La Misura Di Prevenzione Patrimoniale Dell'Amministrazione Giudiziaria Degli Enti E Le Sue Innovative Potenzialità

Autore:Giancarlo Capecchi
Pagine:428-442
 
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giur
4/2017 Arch. nuova proc. pen.
MERITO
anche assicurando la rotazione sistematica del personale
in funzioni sensibili per evitare incrostazioni e quindi il
consolidamento dei legami con i fornitori attraverso la no-
mina di un responsabile dello stesso settore; l’attivazione
di procedure di c.d. “whistleblowing” per creare dei conflit-
ti di interesse interni o degli istituti di premialità che por-
tino i dirigenti, i quadri ed il personale tutto a denunciare
forme di corruttela o di malaffare; la decisa accelerazione
di tutti i rapporti di consulenza già avviati dalla società
con strutture esterne per la definizione degli incarichi di
legalità affidati.
In relazione al perseguimento di tali obiettivi, che non
comportano un necessario impossessamento della società
anche attraverso l’assunzione del rischio di impresa, mi-
sura che sarebbe sproporzionata, sanzionatoria e rischiosa
sul piano della gestione aziendale, occorre trasferire i po-
teri relativi alla gestione dei settori interessati dagli orga-
ni amministrativi, che continueranno ad esercitare le fun-
zioni di amministrazione della società e di gestione della
impresa, all’Amministratore Giudiziario il quale si avvarrà
necessariamente di terzi consulenti già nominati o di altre
figure, stante l’accresciuta complessità dell’incarico, sol-
lecitando la leale collaborazione del Presidente di X Spa
e dei dimissionari consiglieri di amministrazione. L’impos-
sibilità di limitare l’intervento al solo settore dell’allesti-
mento fieristico, stante la centralizzazione di tutti i servizi
e quindi la loro destinazione servente a tutte le iniziative
di impresa di X Spa, come riferito al Tribunale dallo stes-
so Amministratore Giudiziario all’udienza del 17 gennaio
2017, comporta che in tali settori l’intervento sia esteso a
tutte le attività della società proposta.
Il Tribunale conferma altresì le modalità di ammini-
strazione giudiziaria già adottate per Y Spa e per X Spa
con i provvedimenti sopra richiamati. (Omissis)
LA MISURA DI PREVENZIONE
PATRIMONIALE
DELL’AMMINISTRAZIONE
GIUDIZIARIA DEGLI ENTI
E LE SUE INNOVATIVE
POTENZIALITÀ
di Giancarlo Capecchi
SOMMARIO
1. Introduzione. 2. Il monitoraggio dell’attività economica da
parte dell’Amministratore Giudiziario e le misure temporanee
spontaneamente adottate dalle imprese. 3. Le misure concre-
te adottate dal Tribunale di Milano e la ricerca di un equili-
brio con la libertà di iniziativa economica. 4. Il campo ed i
limiti di applicazione della misura di prevenzione dell’Ammi-
nistrazione Giudiziaria degli enti. 5. Note critiche sull’osmosi
praticata dal Tribunale di Milano tra il microsistema delle
misure di prevenzione ed il microsistema della responsabili-
tà amministrativa degli enti. 6. Considerazioni conclusive sul
metodo sostanziale e processuale adottato dal Tribunale di
Milano nell’interesse generale finalizzato alla rieducazione e
sensibilizzazione dell’universo imprenditoriale.
1. Introduzione
Con una serie di decreti innovativi, a metà del 2016 il
Tribunale di Milano ha avviato un procedimento di pre-
venzione patrimoniale del tutto peculiare, ovvero l’am-
ministrazione giudiziaria degli enti prevista dall’art. 34
D.L.vo159/2011 (cd. Codice Antimafia), inteso a monitora-
re e prevenire infiltrazioni criminali nelle attività econo-
miche e in particolare, nel caso di specie, nel settore dei
pubblici servizi affidati a società a partecipazione pubblica.
Ne scaturiva un procedimento a carico di F. M. SPA e
della società da essa controllata al 100% N. SPA, comples-
so imprenditoriale di matrice pubblica semiprivatizzata,
notoriamente deputato alla programmazione, all’allesti-
mento ed alla gestione di eventi fieristici di ampio richia-
mo. Tale gruppo di enti era stato proposto dal Pubblico
Ministero per l’applicazione del peculiare strumento di
controllo ed eventuale confisca offerto dall’art. 34 del cd.
Codice Antimafia, in relazione ad elementi, emersi in pa-
ralleli procedimenti penali, indicativi del concreto rischio
che su tale importante realtà economico-sociale fosse in
corso una contaminazione parziale e settoriale ad opera di
più dinamiche criminose convergenti. In sintesi, mutuan-
do il linguaggio tipico penalistico, si imputava agli enti
proposti una condotta di agevolazione colposa dell’infiltra-
zione criminale nel sistema economico gravitante intorno
agli eventi da essi gestiti.
Da un lato, invero, erano emersi rapporti di fornitura
di beni e servizi offerti da imprese riconducibili a soggetti
indagati o imputati in processi per delitti di associazio-
ne mafiosa e riciclaggio. Il che è, peraltro, noto essere un
rischio molto ricorrente nell’ambito dei settori di suppor-
to, soprattutto se richiedenti una specializzazione non
elevatissima e quindi idonei a fornire posti di lavoro ad
affiliati e clientes dei gruppi criminali di ogni livello so-
ciale, anche a bassissima scolarizzazione e professionali-
tà. Dall’altro, erano emerse collaborazioni anche da parte
di imprese risultate nei loro affari destinatarie di fatture
inesistenti e, quindi, gestite da soggetti imputabili di frodi
fiscali e riciclaggio. Infine, erano emersi fenomeni di cor-
responsione di “tangenti” in favore di funzionari di rango
elevato delle società committenti, ricavate dall’antica e
collaudatissima pratica della “sovrafatturazione” a carico
degli enti appaltatori e fornitori, metodica corruttiva fina-
lizzata a garantire l’accesso preferenziale alla stipula di

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