Massimario di legittimità

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RIEPILOGO

Assemblea dei condomini - Convocazione- Del condomino apparente - Esclusione; Avviamento commerciale- Indennità- Cessazione della locazione- Vendita dell'immobile (...)

 
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I testi dei documenti qui riprodotti sono desunti dagli Archivi del Centro elettronico di documentazione della Corte di cassazione. I titoli sono stati elaborati dalla redazione.

@Assemblea dei condomini - Convocazione- Del condomino apparente - Esclusione

In tema di convocazione dell'assemblea condominiale deve essere convocato solo il vero proprietario della porzione immobiliare e non anche colui che si sia comportato, nei rapporti con i terzi, come condomino senza esserlo, difettando nei rapporti tra il condominio (nella specie, l'amministratore) ed i singoli partecipanti ad esso, le condizioni per l'operatività del principio dell'apparenza del diritto, strumentale essenzialmente all'esigenza di tutela dei terzi in buona fede.

    Cass. civ., Sez. II, 11 giugno 2001, n. 07849, Donati c. Cond. alberghiero hotel Splendor. (C.c., art. 1136). [RV547366]

@Avviamento commerciale- Indennità- Cessazione della locazione- Vendita dell'immobile

L'obbligo di corrispondere l'indennità di avviamento, ai sensi dell'art. 69 legge 27 luglio 1978 n. 392, grava sul locatore; il terzo acquirente dell'immobile dopo la cessazione del rapporto locativo non acquista la qualità di locatore e non è obbligato al pagamento dell'indennità di avviamento né legittimato a contraddire la domanda del conduttore, intesa alla determinazione giudiziale di tale indennità.

    Cass. civ., Sez. III, 2 agosto 2001, n. 10607, Nuzzi c. Odoroso. (L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 69). [RV548731]

@Azioni giudiziarie del condominio - Legittimazione del con- domino - Transazione in sede giudiziale- Legittimazione dei condomini

Nel condominio di edifici, che costituisce un ente di gestione sfornito di personalità distinta da quella dei suoi partecipanti, l'esistenza dell'organo rappresentativo unitario non priva i singoli condomini del potere di agire in difesa dei diritti connessi alla loro partecipazione, né, quindi, del potere di intervenire nel giudizio in cui tale difesa sia stata legittimamente assunta dall'amministratore e di avvalersi dei mezzi di impugnazione per evitare gli effetti sfavorevoli della sentenza pronunciata nei confronti del condominio. (Nella specie, la S.C., sulla base di detto principio, ha ritenuta legittima la transazione intervenuta in sede giudiziale fra tutti i condomini dell'edificio, ritenendo irrilevante la mancanza della sottoscrizione di uno di essi, nella sola qualità di amministratore dell'immobile).

    Cass. civ., Sez. II, 4 luglio 2001, n. 09033, Oliva c. Cond. via Cacciatore 26 Salerno. (C.c., art. 1130; c.c., art. 1131; c.c., art. 1136). [RV547884]

@Azioni giudiziarie del condominio - Legittimazione dell'amministratore- Contributi condominiali - Ingiunzione

L'art. 63 att. c.c. prevede genericamente e senza limitazioni, la possibilità per l'amministratore del condominio di ottenere decreto ingiuntivo per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione della spesa approvato dall'assemblea ed è evidente che «i contributi» ai quali si riferisce la norma in questione sono le quote gravanti sui singoli condomini delle spese condominiali in genere contemplate nell'art. 1123 c.c.

    Cass. civ., Sez. II, 25 giugno 2001, n. 08676, Marino Vito c. Cond. via Modigliani 36 Catania. (C.c., art. 1123; att. c.c., art. 63). [RV547723]

@Azioni giudiziarie del condominio - Legittimazione dell'amministratore- Proprietà esclusiva di parte del sottotetto -Azione di accertamento

In tema di condominio negli edifici, l'art. 1131, comma secondo, c.c. prevede la legittimazione passiva dell'amministratore solo in ordine alle liti riguardanti le parti comuni dell'edificio, con la conseguenza che, ove un condomino chieda che l'accertamento della proprietà esclusiva di parte del sottotetto, viene meno la legittimazione passiva dell'amministratore, dovendo la causa, riguar- dante l'estensione del diritto dei singoli in dipendenza dei rispettivi acquisti, svolgersi nei confronti di tutti i condomini; nell'ipotesi in cui la suddetta controversia venga proposta e decisa solo nei confronti dell'amministratore, il contraddittorio non può ritenersi validamente instaurato, e, in difetto di giudicato esplicito o implicito sul punto, tale invalida costituzione del contraddittorio deve essere rilevata d'ufficio anche in sede di legittimità.

    Cass. civ., Sez. II, 6 agosto 2001, n. 10828, Pavignano c. Cond. La Biriola La Thuile. (C.c., art. 1131). [RV548808]

@Canone- Canone maggiore rispetto a quello dovuto- Validità - Esclusione

In tema di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello abitativo, ogni pattuizione avente ad oggetto non già l'aggiornamento del corrispettivo ai sensi dell'art. 32 della legge 27 luglio 1978, n. 392, ma veri e propri aumenti del canone, deve ritenersi nulla ex art. 79, primo comma, della stessa legge, in quanto diretta ad attribuire al locatore un canone più elevato rispetto a quello legislativamente previsto, senza che il conduttore possa, neanche nel corso del rapporto, e non soltanto in sede di conclusione del contratto, rinunciare al proprio diritto di non corrispondere aumenti non dovuti.

    Cass. civ., Sez. III, 27 luglio 2001, n. 10286, Pantalone c. Valente. (L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 32; L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 79). [RV548558]

@Canone- Domanda di pagamento di canoni non corrisposti - Regime antecedente l'istituzione del giudice unico -Competenza pretorile

La domanda del locatore intesa ad ottenere il pagamento dei danni prodotti all'immobile locato nonché di canoni non corrisposti, pur se introdotta successivamente al rilascio dell'immobile, appartiene alla materia locatizia, rientrante, nel regime antecedente al 2 giugno 1999 (data in cui è venuto efficace il D.L.vo 11 febbraio 1998, n. 51, istitutivo del giudice unico di primo grado e soppressivo dell'ufficio pretorile), nella competenza del pretore, atteso che nell'ampia nozione di «cause relative a rapporti di locazione di immobili urbani» sono da ricomprendere tutte le controversie comunque riferibili ad un contratto di locazione, che attengano, cioé, non solo alla sua esistenza, validità ed efficacia, ma altresì, a tutte le altre possibili sue vicende, e segnatamente a quelle che involgano l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto, in base alla disciplina codicistica o a quella di settore della legislazione speciale.

    Cass. civ., Sez. III, 24 luglio 2001, n. 10070, Di Leo c. Sticozzi. (C.p.c., art. 8, c. 2, n. 3; D.L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, art. 1). [RV548445]

@Canone- Morosità - Clausola risolutiva espressa - Deroga ad art. 5 legge n. 392/1978

Ove il contratto di locazione contenga una clausola risolutiva espressa che preveda la risoluzione del contratto per il mancato o ritardato pagamento di due mensilità del canone tale previsione deroga, in senso puù favorevole al conduttore, all'art. 5 della legge n. 392 del 1978, per il quale costituisce motivo di risoluzione ai sensi Page 710 dell'art. 1455 c.c. il mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza prevista.

    Cass. civ., Sez. III, 13 giugno 2001, n. 08003, Boeti c. Filippo- ne. (C.c., art. 1145; L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 5). [RV547448]

@Comodato - Comodatario- Restituzione della cosa- Eccezione di locatio rei

In tema di comodato, addotta, da parte dell'attore in restituzione, l'esistenza di un rapporto di comodato precario, ed eccepita, da parte del convenuto, la sussistenza di un rapporto di locazione, la mancata prova di tale ultimo rapporto implica l'accoglimento della domanda attorea, poiché l'eccezione del convenuto postula il riconoscimento dell'intervenuta consegna della cosa per uso determinato e, dunque, in difetto di diverse allegazioni, l'esistenza del...

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