPANALE Michele e IREN ACQUA TIGULLIO s.p.a. (già IDRO-
TIGULLIO s.p.a.), rappresentati e difesi dagli Avvocati Alessandro Mo-
rini e Alessandra Micali, con domicilio eletto presso lo studio di
quest'ultima in Roma, via Ugo Balzani, n. 6;
- ricorrenti -
contro
CITTA' METROPOLITANA DI GENOVA, rappresentata e difesa dagli
Avvocati Carlo Scaglia, Valentina Manzone e Gabriele Pafundi, con
domicilio eletto presso lo studio di quest'ultimo in Roma, viale Giulio
Cesare, n. 14;
- controricorrente -
per la cassazione della sentenza della Corte d'appello di Genova n.
1443/2017 pubblicata in data 24 novembre 2017.
Civile Ord. Sez. 2 Num. 9767 Anno 2020
Presidente: GIUSTI ALBERTO
Relatore: GIUSTI ALBERTO
Data pubblicazione: 26/05/2020
Corte di Cassazione - copia non ufficiale
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 10
dicembre 2019 dal Consigliere Alberto Giusti;
lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del Sosti-
tuto Procuratore Generale Carmelo Celentano, che ha chiesto che la
Corte disponga con ordinanza la fissazione della pubblica udienza.
FATTI DI CAUSA
1.
- Con sentenza n. 956/2016 del 15 marzo 2016, il Tribunale di
Genova accoglieva l'opposizione proposta da Michele Carnpanale, in
proprio e quale legale rappresentante di Idro-Tigullio s.p.a., avverso
l'ordinanza emessa in data 16 settembre 2015 dalla Provincia di Ge-
nova, con cui - richiamato il verbale di accertamento n. 31/2011/AS
del 12 ottobre 2011, redatto dall'ARPAL - era stato ingiunto il paga-
mento della sanzione pecuniaria di euro 3.010 per violazione dell'art.
101, comma 1, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia
ambientale), avendo l'ente accertato, dall'analisi dei campionamenti
effettuati all'entrata e all'uscita dell'impianto di depurazione dei reflui
del Comune di Sestri Levante, il superamento dei valori limite.
Il Tribunale annullava l'ordinanza-ingiunzione in quanto emessa
da ente incompetente.
Il primo giudice riteneva che l'art. 135 del d.lgs. n. 152 del 2006
prevede la competenza esclusiva delle Regioni (e delle Province auto-
nome) ad emettere l'ordinanza-ingiunzione per la violazione delle
norme ambientali; che la clausola di salvaguardia di cui al citato art.
135 non concerne la legislazione regionale ma quella statale; che
l'attribuzione alle Province di poteri in materia di tutela delle acque
non rileva, non trattandosi di poteri relativi alla irrogazione delle san-
zioni.
2.
- Ha proposto appello la Città metropolitana di Genova.
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